Innocenzo Conti

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Innocenzo Conti
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Cardinale
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al secolo
ERRORE in "fase canonizz"

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Titolo cardinalizio
Incarichi attuali
Età alla morte 54 anni
Nascita Roma
8 febbraio 1731
Morte Frascati
15 novembre 1785
Sepoltura chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, Roma
Appartenenza
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Ordinato diacono
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Consacrazione vescovile 26 dicembre 1769 dal cardinal Marcantonio Colonna junior
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Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
Creazione
a Cardinale
19 aprile 1773 da Clemente XIV (23 settembre 1771 in pectore) (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
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pseudocardinale
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° vescovo di Roma
Elezione
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Proclamazioni
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Eventi
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Innocenzo Conti (Roma, 8 febbraio 1731; † Frascati, 15 novembre 1785) è stato un cardinale e arcivescovo italiano.

Cenni biografici

Nacque a Roma l'8 febbraio 1731 da Stefano, duca di Poli e Guadagnolo, e da Maria Vittoria Ruspoli.

Nel 1747 entrò in prelatura e il 27 aprile 1752 si laureò a Roma, presso l'Università La Sapienza, in utroque iure.

Entrò presso la prelatura romana nel 1747. Nel luglio 1752 divenne referendario del Tribunale della Sigantura Apostolica e reggente della Penitenzieria Apostolica nel 1752. Fu vicario di san Nicola in Carcere e di santa Maria ad Martyres. Dal 1759 al 1764 fu segretario della Sacra Congregazione delle Indulgenze e Sacre Reliquie. Fu poi uditore rotale. Papa Clemente XIV il 26 novembre 1769 lo volle nunzio presso il re del Portogallo e il 3 dicembre dello stesso anno lo nominò arcivescovo titolare di Tiro. Fu consacrato il 26 dicembre nella chiesa di santa Maria in Vallicella, dal cardinale Marcantonio Colonna, assistito da mons. Orazio Mattei (Ch), arcivescovo titolare di [[Sede titolare di Colossi|Colosse, e da mons. Giuseppe Maria Contesini (Ch), arcivescovo titolare di Athenae. Il 3 gennaio seguente fu designato ufficialmente a occupare la nunziatura di Lisbona, rimasta vacante da dieci anni in seguito ai contrasti sorti con la Santa Sede dopo l'espulsione dei gesuiti dal regno. La nomina del Conti a nunzio coincise volutamente con quella della presa di possesso del Laterano da parte del nuovo pontefice, che desiderava sottolineare la sua volontà di accomodamento con le corti.

Presso la corte portoghese trovò buona accoglienza ma la sua missione diplomatica non riuscì a ottenere il sperato ricongiungimento con la Santa Sede. Ingannato dalle promesse del ministro Sebastião José de Carvalho e Melo, marchese di Pombal e abbagliato dalle sontuose accoglienze che costui gli riservava sia a Lisbona sia nella sua villa di campagna, il Conti coltivò speranze infondate trasmettendo alla Curia notizie fuorvianti. Qualche dubbio sull'efficacia dell'azione del nunzio sorse a Roma, ma la fiducia e la debolezza di carattere del pontefice finivano con l'avere la meglio. Al prelato toccò barcamenarsi intorno alla questione degli altri Ordini religiosi presenti nel regno portoghese dopo l'espulsione dei gesuiti, che secondo il disegno del marchese Pombal, avrebbero dovuto essere ridotti in completa dipendenza del governo.

Di fronte a questi avvenimenti il Conte dovette accorgersi che la riapertura della nunziatura non aveva migliorato i rapporti tra Portogallo e Roma. Fu perciò con grande gioia che, nominato cardinale in pectore nel concistoro del 23 settembre 1771 su raccomandazione del Pombal, ebbe notizia della pubblicazione avvenuta il 19 aprile 1771 che preannunciava la fine della sua nunziatura.

Rientrato in Santa Sede, godette non solo della protezione del Portogallo, ma anche di quella di Francia e Spagna. Così fu anche nel conclave che seguì la morte di Clemente XIV. A Roma si riteneva che il Conti avrebbe rappresentato il Portogallo in conclave nella speranza di ottenerne il protettorato vacante per la morte di Neri Corsini. I bispacci di José Moñino y Redondo, conte di Floridablanca, ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede lo dettero tra i favoriti della Spagna e della Francia e a nove giorni dall'apertura dei conclave il suo nome entrò in una lista di papabili. Negli scrutini giunse a ottenere tredici voti, di cui due provenienti dal gruppo degli zelanti, ma agli occhi dei confratelli non aveva la statura né intellettuale né morale per salire al soglio pontificio.

Nel 1775 divenne segretario ai brevi apostolici. Fu membro delle Sacre Congregazioni: dei Vescovi e Regolari, dei riti, del Concilio, e delle indulgenze e sacre reliquie. Fu camerlengo del collegio cardinalizio nell'anno 1782-1783. In quell'anno optò per il titolo di Santa Maria in Ara Coeli. Fu cardinale protettore delle città di Anagni e Narni; dei Frati Minori Cappuccini; dei monaci di Montevergine; nonché di ospedali, monasteri e pie istituzioni.

Morì il 15 novembre 1785, nella villa di famiglia a Frascati. Il suo corpo fu portato a Roma ed esposto nella chiesa romana di san Marcello, dove si tennero i funerali. Fu sepolto nella chiesa del suo titolo. Nel 1786 la Biblioteca Vaticana acquistò i libri appartenuti al cardinale Conti, fra cui i due Ebraici 485 e 486, contenenti un Pentateuco con la versione letterale latina. Il cardinale infatti coltivò le lettere e in particolare l'archeologia ed era stato lucumone dell'Accademia Etrusca.

Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Nunzio apostolico per il Regno del Portogallo Successore: Flag of the Vatican City.svg
Filippo Acciaioli 26 novembre 1769 - 26 maggio 1774 Bernardino Muti I
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Filippo Acciaioli {{{data}}} Bernardino Muti
Predecessore: Arcivescovo titolare di Tiro Successore: Archbishop CoA PioM.svg
Giuseppe Simone Assemani (Ch) 18 dicembre 1769 - 3 aprile 1775 Vincenzo Ranuzzi I
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Giuseppe Simone Assemani (Ch) {{{data}}} Vincenzo Ranuzzi
Predecessore: Cardinale presbitero di San Silvestro in Capite Successore: Stemma cardinale.png
François-Joachim de Pierre de Bernis 3 aprile 1775 - 15 dicembre 1783 Giovanni Maria Riminaldi I
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François-Joachim de Pierre de Bernis {{{data}}} Giovanni Maria Riminaldi
Predecessore: Camerlengo del Collegio Cardinalizio Successore: CardinalCoA PioM.svg
Bernardino Giraud 25 febbraio 17821783 Francesco Saverio de Zelada I
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Bernardino Giraud {{{data}}} Francesco Saverio de Zelada
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria in Ara Coeli Successore: Stemma cardinale.png
Vitaliano Borromeo 15 dicembre 1783- 15 novembre 1785 Alessandro Mattei I
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Vitaliano Borromeo {{{data}}} Alessandro Mattei
Bibliografia
  • Luisa Bertoni, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 28 (1983), online

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