Santa Chiara d'Assisi

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Santa Chiara d'Assisi, O.S.C.
Religiosa
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al secolo Chiara Scifi
Santa
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Maestro della Santa Chiara (attr.), Santa Chiara d'Assisi e storie della sua vita (1283), tempera su tavola; Assisi, Basilica di Santa Chiara
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Titolo
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Età alla morte circa 60 anni
Nascita Assisi
1193 ca.
Morte Assisi
11 agosto 1253
Sepoltura
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Professione religiosa Assisi, 1211
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Creazione
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° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

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Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione 15 agosto 1255, da Alessandro IV
Ricorrenza 11 agosto
Altre ricorrenze
Santuario principale Basilica di Santa Chiara, Assisi
Attributi Ostensorio, pastorale da badessa, giglio, croce, libro, lanterna processionale
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di Televisione, telecomunicazioni, ricamatrici, lavandai, doratori, stiratrici, ciechi
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 11 agosto, n. 1:
« Memoria di santa Chiara, vergine, che, primo virgulto delle Povere Signore dell'Ordine dei Minori, seguì san Francesco, conducendo ad Assisi in Umbria una vita aspra, ma ricca di opere di carità e di pietà; insigne amante della povertà, da essa mai, neppure nell'estrema indigenza e infermità, permise di essere separata. »
Santa Chiara d'Assisi, al secolo Chiara Scifi (Assisi, 1193 ca.; † Assisi, 11 agosto 1253) è stata una religiosa e fondatrice italiana, dell'Ordine di Santa Chiara (dette Clarisse) e collaboratrice di san Francesco: è stata dichiarata santa da papa Alessandro IV nel 1255. Il 17 febbraio 1958 venne dichiarata da papa Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

Biografia

Nata da Favarone di Offreduccio degli Scifi e da Ortolana Fiumi, appartenente ad un'alta classe sociale, dimostra forza d'animo nelle sue scelte radicali che la inducono a sfuggire il matrimonio concordato dalla famiglia di origine, per seguire il desiderio di dedicare la vita a Dio.

Nella notte successiva alla domenica delle Palme - era il 28 marzo 1211 o il 18 marzo 1212 - Chiara appena diciassettenne, stando alle testimonianze del processo di canonizzazione, fugge da una porta secondaria della casa paterna, situata nei pressi del Duomo di Assisi. Subito raggiunge Francesco d'Assisi e i primi frati minori presso la piccola Chiesa di Santa Maria della Porziuncola, dipendente dal Monastero di San Benedetto al Subasio.

A sottolineare la sua condizione di penitente, Francesco le taglia i capelli, le dà una tunica e la fa entrare nel monastero benedettino di San Paolo delle Abbadesse, presso Bastia Umbra a 4 chilometri da Assisi, per poi cercarle ricovero presso un altro monastero benedettino alle pendici del monte Subasio: Sant'Angelo di Panzo. Qui, al riparo dalle ire familiari, viene presto raggiunta dalla sorella Agnese.

A San Damiano

Infine Chiara prese dimora nel piccolo fabbricato annesso alla chiesa di San Damiano, che era stata restaurata da Francesco, sotto le dipendenze del vescovo Guido. Qui Chiara fu raggiunta dall'altra sorella Beatrice e dalla madre Ortolana, oltre a gruppi di ragazze e donne, e presto furono una cinquantina. Qui trascorre quarantadue anni di cui ventinove aggravati dalla malattia.

Affascinata dalla predicazione e dall'esempio di Francesco, Chiara volle dare vita a una famiglia di claustrali povere, immerse nella preghiera per sé e per gli altri.

Chiamate popolarmente "Damianite" e da Francesco "Povere Dame", saranno poi per sempre note come "Clarisse", dove molte donne seguirono il suo esempio, quali santa Caterina da Bologna, Camilla da Varano, ossia la beata Battista, santa Eustochia, sant'Agnese di Praga.

Il Privilegio della povertà

Piero della Francesca, Polittico di Sant'Antonio (part. Santa Chiara d'Assisi), 1467 - 1469, olio e tempera su tavola

Ottenne da Francesco una prima regola fondata sulla povertà. Il carisma della donna si manifesta entro le mura del monastero in contemplazione e preghiera, seguendo in parte il modello benedettino da cui si differenzia per la ferma e coraggiosa difesa della povertà.

Questo è il tema centrale della sua esperienza mistica, la sequela Christi, da cui Chiara non vuole essere dispensata. Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le diede una nuova regola che attenuava la povertà, ma lei non accettò sconti: così Ugolino, diventato papa Gregorio IX (1227-1241) le concesse il privilegio della povertà, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.

Solo abbandonando i beni materiali e affidandosi a Dio, Chiara si sente libera di percorrere il suo cammino religioso. È questo l'argomento principale su cui vertono i rari scritti[1], e da essi emerge una donna decisa e fiduciosa; tali scritti non aiutano però a ricostruirne la figura storica. Soltanto dopo la sua morte, una Leggenda scritta da Tommaso da Celano ne narra la vita scandita dal silenzio, dalla preghiera, dalla ricerca continua di "altissima povertà".

Passò la seconda metà della vita quasi sempre a letto perché ammalata, pur partecipando sovente ai divini uffici. Portando l'Eucaristia sull'ostensorio, avrebbe salvato, secondo la tradizione religiosa, il convento da un attacco di Saraceni nel 1240.

Morì a San Damiano, fuori le mura di Assisi, l'11 agosto del 1253, a sessant'anni. A soli due anni dalla morte, Papa Alessandro IV la proclamò Santa ad Anagni (15 agosto 1255).

Leggende

Chiese

La principale chiesa dedicata a Chiara è la basilica di Santa Chiara ad Assisi, dove si trova sepolta.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Basilica di Santa Chiara (Assisi).
Note
  1. Si tratta di quattro lettere ad Agnese di Boemia, figlia del re Ottokar, e la Regola. Ci sono poi altri scritti di cui non si ha certezza di autenticità.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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