Carlo de' Medici (Firenze, 19 marzo 1595; † Montughi, 17 giugno 1666) è stato un cardinale e vescovo italiano.
Cenni biografici
Nato a Firenze. Quinto degli otto figli del cardinale Ferdinando de' Medici (1563), che si dimise dal cardinalato nel 1588 per assicurare la successione della famiglia al granducato di Toscana, e della granduchessa Chrétienne de Lorraine (Cristina di Lorena).
Gli altri fratelli furono Cosimo II (granduca di Toscana), Leonora, Caterina (sesta duchessa di Mantova), Francesco (principe di Capistrano), Filippo, Maria Maddalena e Claudia. Zio dei cardinali Giancarlo de' Medici (1644) e Leopoldo de' Medici (1667). Prozio del cardinale Francesco Maria de' Medici (1686).
Educato in ogni più sublime disciplina. A 19 anni, quando aveva appena iniziato a studiare l'ebraico, fu promosso cardinale.
Ordini sacri: nessuna informazione trovata.
Ministero cardinalizio
Creato cardinale diacono nel concistoro del 2 dicembre 1615, ricevette la berretta rossa il 19 aprile 1616 e la diaconia di Santa Maria in Domnica, il 18 maggio 1616. Continuò a risiedere a Firenze dopo la sua promozione al cardinalato.
Partecipò al conclave del 1621, che elesse papa Gregorio XV e al conclave del 1623, che elesse papa Urbano VIII. Insieme ad altri cardinali 'principi' delle casate nobiliari italiane, come i Farnese, gli Este e i Savoia, formò un gruppo in grado di spezzare la rigida opposizione del Sacro Collegio Cardinalizio.
Optò per la diaconia di San Nicola in Carcere, il 2 ottobre 1623. Geloso delle sue prerogative, nell'estate del 1630 protestò contro il decreto di papa Urbano VIII, De titulis S.R.E. cardinalium, che intendeva imporre l'uso del titolo di "eminenza" per tutti i cardinali, di qualsiasi rango fossero. Abate commendatario di Santo Stefano di Carrara dal 1634. Protettore di Spagna dal dicembre 1635, si trasferì a Roma per occupare il suo protettorato solo dopo essersi assicurato che sarebbe stato trattato con il titolo cerimoniale di "altezza".
Partecipò al conclave del 1644, che elesse papa Innocenzo X. Come cardinale protodiacono di San Nicola in Carcere, incoronò papa Innocenzo X il 4 ottobre 1644. Optò per la diaconia di Sant'Eustachio, il 17 ottobre 1644. Insieme al cardinale Gil Carrillo de Albornoz, capo della fazione spagnola nel Sacro Collegio, il cardinale de' Medici fu determinante per l'elezione al papato del cardinale Giovanni Battista Pamphili. Il nuovo papa ricompensò gli sforzi del cardinale de' Medici con la concessione della berretta cardinalizia a Giancarlo de' Medici, fratello del granduca Ferdinando II di Toscana. Optò per l'ordine presbiterale e il titolo di San Sisto, il 12 dicembre 1644.
Abate commendatario di diverse ricche abbazie.
Ministero episcopale
Optò per l'ordine dei cardinali vescovi e per la sede suburbicaria di Sabina, il 6 marzo 1645. Consacrato il 17 aprile 1645 nella chiesa dei Teatini, Firenze, da Annibale Bentivoglio (ch), arcivescovo titolare di Tebe, Nunzio apostolico nel Granducato di Toscana, coadiuvato da Roberto Strozzi (ch), vescovo di Fiesole, e da Alessandro della Stufa (ch), già vescovo di Montepulciano.
Ha optato per la sede suburbicaria di Frascati il 23 ottobre 1645 e poi per la sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina, il 29 aprile 1652. Vice-Decano del Sacro Collegio dei Cardinali. Optò per la sede suburbicaria di Ostia e Velletri, propria del decano del Sacro Collegio cardinalizio, il 23 settembre 1652.
Prefetto della S.Congregazione dei Riti e delle Cerimonie dal 31 marzo 1653 al 1º giugno 1655.
Partecipò al conclave del 1655, che elesse papa Alessandro VII. Il nuovo papa lo incaricò di ricevere la regina Cristina di Svezia, al suo arrivo a Roma, il 20 dicembre 1655.
Era il protettore dell'"Accademia fiorentina degli Immobili et degli Infuocati" di teatro e musica.
Morte
Morto il 17 giugno 1666, nella villa del marchese Carlo Gerini, nei pressi di Montughi, un colle della città di Firenze. Sepolto nella tomba dei suoi antenati nella chiesa di San Lorenzo, Firenze.
Genealogia episcopale
Successione degli incarichi
| |
| Collegamenti esterni |
|
|
| Voci correlate |
|
Paolo V
|