Marzio Ginetti

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Marzio Ginetti
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Età alla morte 85 anni
Nascita Velletri
7 febbraio 1586
Morte Roma
1º marzo 1671
Sepoltura Basilica di Sant'Andrea della Valle
Appartenenza
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Collegamenti esterni
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Marzio Ginetti (Velletri, 7 febbraio 1586; † Roma, 1º marzo 1671) è stato un cardinale e diplomatico italiano.

Cenni biografici

Nacque a Velletri il 7 febbraio 1585 da Giovambattista e Olimpia Ponzianelli.

Dopo avere studiato al Seminario romano, molto giovane, il Ginetti si laureò in utroque iure, ricevette gli ordini e intorno al 1605 entrò in prelatura come cameriere segreto, poi ricoprì vari incarichi tra cui cameriere d'onore e votante di Segnatura. Con questo titolo ottenne la presidenza del vescovado di Sabina. Fu nominato uditore di camera.

Fu nominato cardinale in pectore nel concistoro del 19 gennaio 1626 e pubblicato nel concistoro seguente del 30 agosto 1627, ricevette la berretta rossa e la diaconia di Santa Maria Nuova. Come cardinale diacono optò nel 1634 per la diaconia di Sant'Angelo in Pescheria e nel 1644 per quella di Sant'Eustachio.

Il 2 ottobre 1629 fu nominato Vicario di Roma, carica che conserverà fino alla morte. Dal 1636 al 1640 fu legato a latere a Colonia per tentare di portare a un tavolo di pace i belligeranti della guerra dei trent'anni. Il fallimento di questa importante missione dipese sicuramente anche dalla scarsa esperienza diplomatica del Ginetti, che era stato personaggio non sospetto e fedele al pontefice. Egli si dimostrò di fatto inadeguato al compito di mediatore e incapace di dirigere efficacemente la delegazione pontificia, divisa da rivalità interne.

Dal 1640 fu legato a Ferrara fino al 1643 quando fu sostituito dal cardinal Antonio Barberini. Ritornato in Curia divenne prefetto della Sacra Congregazione Concistoriale, della Congregazione dei Riti, dell'Immunità, dei Confini e delle Indulgenze.

Partecipò al conclave del 1644 che elesse papa Innocenzo X, a quello del 1655 che elesse papa Alessandro VII, e ai conclavi del 1667 e del 1670 che videro pontefici Clemente IX e Clemente X. L'aspirazione del Ginetti al pontificato non riuscì mai a concretizzarsi perchè troppo legato ad Antonio Barberini, oltre che privo di reali capacità politiche. Dopo la morte di Urbano VIII il Ginetti rimase perciò in una posizione piuttosto defilata e fu guardato con ostilità da Innocenzo X e da Alessandro VII, con il quale si era urtato nel periodo della legazione a Colonia.

Nel 1644 passò all'ordine dei cardinali presbiteri da prima con il titolo di santa Maria degli Angeli, per poi passare nel 1646 a quello di san Pietro in Vincoli e nel 1652 a quello di santa Maria in Trastevere.

Sotto Innocenzo X il Ginetti partecipò ai lavori della congregazione dei Vescovi e regolari e alla soppressione dei conventini, ma usò la sua influenza per difendere gli scolopi, che sin dalla fine degli anni Trenta erano visti con sospetto dal Sant'Uffizio ed erano divisi da gravi fratture interne. Alla morte di questo pontefice, sostanzialmente contrario al nuovo ordine, il Ginetti riuscì a conseguire importanti successi, avviando il processo di beatificazione di Calasanzio e ottenendo la ricostituzione dell'Ordine, prima con voti semplici nel 1656 e poi con voti solenni nel 1669.

Nel 1653 divenne cardinale vescovo della sede suburbicaria di Albano, nel 1663 optò per quella di Sabina e nel 1666 per quella di Porto-Santa Rufina.

Contribuì in modo sostanziale alla pace Clementina del 1669, la quale pose fine provvisoriamente alla questione giansenista in Francia.

Morì a Roma il 1º marzo 1671 e fu sepolto nella Basilica di Sant'Andrea della Valle in una cappella da lui fondata.

Successione degli incarichi

Predecessore: Cardinale diacono di Santa Maria Nuova Successore: CardinalCoA PioM.svg
Ippolito Aldobrandini (Jr.) 6 ottobre 1627 - 6 febbraio 1634 Giulio Gabrielli I
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Ippolito Aldobrandini (Jr.) {{{data}}} Giulio Gabrielli
Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Angelo in Pescheria Successore: CardinalCoA PioM.svg
Ippolito Aldobrandini (Jr.) 6 febbraio 1634 - 14 marzo 1644 Girolamo Colonna I
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Ippolito Aldobrandini (Jr.) {{{data}}} Girolamo Colonna
Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Eustachio Successore: CardinalCoA PioM.svg
Alessandro Cesarini (Jr.) 14 marzo 1644 - 17 ottobre 1644 Carlo de Medici I
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Alessandro Cesarini (Jr.) {{{data}}} Carlo de Medici
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria degli Angeli Successore: CardinalCoA PioM.svg
Ernst Adalbert von Harrach zu Rohrau 17 ottobre 1644 - 19 febbraio 1646 Niccolò Albergati-Ludovisi I
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Ernst Adalbert von Harrach zu Rohrau {{{data}}} Niccolò Albergati-Ludovisi
Predecessore: Cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli Successore: CardinalCoA PioM.svg
Bernardino Spada 19 febbraio 1646 - 23 settembre 1652 Giovanni Battista Maria Pallotta I
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Bernardino Spada {{{data}}} Giovanni Battista Maria Pallotta
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giulio Cesare Sacchetti 23 settembre 1652 - 9 giugno 1653 Girolamo Colonna I
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Giulio Cesare Sacchetti {{{data}}} Girolamo Colonna
Predecessore: Cardinale vescovo di Albano Successore: CardinalCoA PioM.svg
Federico Baldissera Bartolomeo Cornaro 9 giugno 1653 - 2 luglio 1663 Giovanni Battista Maria Pallotta I
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Federico Baldissera Bartolomeo Cornaro {{{data}}} Giovanni Battista Maria Pallotta
Predecessore: Cardinale vescovo di Sabina Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giulio Cesare Sacchetti 2 giugno 1663 - 11 ottobre 1666 Francesco Maria Brancaccio I
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Giulio Cesare Sacchetti {{{data}}} Francesco Maria Brancaccio
Predecessore: Cardinale vescovo di Porto-Santa Rufina Successore: CardinalCoA PioM.svg
Francesco Barberini seniore 11 ottobre 1666 - 1º marzo 1671 Francesco Maria Brancaccio I
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Francesco Barberini seniore {{{data}}} Francesco Maria Brancaccio
Bibliografia
  • Stefano Tabacchi, Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 55, 2001, online
  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa. Roma: Stamperia Pagliarini, 1793, vol. 6, p. 269 ss., online

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