San Giovanni evangelista (festa)

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San Giovanni evangelista (festa)

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Donatello, San Giovanni evangelista (1409-1411), marmo
Festa
Festa di San Giovanni evangelista
Riferimenti
Periodo Ottava di Natale
Data 27 dicembre
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Colore liturgico Bianco
Rito
Note
Rito Romano
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Periodo
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Rito Ambrosiano
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Periodo
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Di precetto in
Celebrata in
Celebrata a
Tradizioni religiose
Data d'istituzione
Chiamata anche
Feste correlate
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 27 dicembre, n. 1:
« Festa di san Giovanni, Apostolo ed Evangelista, che, figlio di Zebedeo, fu insieme al fratello Giacomo e a Pietro testimone della trasfigurazione e della passione del Signore, dal quale ricevette stando ai piedi della croce Maria come madre. Nel Vangelo e in altri scritti si dimostra teologo, che, ritenuto degno di contemplare la gloria del Verbo incarnato, annunciò ciò che vide con i propri occhi. »

La festa di San Giovanni evangelista è celebrata dalla Chiesa Cattolica il 27 dicembre.

Testi liturgici

In Rito romano

In Rito romano la festa cede alla Domenica così come le feste di Santo Stefano Protomartire (26 dicembre) e Santi innocenti martiri (28 dicembre). Le letture seguono una struttura binaria ad anno unico.

In Rito ambrosiano

In Rito ambrosiano la festa prevale sulla Domenica così come quelle del 26 e 28 dicembre, avendo un'officiatura mista con testi ancora inerenti al mistero della Natività. Le letture seguono una struttura ternaria ad anno unico.

Nell'anno 386 sant'Ambrogio consacrava a Milano la Basilica dei Santi Apostoli (poi divenuta di San Nazaro), ponendovi le reliquie dei santi apostoli Giovanni, Andrea e Tommaso. Il prefazio della festa di San Giovanni è uno dei più antichi del Messale ambrosiano. La festa di San Giovanni si celebra nell'Arcidiocesi di Milano già nel V-VI secolo. Nel Medio evo la stazione era alla chiesa di San Giovanni in Conca, ove il Clero metropolitano si recava, al canto di un gruppo di antifone, per la Messa e, la sera prima, per i Vespri e le Vigilie.

(LA) (IT)
Antico prefazio per la festa di San Giovanni evangelista utilizzato in Rito antico. Prefazio postconciliare
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«

Et ideo cum Angelis et Archangelis, cum Thronis ac Dominationibus, cumque omni militia cælestis exercitus, hymnum gloriæ tuæ canimus, sine fine dicentes: æterne Deus: beati Joannis Evangelistæ merita recolentes. Quem Dominus Jesus Christus non solum peculiari semper decore ornavit; sed et in cruce positus, tamquam hæreditario munere prosecutus, vicarium pro se Matri filium clementer attribuit. Quem in tantum benignitas indulta præfecit, ut et factus ex piscatore discipulus, et humanæ dispensationis modum excedens, ipsam Verbi tui sine initio deitatem præ ceteris et mente conspiceret, et voce proferret. Propterea cum Angelis, et Archangelis.  »

«

Al qual fine, insieme con gli Angeli e con gli Arcangeli, coi Troni, con le Dominazioni e con ogni altra Gerarchia delle celesti schiere, leviamo a te l'inno della tua gloria, acclamando senza fine: eterno Iddio: noi ricordiamo i meriti del beato Giovanni Evangelista, che il Signore Gesù Cristo non solo volle sempre ornare di singolare grazia, ma che dalla croce, nella sua bontà, lasciò come un dono in eredità e diede a sua Madre, come figlio al posto suo. La tua divina bontà lo elevò a un tale grado di onore che fu fatto discepolo da pescatore qual era, ed egli, superando le umane capacità, più di ogni altro seppe contemplare con la mente e annunciare con la parola, la stessa divinità eterna del tuo Verbo.  »

«

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, venerando i meriti dell’evangelista Giovanni. Il Signore Gesù lo predilesse e dall’alto della croce, quasi per testamento, lo affidò come figlio alla Vergine madre. Il grande dono d’amore, che da pescatore lo aveva fatto discepolo, lo portò a intuire e ad annunziare con singolare chiarezza, oltre ogni misura di capacità umana, l’increata divinità del tuo Verbo. Uniti a questo tuo servo beato con gli angeli e coi santi eleviamo alla tua maestà il canto di adorazione e di gioia: Santo…  »

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Nel Periodo postconciliare dal 1976 al 2008 del Rito ambrosiano

Dal 1976 fino al 2008 le comunità di Rito Ambrosiano hanno celebrato l'Eucaristia lungo l'anno (festiva e feriale) con un Messale Ambrosiano rinnovato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II completo e autonomo (ad eccezione del Lezionario, ancora incompleto e supplementare rispetto al Lezionario Romano). Durante questo periodo le letture della festa seguivano una struttura ternaria ad anno unico che sono state in parte riprese nel Nuovo Lezionario Ambrosiano. Il nome delle letture avevano la stessa dicitura del Rito romano, ossia Prima lettura, Salmo responsoriale, Seconda lettura.[1].

Oppure: Gv 21,19b-24

Nel Rito ambrosiano antico

Nel Rito ambrosiano antico la Festa è denominata In Festo Sancti Joannis apostoli et evangelistæ. Il Rito moderno ha conservato le stesse letture di quello antico, ad eccezione del Salmo e del Canto al Vangelo.

  • Psalmellus: Speciosus forma præ filiis hominum: diffusa est gratia in labiis tuis. Eructavit cor meum verbum bonum: dico ego opera mea regi. (Bello sopra tutti i figli dell’uomo: sulle tue labbra è diffusa la grazia. Liete parole mi sgorgano dal cuore: io proclamo al re il mio poema. Cfr. Template:Sal)
  • Halleluja: Quam speciosi pedes evangelizantium pacem, evangelizantium bona! (Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!)

Dopo il Gloria in excelsis Deo e l'Oratio supe Popolum (Orazione sul popolo) si recita un'orazione per l'Ottava di Natale:

(LA) (IT)
Pro commemoratione Octavæ Nativitatis
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« Deus, qui restaurationem conditionis humanæ mirabiliter operaris, tribue, quæsumus: ut simul perficiatur in nobis, quod Verbi tui creavit dignatio, et quod ejus, hominis facti, gloriosa Nativitas reformavit. Qui tecum vivit et regnat [...]. Amen. » « O Dio, che mirabilmente operi la rinnovazione del genere umano, concedi, ti preghiamo: fa’ che si perfezioni in noi ciò che la bontà del tuo Verbo aveva creato, e che la sua gloriosa Nascita nella carne ha

ristabilito. Che vive e regna [...]. Amen. »

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Successivamente all'antifona dopo il Vangelo, il celebrante stende solennemente la Sindone[2] e recita la preghiera utilizzata in ogni celebrazione eucaristica, denominata Oratio Super Sindonem (Orazione sulla Sindone):

(LA) (IT)
Oratio super Sindonem
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« Præsta, quæsumus, omnipotens Deus: ut Verbum, caro factum, quod beatus Joannes Evangelista prædicavit, per hoc sui mysterium habitet semper in nobis. . Qui tecum vivit et regnat [...]. Amen. » « Concedi, ti preghiamo, Dio onnipotente: che il Verbo, fatto carne, annunciato dal beato Evangelista Giovanni, per questo mistero (eucaristico) abiti sempre in noi. Che vive e regna con te [...]. Amen. »
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Di seguito si recita un'altra orazione per l'Ottava di Natale:

(LA) (IT)
Pro commemoratione Octavæ Nativitatis
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« Deus, qui humanum genus principaliter sauciatum, Christi tui Nativitate salvare dignatus es, præsta, quæsumus: ut non hæreamus perditionis auctori, sed ad Redemptoris nostri consortia transferamur. Qui tecum vivit et regnat [...]. Amen. » « O Dio, che con la Nascita del tuo Cristo, ti sei degnato di salvare il genere umano mortalmente ferito, concedi, te ne preghiamo: che non rimaniamo vinti dall’autore della perdizione, ma che veniamo associati al nostro Redentore. Che vive e regna con te. [...]. Amen. »
({{{4}}})



Note
  1. Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi op. cit..
  2. Velo che copre le Oblate, il pane e il vino posti sull'altare per il sacrificio.
Bibliografia
  • Piccolo messale ambrosiano festivo, Tipografia G. De Silvestri, Milano, 1957
  • Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi, Messale Ambrosiano Festivo, Edizioni Piemme, 1986
Voci correlate

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