Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.

Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio (Roma)
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Basilica Aracoeli facciata.jpg
Roma, Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Scala dell'Arce Capitolina, 12 - 00186 Roma
Telefono +39 06 69763838
Fax +39 06 69763820
Posta elettronica [mailto: ]
Sito web [http:// Sito ufficiale]
Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione basilicale
Dedicazione Maria Vergine
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.F.M.
Sigla Ordine reggente O.F.M.
Fondatore
Data fondazione VI secolo
Architetto
Stile architettonico Gotico
Inizio della costruzione XIII secolo
Completamento
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Strutture preesistenti Tempio di Giunone Moneta
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°53′38″N 12°28′00″E / 41.893889, 12.483333 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Tipologia {{{tipologia}}}
Criterio {{{criterio}}}
Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
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La Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio è situata a Roma, nel rione Campitelli: questa è la chiesa regionale del SENATUS POPULUSQUE ROMANUS (Comune di Roma).

La basilica attualmente è luogo sussidiario di culto della Parrocchia di San Marco Evangelista al Campidoglio. Inoltre, è sede del titolo cardinalizio di Santa Maria in Ara Coeli: l’attuale titolare è il cardinale Salvatore De Giorgi.

Nome

Il nome originario era Santa Maria in Capitolio e la chiesa faceva parte del complesso di edifici del monastero che si era insediato sul colle capitolino mentre il resto delle costruzioni romane antiche andava in rovina.

Sull'attuale nome, attestato dal 1323 (doveva quindi essere già da tempo nell'uso popolare), vi sono varie ipotesi. Quella attualmente prevalente lo fa risalire alla leggenda, riportata nei Mirabilia Urbis Romae, per la quale la chiesa era sorta nel luogo dove Augusto, avendo avuto la visione di una bella donna con un bambino in braccio, avrebbe anche udito una voce che diceva «Questa è l'ara del figlio di Dio». Si trattava della Vergine Maria.

Storia

La chiesa fu costruita sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta, che sorgeva sull'Arx, una delle due alture del Colle Capitolino.

L'identificazione del sito non è però certa; secondo altri studi la chiesa sorgerebbe infatti dove si trovava l'antichissimo Auguraculum, luogo dal quale gli Auguri prendevano gli auspici osservando il volo degli uccelli.

La prima costruzione risale al VI secolo, quando vi si svolgevano funzioni secondo il rito greco. Come in molti altri casi, attorno alla prima chiesa si addensarono costruzioni che nella parte superiore si svilupparono in un monastero, mentre sulle pendici del colle nasceva un mercato e poi un piccolo quartiere. Resti di queste costruzioni (la chiesetta di San Biagio del Mercato e la sottostante "Insula Romana") tornarono alla luce negli anni Trenta.

Alto Medioevo

Roma, Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio (interno)

In un documento del XII secolo che conferisce all'abate (benedettino) di Santa Maria in Capitolio la proprietà sull'intero montem Capitolii[1] vengono descritti i tre accessi al colle all'epoca (li si può facilmente immaginare consistenti in poco più che viottoli scoscesi):

  • la strada che conduceva al Clivo degli Argentari (l'attuale scalinata che sale dal Carcere Mamertino), orientata verso la Suburra;
  • la "via pubblica che porta sotto al Campidoglio" (corrispondente all'incirca all'attuale Cordonata);
  • la via che porta a San Teodoro, verso il Foro, ancora esistente.

Il colle Capitolino era riemerso alla vita pubblica nel 1143, quando il popolo romano ribellatosi al papa Innocenzo II aveva designato come proprio capo Giorgio dei Pierleoni, designandolo Patricius, e aveva scelto quell'antico luogo come sede di raduno (si colloca attorno al 1195 la costruzione del primo Palazzo Senatorio).

Medioevo e Rinascimento

Roma, Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio, ingresso antico verso il Campidoglio

Nei decenni della contesa tra Guelfi e Ghibellini la piazza, benché approssimativa e scoscesa, divenne il luogo fisico dell'esperienza comunale della città, e con essa la sua chiesa. Fu in questo clima che papa Innocenzo IV concesse nel 1250 la proprietà del sito (chiesa e monastero) ai francescani, ordine dei tempi nuovi.

Questi ristrutturarono la chiesa, conferendole l'attuale aspetto romanico-gotico, ed essa, oltre ad essere luogo di culto, divenne centro della vita politica di Roma, tanto che vi si tennero assemblee popolari del libero comune. La sintonizzazione della chiesa rinnovata con i nuovi tempi dell'Urbe si manifestò concretamente anche nella modifica del suo orientamento, prima verso il palazzo Senatorio e il Foro, ora verso il colle Vaticano (San Pietro) e il rione Campo Marzio, e nella costruzione della nuova imponente scalinata, commissionata proprio dal libero comune nel 1348, come voto alla Vergine affinché ponesse fine alla peste che imperversava in tutta Europa, e realizzata con marmi di spoglio che giacevano abbondanti lì attorno; la scala fu poi inaugurata da Cola di Rienzo.

Assai più della Basilica di San Pietro in Vaticano e della Cattedrale di San Giovanni in Laterano, che rimarcavano il ruolo del Sommo Pontefice, l'Aracoeli è stata da allora la chiesa del popolo romano e delle sue istituzioni civiche, con particolare riferimento al vicino Senato; in questa chiesa si svolsero avvenimenti importanti, tra cui si ricolrdano:

Età moderna e contemporanea

Durante l'occupazione di Roma da parte dei francesi, nel 1797, questi si impossessarono dell'intero colle, mettendo in fuga i frati francescani e riducendo a stalla la chiesa: andarono distrutte in quell'occasione gran parte delle decorazioni cosmatesche che la impreziosivano. Non migliorò la situazione l'insediamento al Campidoglio della breve Repubblica Romana del 1798, in quanto marcatamente anticlericale.

Pinturicchio, Evangelisti (1482 - 1485), affresco

Con l'Unità d'Italia la proprietà del convento passò allo Stato, e vi fu insediata la caserma e il comando dei Vigili Urbani. Durante i lavori di costruzione del Vittoriano, deliberato nel 1882 e inaugurato nel 1911, furono distrutti in alcuni anni, a varie riprese, tutti gli edifici che insistevano tra il versante sud del colle capitolino e l'imbocco di via del Corso, tra cui gli edifici conventuali collegati alla chiesa e tutte le persistenze romane e medioevali del sito, alterando per sempre il sito di alto valore archeologico e storico.

Interno

L'interno, costruito su tre navate a tutto sesto, è ricco di tesori d'arte; tra gli altri, oltre al soffitto ligneo a cassettoni e al bel pavimento cosmatesco conservato in gran parte (salvo gli inserti di lastre tombali) e molto ben tenuto, sono presenti nella Cappella Bufalini affreschi del Pinturicchio che illustrano storie di San Bernardino, affreschi tardomanieristi absidali del cinquecento, una tavola con una "Trasfigurazione" di Girolamo Siciolante da Sermoneta, la pietra tombale di Giovanni Crivelli opera del Donatello, due pergami attribuiti a Lorenzo di Cosma e al figlio Jacopo.

La chiesa era ed è famosa per il "Santo Bambino", una scultura in legno del bambino Gesù intagliata nel XV secolo con il legno d'olivo proveniente dal Giardino dei Getsemani e ricoperta di preziosi ex-voto. I fedeli vi si recavano per chiedere la grazia da un male o da una disgrazia. La statua è stata rubata nel febbraio del 1994 e mai più ritrovata. Oggi al suo posto è presente una copia, alla quale non mancano nuovi ex voto.

Ogni anno, per l'Epifania, davanti al Presepe vengono recitate le poesie natalizie dai bambini romani e dai rappresentanti delle nazioni presenti nell'Urbe. Nella cappella che custodisce la statua vengono deposte le letterine che i bambini scrivono a Gesù bambino da tutto il mondo.

Galleria fotografica

Note
  1. Privilegio di Anacleto II, citato in Santa Maria in Aracoeli (vedi Bibliografia 1)
Bibliografia
  • Marina Carta e Laura Russo, Santa Maria in Aracoeli, Istituto Nazionale di Studi Romani, Roma 1988 (Le chiese di Roma illustrate, n.s., 22).
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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