Santa Margherita da Cortona

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Santa Margherita da Cortona, T.O.F.
Monaca
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Età alla morte 50 anni
Nascita Laviano
1247
Morte Cortona
22 febbraio 1297
Sepoltura
Appartenenza
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Nomine
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Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerata da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 17 marzo 1653, da Innocenzo X
Canonizzazione 16 maggio 1728, da Benedetto XIII
Ricorrenza 22 febbraio
Altre ricorrenze
Santuario principale Basilica di Santa Margherita
Attributi saio francescano e velo bianco, cane, crocifisso, teschio
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di Penitenti, prostitute pentite, nascituri, fidanzati e vedove
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 22 febbraio, n. 7:
« A Cortona in Toscana, santa Margherita, che, fortemente scossa dalla morte del suo amante, lavò con una salutare vita di penitenza le macchie della sua giovinezza e, accolta nel Terz'Ordine di san Francesco, si ritirò nella mirabile contemplazione delle realtà celesti, ricolmata da Dio con superiori carismi. »

Santa Margherita da Cortona (Laviano, 1247; † Cortona, 22 febbraio 1297) è stata una religiosa italiana appartenuta al Terz'Ordine Francescano. È stata chiamata la Terza Stella del francescanesimo (dopo Francesco e Chiara). Nel 1728, papa Benedetto XIII, l'ha proclamata santa.

Biografia

Di umili origini, venne battezzata presso l'antica pieve di Pozzuolo Umbro, dove attualmente sorge la chiesa dei Santi Pietro e Paolo: rimase presto orfana di madre e dall'età di diciassette anni visse come concubina con un nobile di Montepulciano, Raniero (anagramma di Arsenio) dei Pecora, signori di Valiano, dal quale ebbe anche un figlio.

Nel 1273 Raniero, durante una battuta di caccia in una delle sue proprietà di Petrignano del Lago, venne aggredito e assassinato da un gruppo di briganti. Secondo la tradizione, il suo fedele cane condusse Margherita al ritrovamento del cadavere sfigurato di Raniero.

Scacciata col figlio dai famigliari dell'amante, rifiutata dal padre e dalla sua nuova moglie, si pentì della sua vita e si convertì. Si avvicinò ai francescani di Cortona, in particolare ai frati Giovanni da Castiglione e Giunta Bevegnati, suoi direttori spirituali e poi biografi: affidò la cura del figlio ai frati minori di Arezzo e nel 1277 divenne terziaria e oblata francescana, dedicandosi esclusivamente alla preghiera e alle opere di carità. La sua spiritualità pone attenzione particolare alla Passione di Cristo, in linea con quanto vissero Francesco d'Assisi, Angela da Foligno e più tardi Camilla da Varano, ossia la clarissa sr. Battista.

Diede vita a una congregazione di terziarie, dette le Poverelle; fondò nel 1278 un ospedale presso la chiesa di San Basilio e formò la Confraternita di Santa Maria della Misericordia, per le dame che intendevano assistere i poveri e i malati.

Donna mistica, ma anche di azione, coraggiosa, ricercata per consiglio, fu attenta alla vita pubblica e, nelle contese tra guelfi e ghibellini, fu operatrice di pace.

Il culto

Onorata come beata sin dalla morte, Papa Innocenzo X ne approvò il culto il 17 marzo 1653, ma fu canonizzata soltanto il 16 maggio 1728 da Papa Benedetto XIII con l'appellativo di Nova Magdalena.

La biografia redatta dal suo confessore frà Giunta Bevegnati (in AA. SS., mense Februarii, die 22), con i racconti delle numerose estasi e visioni di Margherita, ha contribuito a renderla una delle sante più popolari dell'Italia centrale.

Il suo corpo è conservato a Cortona, nella basilica a lei intitolata, in un'urna collocata sopra l'altare maggiore, bordata da una cornice in lamina d'argento sbalzata e cesellata e pasta vitrea

Presso la frazione Giorgi di Petrignano, nel luogo della tragedia e decisione di conversione (il cosiddetto Pentimento) vi è una pieve e una quercia tuttora in vita ai cui piedi ella pregò, considerata sacra e intangibile. Nell'estate 1972, per il settimo centenario dell'evento ci sono state grandi celebrazioni nel Castiglionese con ostensione delle sue spoglie.

Iconografia

Nell'arte, è spesso raffigurata col saio francescano e il velo bianco, in compagnia di un angelo consolatore (Traversi) o in estasi davanti al Cristo (Lanfranco): è sempre accompagnata dal cane che le fece scoprire il cadavere dell'amante (Benefial).

Bibliografia
  • Giuseppe Barone Dizionario Biografico degli Italiani - vol. 70 (2008) online
  • Rosa Giorgi, Santi, col. "Dizionari dell'Arte", Mondadori Electa Editore, Milano 2002, pp. 244 - 245 ISBN 9788843596744
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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