Papa Onorio IV

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Onorio IV
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Papa
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Titolo
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Età alla morte 77 anni
Nascita Roma
1210
Morte Roma
3 aprile 1287
Sepoltura Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio (Roma)
Appartenenza
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Creazione
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a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
17 dicembre 1261 da Urbano IV (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
prima dell'elezione
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pseudocardinale
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
190° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
2 aprile 1285
Consacrazione 20 maggio 1285
Fine del
pontificato
3 aprile 1287
(per decesso)
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore papa Martino IV
Successore papa Niccolò IV
Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali 1 creazione in 1 concistoro
Proclamazioni
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Eventi
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Altre ricorrenze
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Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
(EN) Scheda su gcatholic.org
(EN) Scheda su catholic-hierarchy.org
(EN) Scheda su Salvador Miranda
Scheda su santiebeati.it

Onorio IV, al secolo Giacomo Savelli (Roma, 1210; † Roma, 3 aprile 1287) è stato il 190° vescovo di Roma e papa italiano dal 1285 alla sua morte. Membro della ricca e influente famiglia dei Savelli. Era un pronipote di Papa Onorio III.

Prima dell'elezione a Papa

Giacomo studiò all'Università di Parigi, durante quel periodo resse una prebenda e una canonica della cattedrale di Châlons-sur-Marne. Successivamente ottenne i benefici di rettore alla chiesa di Berton, nella diocesi di Norwich.

Nel 1261 venne nominato cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin da papa Urbano IV, che lo nominò anche prefetto papale in Toscana e capitano dell'esercito pontificio. Per ordine di Papa Clemente IV, lui e altri tre cardinali investirono Carlo d'Angiò come re di Sicilia, a Roma, il 20 luglio 1265. Fu uno dei sei cardinali che elessero con un compromesso papa Gregorio X, il 1º settembre 1271, a Viterbo.

Nel 1274 accompagnò Gregorio X al quattordicesimo concilio generale di Lione e nel luglio 1276, fu uno dei tre cardinali che Papa Adriano V inviò a Viterbo, con l'incarico di trattare con Re Rodolfo I d'Asburgo, riguardo alla sua incoronazione imperiale a Roma e alle sue future relazioni nei confronti di Carlo d'Angiò. La morte di Adriano V nel mese seguente rese infruttuosi i negoziati con Rodolfo.

L'elezione a Papa

Martino IV morì il 28 marzo 1285, a Perugia. Giacomo Savelli venne unanimemente eletto come suo successore il 2 aprile e prese il nome di Onorio IV. La sua elezione fu una delle più rapide nella storia del papato. Il 20 maggio venne consacrato vescovo e incoronato papa nella basilica di San Pietro a Roma. Onorio era già in età avanzata e così gravemente affetto dalla gotta che non poteva né stare in piedi né camminare. Quando recitava messa era obbligato a sedere su uno sgabello e, al momento dell'elevazione, le sue mani dovevano essere sollevate con l'aiuto di un sistema meccanico.

Conflitto in Sicilia

Le questioni siciliane richiesero l'immediata attenzione di Onorio. In precedenza, sotto Martino IV, i siciliani avevano rifiutato l'autorità del Papa detronizzando Carlo d'Angiò e scegliendo Pietro III d'Aragona come loro re, senza il consenso né l'approvazione del pontefice.

La rivoluzione del 31 marzo 1282, nota come Vespri Siciliani, aveva precluso ogni riconciliazione con Martino IV. Questi aveva posto un interdetto sulla Sicilia e su Pietro, il quale venne privato anche del suo Regno d'Aragona, che venne affidato a Carlo di Valois, il figlio di Re Filippo III di Francia. Martino, inoltre, assistette Carlo d'Angiò nei suoi tentativi di riprendere la Sicilia con la forza delle armi. I siciliani non solo respinsero gli attacchi di Carlo, ma catturarono anche suo figlio, Carlo di Salerno. Il 6 gennaio 1285, Carlo d'Angiò morì, lasciando il suo figlio prigioniero come successore naturale.

Tali erano le condizioni in Sicilia quando Onorio IV ascese al trono papale. Egli era molto più incline alla pace di Martino IV, ma non rinunciò alle pretese della Chiesa e della Casa d'Angiò sulla corona siciliana, né tolse la severa punizione ecclesiastica imposta sulla Sicilia.

D'altra parte, non approvava il governo tirannico al quale i siciliani erano stati sottoposti da Carlo d'Angiò. Questo risulta evidente dalla sua saggia legislazione, così come viene incarnata dalla sua costituzione del 17 settembre 1285 ("Constitutio super ordinatione regni Siciliae" in "Bullarium Romanum", Torino, IV, 70-80). In questa costituzione, egli dichiara che nessun governo può prosperare se non è fondato sulla giustizia e la pace, e promulgava 45 ordinanze, intese principalmente a proteggere le genti di Sicilia contro il loro re ed i loro ufficiali.

La morte di Pietro III, avvenuta l'11 novembre 1285, cambiò in qualche modo la situazione in Sicilia. Gli successero i suoi due figli; Alfonso e Giacomo; il primo come Re d'Aragona, il secondo come Re di Sicilia. Onorio IV, naturalmente, non riconobbe nessuno dei due. L'11 aprile 1286, scomunicò solennemente Giacomo di Sicilia ed i vescovi che avevano preso parte alla sua incoronazione a Palermo, il 2 febbraio 1286; ma né il re né i vescovi se ne preoccuparono. Il re inviò addirittura una flotta ostile sulla costa romana e distrusse con il fuoco la città di Astura.

Carlo di Salerno, il legittimo re di Sicilia, che era ancora prigioniero dei siciliani, si stancò della sua condizione e firmò un contratto il 27 febbraio 1287, nel quale rinunciava alle sue pretese al Regno di Sicilia, in favore di Giacomo d'Aragona e dei suoi discendenti. Onorio IV, comunque, dichiarò nullo il contratto e vietò tutti i futuri accordi simili.

Mentre Onorio IV fu inesorabile nella posizione presa nei confronti della Sicilia e del suo Re auto-imposto, le sue relazioni nei confronti di Alfonso d'Aragona divennero meno ostili. Tramite gli sforzi di re Edoardo I d'Inghilterra, i due diedero il via a dei negoziati di pace. Il Papa comunque, non visse abbastanza a lungo da portarli a termine, ma si giunse ad una soluzione pacifica della questione aragonese, così come di quella siciliana, nel 1302, sotto Bonifacio VIII.

Roma

Roma e gli Stati della Chiesa godettero di un periodo di tranquillità sotto il pontificato di Onorio IV, cosa che non accadeva da diversi anni. Onorio ebbe la soddisfazione di ridimensionare il più potente e ostinato nemico dell'autorità papale, il conte Guido da Montefeltro, che per molti anni aveva resistito alle truppe pontificie. L'autorità del Papa era ora riconosciuta in tutto il territorio pontificio, che comprendeva l'esarcato di Ravenna, la marca di Ancona, il ducato di Spoleto, la contea di Bertinoro, le Terre Matildine e la Pentapoli (ovvero le città di Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona).

I romani furono lieti dell'elezione di Onorio IV, in quanto era un loro concittadino e fratello di Pandolfo, un senatore romano. Le continue intemperanze, che non avevano permesso a papa Martino V di risiedere a Roma, cessarono ed i romani invitarono Onorio a fare della città la sua residenza permanente. Durante i primi mesi del suo pontificato visse in Vaticano, ma nell'autunno del 1285 si spostò nel magnifico palazzo che aveva fatto erigere sull'Aventino.

Il Sacro Romano Impero

Nelle sue relazioni con il Sacro Romano Impero, dove non c'erano da temere ulteriori pericoli, a seguito della caduta degli Hohenstaufen, Onorio segui la via media intrapresa da Gregorio X. Rodolfo I d'Asburgo, inviò il vescovo Enrico di Basilea a Roma per richiedere l'incoronazione. Onorio nominò l'inviato arcivescovo di Magonza, fissò la data dell'incoronazione ed inviò il cardinale Giovanni di Tusculum in Germania per appoggiare la causa di Rodolfo. Ma l'opposizione generale all'interferenza del Papa si mostrò al concilio di Würzburg (16-18 marzo 1287), con energiche proteste, e Rodolfo dovette proteggere il legato pontificio dalla violenza fisica, cosicché i suoi piani (e del Papa) fallirono.

Altri conseguimenti

Onorio IV ereditò i piani per un'altra Crociata, ma gradualmente si disinteressò di questo progetto ereditato da Gregorio X e si limitò a raccogliere le decime imposte dal concilio di Lione (1274), accordandosi con le grandi banche di Firenze, Siena e Pistoia perché agissero come sue agenti. I fondi raccolti per finanziare la crociata furono usati, invece, per realizzare gli obiettivi politici della curia, come la guerra con l'Aragona ed il ritorno della Sicilia sotto il potere degli Angioini, operazioni che furono chiamate "crociate".

I due più grandi ordini religiosi dell'epoca, i domenicani ed i francescani, ricevettero molti nuovi privilegi da Onorio IV, documentati nel suo Regesta. Approvò solennemente la Regola dei Frati Minori con la bolla Solet annuere del 29 novembre 1223, sulla scia dell'approvazione del grande predecessore Innocenzo III. Egli spesso ne incaricava i membri per missioni speciali o ai vescovati dando loro, inoltre, l'incarico esclusivo dell'Inquisizione. Nominò tra le loro fila anche diversi vescovi, cosa che dimostrava quanto fosse un appassionato sostenitore degli ordini religiosi.

Onorio approvò, inoltre, i privilegi dell'Ordine Carmelitano e di quello degli eremiti Agostiniani, permettendo ai primi di cambiare il loro abito a strisce con uno bianco. Era anche particolarmente devoto dei Guglielmiti, un ordine fondato da San Guglielmo, Duca d'Aquitania († 1156), e concesse ad essi numerosi privilegi, oltre a quelli che questi avevano già ricevuto da Alessandro IV e Urbano IV. Oltre a affidare loro alcuni monasteri Benedettini abbandonati, concesse loro il monastero di San Paolo ad Albano, che era stato fondato da Onorio stesso e riccamente dotato quando egli era ancora cardinale.

Salimbene, il cronista di Parma, affermò che Onorio era un nemico degli ordini religiosi. Quest'affermazione non è vera, ma può riflettere il fatto che si oppose ai Fratelli Apostolici, fondati da Gerardo Segarelli a Parma nel 1260. Gli apostolici erano una setta con idee estremiste sulla povertà evangelica. L'11 marzo 1286, Onorio emise una bolla che li condannava come eretici.

Ai tempi dell'Università di Parigi, egli sostenne la fondazione di cattedre per le lingue orientali, allo scopo di dare l'opportunità di studiarle a chi aveva voluto adoperarsi per la conversione dei musulmani e per la riunificazione delle Chiese scismatiche d'oriente.


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Papa Martino IV 2 aprile 1285 - 3 aprile 1287 Papa Niccolò IV I
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Bibliografia
  • Marco Venditelli, Enciclopedia dei Papi, II, Roma, 2000, pp. 449-455.
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