Federico Baldeschi Colonna

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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Incarichi attuali
Età alla morte 66 anni
Nascita Perugia
2 settembre 1625
Morte Roma
4 ottobre 1691
Sepoltura Cappella dei Re Magi
Appartenenza
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Consacrazione vescovile 12 luglio 1665 dal card. Federico Sforza
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17 dicembre 1674 da Clemente X (12 giugno 1673 in pectore) (vedi)
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Consorte

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Collegamenti esterni
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Federico Baldeschi Colonna anche Colonna Baldeschi o Ubaldi Baldeschi Colonna (Perugia, 2 settembre 1625; † Roma, 4 ottobre 1691) è stato un arcivescovo, nunzio apostolico e cardinale italiano.

Cenni biografici

Nacque a Perugia il 2 settembre 1625 da Jacopo Baldeschi e Artemisia della Corgna.

Dopo i primi studi nella città natale si trasferì a Roma sotto la protezione del cardinale segretario di Stato Giovanni Giacomo Panciroli. Questi gli ottenne la nomina di referendario utriusque signaturae e il titolo di governatore di Faenza, poi della Sabina e infine di Fabriano.

In vista della nomina a nunzio in Svizzera, fu nominato arcivescovo di Cesarea in Cappadocia il 6 luglio 1665 e sei giorni dopo fu consacrato nella chiesa romana di santa Maria in Vallicella, dal cardinal Federico Sforza, coadiuvato da mons. Giacomo Theodoli (Ch), vescovo di Forlì e da mons. Giacinto Cordella (Ch), vescovo di Venafro.

Papa Alessandro VII voleva modificare radicalmente la politica della Santa Sede nei confronti dei Riformati: mentre i suoi predecessori proibivano pena la scomunica i contatti personali con gli eretici, egli riteneva che questi contatti personali dovevano invece essere favoriti.

Nel triennio di permanenza presso i Confederati il nunzio dovette dirimere varie controversie. Nel 1666 fu chiamato ad appianare la lite tra i Cantoni primitivi e il governo milanese in merito ai tributi riscossi nei baliaggi ticinesi. Baldeschi tentò, peraltro senza successo, di attuare una mediazione fra il vescovo di Losanna, Jean-Baptiste de Strambino, O.F.M. (Ch)[1] e il capitolo cattedrale di san Nicola che si considerava, con le parrocchie a esso incorporate, esente dalla giurisdizione vescovile. Presso la diocesi di Coira il nunzio si oppose alle rivendicazioni di maggiore autonomie del vescovo Ulrich de Mont (Ch).[2]

Dopo la morte del pontefice fu richiamato a Roma dove il nuovo papa, Clemente IX, gli affidò il segretariato di Propaganda Fide. Questo nuovo incarico mise in luce le sue capacità, oltre che di politico, anche di uomo di profonda dottrina - qualità quest'ultima che gli consentiva di intervenire autorevolmente nelle controversie con la Francia e nelle discussioni vivaci fra il clero francese a proposito del giansenismo, e ne fece accrescere la stima presso la Curia romana e il pontefice. Questi volendo mostrare un segno di benevolenza a Giulio Cesare Sciarra Colonna, il cui figlio Egidio aveva sposato una sua pronipote, offrì al principe romano un titolo cardinalizio da assegnare a un membro della famiglia. Non trovandosi persona adatta alla carica, Giulio Cesare Sciarra Colonna, d'accordo con il figlio Egidio, indicò il Baldeschi. L'indicazione fu accolta dal pontefice che, dopo averlo nominato, il 22 marzo 1673, assessore del Sant'Uffizio, lo creò cardinale nel concistoro del 17 dicembre 1673, concedendogli il titolo di cardinale presbitero di san Marcello, titolo che l'anno seguente mutò in quello di sant'Anastasia. Nel 1674 Giulio Cesare Sciarra Colonna adottava il Baldeschi: adozione riconosciuta dal pontefice con il breve del 5 febbraio 1675, con l'obbligo per il cardinale di assumere il nome dei Colonna e la concessione di una rendita di 3.000 scudi.

Baldeschi divenne in seguito prefetto della Congregazione del concilio ma non raggiunse mai una posizione di egemonia nel Sacro Collegio, sempre più occupandosi di problemi dottrinari e trascurando quelli politici.

Prese parte ai conclavi per l'elezione di Innocenzo XI, Alessandro VIII e Innocenzo XII.

Morì a Roma il 6 ottobre 1691 e fu sepolto nella chiesa dì Propaganda Fide.

Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Arcivescovo titolare di Cesarea di Cappadocia Successore: ArcbishopCoA PioM.svg
Celio Piccolomini 6 luglio 1665 - 17 dicembre 1674 Savio Millini I
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Celio Piccolomini {{{data}}} Savio Millini
Predecessore: Nunzio apostolico in Svizzera Successore: Emblem Holy See.svg
Federico Borromeo iuniore 15 luglio 1665 - marzo 1668 Rodolfo d'Acquaviva I
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Federico Borromeo iuniore {{{data}}} Rodolfo d'Acquaviva
Predecessore: Segretario della Congregazione di Propaganda Fide Successore: Emblem Holy See.svg
Mario Alberizzi 7 maggio 1668 - 22 marzo 1673 ? I
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Mario Alberizzi {{{data}}} ?
Predecessore: Cardinale presbitero di San Marcello Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Battista Spada 28 gennaio 1675 - 9 aprile 1685 Pier Matteo Petrucci, C.O. I
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Giovanni Battista Spada {{{data}}} Pier Matteo Petrucci, C.O.
Predecessore: Prefetto della Congregazione del Concilio Successore: Emblem Holy See.svg
Vincenzo Maria Orsini, O.P. 4 maggio 1675 - 4 ottobre 1691 Galeazzo Marescotti I
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Vincenzo Maria Orsini, O.P. {{{data}}} Galeazzo Marescotti
Predecessore: Camerlengo del Collegio Cardinalizio Successore: Emblem Holy See.svg
César d'Estrées 11 gennaio 1683 - 10 gennaio 1684 Francesco Nerli iuniore I
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César d'Estrées {{{data}}} Francesco Nerli iuniore
Predecessore: Cardinale presbitero di Sant'Anastasia Successore: CardinalCoA PioM.svg
Girolamo Gastaldi 9 aprile 1685 - 4 ottobre 1691 Giovanni Battista Costaguti I
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Girolamo Gastaldi {{{data}}} Giovanni Battista Costaguti
Note
  1. Pierre Surchat, Dizionario storico della Svizzera, Strambino, Jean-Baptiste de.
  2. Pierre Surchat, Dizionario storico della Svizzera, Mont, Ulrich de
Bibliografia
  • Alberto Merola, Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 5 (1963), online
  • Maria Gemma Paviolo, I Testamenti dei Cardinali: Federico Baldeschi Colonna (1625-1691), parzialmente online

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