Congregazione Lauretana

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Congregazione Lauretana
Congregatio Lauretana
Governo e amministrazione del Santuario di Loreto
Eretto: 10 agosto 1698 da papa Innocenzo XII
Soppresso: 29 giugno 1908 papa Pio X
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Successori

Santa Sede · Chiesa cattolica
elenco dicasteri della Curia Romana

La Congregazione Lauretana (latino: Congregatio Lauretana), anche detta Congregazione di Loreto, era un organismo della Curia romana, soppresso nel 1908.

Storia e funzioni

Santuario e Santa Sede

Papa Sisto IV il 28 novembre 1476 pose il Santuario di Loreto sotto l'immediata giurisdizione della Santa Sede, disponendo l'elezione di un vicario in spiritualibus e un governatore in temporalibus e la presenza di otto cappellani nel santuario, scelti dal vicario. Ma per le rimostranze dei recanatesi lo stesso pontefice, l'8 febbraio 1477, ristabilì la giurisdizione del vescovo di Recanati.

Cardinale protettore

Fu Giulio II con la bolla In sublimia del 21 ottobre 1507 a sottrarre il Santuario della Santa Casa e il castello di Loreto rispettivamente al vescovo e al comune di Recanati. La chiesa del santuario fu elevata a basilica passando sotto il diretto controllo della Sede Apostolica in qualità di Cappella Pontificia. Il governo del santuario fu posto sotto un cardinale protettore e il governo in loco affidato a un governatore. In seguito lo stesso pontefice precisò che la competenza del governatore si riferiva al solo complesso della Santa Casa e che comprendeva tutto ciò che riguardava il culto e l'amministrazione economica del considerevole patrimonio.

Il primo cardinale protettore fu Antonio Maria Ciocchi del Monte e il primo governatore fu il dottore Domenico Sebastopoli d'Anguillara. Molti altri pontefici emisero particolari disposizioni sul governo di Loreto, tra questi Leone X, Clemente VII, Paolo III, Sisto V, che con la bolla Pro excellenti praeminentia del 17 marzo 1586 elevò Loreto alla dignità di diocesi con proprio vescovo, per cui la chiesa passò da collegiata a cattedrale, e conferì al castello il grado di città; Clemente VIII, che 1'8 febbraio 1592, unì le chiese di Loreto e Recanati aeque principaliter sotto un unico vescovo, forma durata, tra vicende alterne, fino al 1934. Lo stesso pontefice, con disposizione del 20 maggio 1593, sottrasse l'amministrazione della Santa Casa alla giurisdizione della Congregazione del Buon Governo e la affidò a un governatore, e Paolo V, il quale, il 14 luglio 1620, con la costituzione apostolica Divina disponente clementia, diede alla Santa Casa un ordinamento giuridico più consono alle nuove esigenze.

La Congregazione Lauretana

Ma le dispute tra ordinario e cardinale protettore non cessarono e Innocenzo XII, dopo la conferma delle esenzioni disposte dai suoi predecessori, eliminò la carica del cardinale protettore assoggettando Loreto al Papa. Con la bolla Sacrosancta Redemptoris del 9 agosto 1698 istituì una Sacra Congregazione di cardinali e prelati, incaricata di assumere l'amministrazione del patrimonio del santuario, esercitata in loco da un prelato governatore. Alla congregazione lauretanta fu affidato il compito di decidere ogni controversia riguardante il santuario di Loreto. Il cardinale Segretario di Stato ne era il pro-prefetto e un prelato ne assumeva il segretariato. La congregazione prese il nome di Lauretana. La ragione che indusse il Papa a istituire la Congregazione Lauretana fu il desiderio di dare al santuario una forma di governo che eliminasse i dissidi e le controversie e rendesse sempre più florida la sua vita. Nel 1743 Benedetto XIV approvò la Sinossi lauretana che raggruppava tutte le decisioni della Congregazione Lauretana in materia di giurisdizione.

Dopo l'occupazione francese del 1797 e il saccheggio del tesoro del santuario, compresa la statua della Vergine che fu portata a Parigi ed esposta al museo del Louvre, nel 1800 papa Pio VII con la bolla Post diuturnas, pubblicata in novembre, ridimensionò i privilegi del foro Lauretano. Lo stesso pontefice ottenne da Napoleone la restituzione dell'effige mariana. Nel 1816 eliminò il foro lauretano e tolse al prelato governatore e alla stessa congregazione la giurisdizione sul santuario, affidandola ai tribunali ordinari.

Papa Leone XII con il breve del 21 dicembre 1827 Laureti civitas riaffidò a un prelato il governo di Loreto con giurisdizione sulla città e territorio di Loreto, che prese il titolo di commissario apostolico della santa Casa di Loreto. A questa nuova figura, che doveva rendere conto al cardinale prefetto della congregazione Lauretana, fu affidata l'amministrazione di tutti i bene della santa Casa. La congregazione comprendeva un cardinale prefetto (l'incarico era affidato al cardinale segretario di stato pro tempore), sei membri cardinali, un prelato segretario (incarico affidato al sottodatario), prelati, un assessore e un giudice relatore. La segreteria della congregazione aveva sede presso il palazzo del Quirinale.

In seguito furono istituiti nuovi tribunali per l'amministrazione della giustizia e definiti i diversi gradi di giurisdizione stabiliti nel regolamento di Gregorio XVI del 1831. Con la riforma del 20 febbraio 1833, la prefettura del santuario fu affidata al Segretario di Stato per gli Affari Interni.

La congregazione perse le sue funzioni dopo l'occupazione delle Marche da parte delle truppe italiane nel 1860, ma tra vicende alterne, restò in vita fino al 1908 quando papa Pio X operò una radicale riforma della Curia romana e dei suoi dicasteri con la costituzione Sapienti consilio del 29 giugno. La Congregazione del concilio fu mantenuta con la riformulazione delle sue competenze e a questa congregazione fu annessa la Lauretana[1].

L'amministrazione della Santa Casa fu restituita alla Santa Sede con l' Articolo 27 dei Patti Lateranensi stipulati l'11 febbraio 1929.

Cronotassi dei prefetti

La carica di pro-prefetto era ricoperta dal Cardinale segretario di stato fino al 1833, per la cronotassi vedi elenco dei cardinali segretari di Stato. Con la riforma del 20 febbraio 1833 il prefetto divenne il Segretario di Stato per gli Affari Interni:

Cronotassi dei segretari

La carica di Segretario era riservata al sottodatario della Dataria apostolica; vedi: Cronotassi dei sottodatari.

Bibliografia
  1. Santa sede testo della costituzione Sapienti consilio