Data di nascita di Gesù

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1leftarrow.png Voce principale: Gesù.

Gerard van Honthorst, Adorazione dei pastori, 1622.
Contesto cronologico della nascita di Gesù.

La data di nascita di Gesù non è esplicitamente riportata né dai Vangeli, le principali fonti storiche su Gesù, né dalle altre fonti extra-cristiane. Dato che i Vangeli la collocano negli ultimi anni del re Erode il Grande, morto nel 4 a.C., vi è sostanziale accordo tra quasi tutti gli studiosi nel collocare la nascita di Gesù tra il 7-6 a.C., subito dopo al censimento universale di Augusto (8 a.C.) e in concomitanza con la congiunzione di Giove e Saturno nei pesci (7 a.C.), verosimilmente identificabile con l' "astro di Betlemme".

La datazione tradizionale all'anno 1 a.C., il cui anno successivo è il primo del calendario giuliano-gregoriano risale al monaco Dionigi il Piccolo nel VI secolo. Questa datazione si discosta comunque solo di uno o due anni dalla datazione fornita dai Padri della Chiesa sin dal II-III secolo.

L'istituzione della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre è tardiva (IV secolo).

Fonti testuali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nascita di Gesù.

Le uniche fonti testuali che riferiscono della nascita di Gesù sono i vangeli di Matteo e Luca, che però non forniscono indicazioni cronologiche precise. Assumendo la validità delle informazioni storiche da essi fornite è però possibile dedurre un probabile intervallo di tempo nel quale collocare l'evento.

  • Mt 2,1 riferisce che Gesù nacque "nei giorni del re Erode", che regnò presumibilmente tra il 37 a.C. e il 4 a.C.[1].
  • Mt 2,16 riporta l'intenzione di Erode di uccidere i bambini di Betlemme sotto i due anni (strage degli innocenti). Assumendo la storicità del racconto, questo suggerisce che Gesù fosse nato uno o due anni prima dell'incontro di Erode coi magi.
  • nell'incontro tra Erode e i magi, nell'episodio della fuga in Egitto e nel ritorno alla morte di Erode, Matteo si riferisce a Gesù sempre col diminutivo paidìon, bambino piccolo (Mt 2,8.9.11.13.14.20.21). Indipendentemente dalla effettiva storicità di questi eventi Matteo conserva il ricordo di un Gesù molto piccolo (qualche anno?) alla morte di Erode.
  • Lc 1,5 può essere visto come una conferma di Mt 2,1. Riferisce che l'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Zaccaria avvenne anch'esso "nei giorni del re Erode". Secondo Luca la nascita di Gesù avvenne 15 mesi dopo: dopo 6 mesi ci fu l'annunciazione a Maria (Lc 1,26), alla quale seguì al termine dei 9 mesi di gestazione la nascita di Gesù. Luca comunque non nomina direttamente Erode al momento della nascita di Gesù.
  • Lc 2,1-2 riferisce, nei giorni immediatamente precedenti la nascita di Gesù, di un "primo censimento" "di tutta la (terra) abitata" da parte di Augusto, che fu imperatore tra il 27 a.C. e il 14 d.C. Indisse tre censimenti universali: nel 28 a.C. (ancora console), 8 a.C., 14 d.C. (Res Gestae Divi Augusti 8, lat. gr. ing.). L'identificazione del censimento evangelico con quello indetto nell'8 a.C. è probabile ma non sicura (vedi Censimento di Quirinio). Questo "primo censimento" non va comunque identificato col (secondo?) censimento indetto da Augusto in Siria e Giudea nel 6 d.C.
  • Lc 2,2 specifica che in occasione del censimento di Augusto era "governante la Siria Quirinio". Costui fu governatore vero e proprio della Siria dal 6 d.C.: il dato è apparentemente incompatibile con l'indicazione evangelica del regno di Erode, morto dieci anni prima. Studiosi cristiani hanno però evidenziato che Quirinio aveva ricoperto in Siria alcuni incarichi ("governante") già durante il precedente governatore, Senzio Saturnino, ed è possibile che questi gli avesse affidato l'incarico di occuparsi del censimento indetto da Augusto per la Siria e per il territorio del re 'alleato' (di fatto, sottomesso) Erode il Grande (vedi Censimento di Quirinio). Questa ipotesi è rafforzata dal fatto che nel II secolo Tertulliano aveva dichiarato che Gesù era nato all'epoca di Senzio Saturnino.
  • Lc 3,1 riferisce che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione "nel quindicesimo anno di Tiberio" (attorno al 28 d.C., vedi Inizio del ministero di Gesù). All'inizio del suo ministero, di poco successivo a quello del Battista, Gesù aveva "circa trent'anni" (Lc 3,23), che rimanda a una data di nascita attorno al 2 a.C. La cifra "trenta", però, può essere stata arrotondata per richiamare simbolicamente l'inizio del regno di Davide (2Sam 5,4).

Sulla base di Mt 2 la nascita di Gesù va collocata qualche anno prima della morte di Erode (4 a.C.), tra il 7-5 a.C. Sulla base dell'accenno al censimento universale indetto da Augusto (8 a.C.) di Lc2, la nascita va collocata nel periodo immediatamente seguente a questo, tra l'8 e il 6 a.C.

In definitiva sulla base dei vangeli, le uniche fonti storiche disponibili a riguardo, la data della nascita di Gesù è ipotizzabile attorno al periodo 7-6 a.C.[2]

Nessun dato evangelico permette in maniera diretta di stabilire il giorno (o la stagione) dell'anno della nascita.

Giorno e anno di nascita nella tradizione cristiana

L'anno della nascita di Gesù è accennato negli scritti di alcuni Padri della Chiesa. Data la varietà dei calendari diffusi all'epoca (romano, giuliano, egizio, siriaco) e la varietà di computazione (estremi inclusi o esclusi) non è sempre immediato risalire al giorno e anno corrispondente all'attuale calendario gregoriano e si ritrovano tra gli storici diverse interpretazioni.

Anno

Natività di Gesù

Fonti storiche: 7-6 a.C.

Come indicato, le uniche fonti storiche che si riferiscano alla nascita di Gesù sono i racconti di Lc e Mt. Sebbene questi non indichino con precisione l'anno di nascita, esso può essere ristretto con un livello relativamente alto di verosimiglianza al periodo immediatamente seguente al censimento di Augusto dell'8 a.C. (v. censimento di Quirinio) e di alcuni anni precedente alla morte di Erode (4 a.C.), dunque attorno al 7-6 a.C. Questa data trova ulteriore conferma se si assume il valore storico dell'indicazione evangelica circa "il suo astro" (v. stella di Betlemme) e la si identifica con la triplice congiunzione di Giove e Saturno del 7 a.C. Anche l'indicazione di Tertulliano circa la nascita durante il censimento di Senzio Saturnino, governatore in Siria tra il 9-6 a.C., gioca a favore dell'ipotesi 7-6 a.C.

Tradizione antica: 3-2 a.C.

Le indicazioni degli scrittori cristiani antichi, disomogonee data la mancanza di un calendario unico ufficiale nell'antichità e la diversa prassi di computa (estremi inclusi o esclusi), non sembrano richiamare informazioni storiche antiche e autorevoli. Infatti il largo consenso circa la data 3-2 a.C., impossibile data la morte di Erode al 4 a.C., non sembra essere altro che l'estrapolazione delle informazioni fornite altrove da Lc circa l'inizio del ministero del Battista e di Gesù al "quindicesimo anno di Tiberio" (28 d.C.), in 3,1, e circa l'età di Gesù a quel tempo, "circa trent'anni", in 3,23, che rimanda appunto al 2 (estremo incluso) - 3 (estremo escluso) a.C.

Data tradizionale di Dionigi il Piccolo: 1 a.C.

Dionigi il Piccolo era un dotto monaco scita che viveva a Roma: circa nel 525 egli calcolò, in base alle indicazioni dei vangeli e della tradizione, la data di nascita di Gesù, ponendola al 754 dalla fondazione di Roma che corrisponde anche al LX anno consolare dall'elezione per la prima volta di Gaio Giulio Cesare a console.

Dionigi, inoltre, introdusse l'usanza di contare gli anni ab incarnatione Domini nostri Jesu Christi ("dall'incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo"), mentre ai suoi tempi l'anno iniziale del calendario veniva stabilito con l'inizio dell'impero di Diocleziano (il 284). Il primo anno dopo la nascita di Gesù, quindi, divenne l'1 dopo Cristo, mentre l'anno bisestile 248 dell'era di Diocleziano diventò l'anno 532 di Cristo.

Questo calcolo fu approvato da papa Giovanni II e, a partire dall'VIII secolo, adottato in tutto il mondo cristiano su impulso di studiosi come Beda il Venerabile. L'anno stabilito da Dionigi come anno 1 viene tuttora utilizzato per la numerazione degli anni del calendario gregoriano, il calendario attualmente in uso nei paesi occidentali, sebbene sia ormai accertato che il calcolo fosse sbagliato.

È da sottolineare che l'opinione comune secondo cui l'anno di nascita di Gesù sarebbe l'anno zero è errata, in quanto lo zero non era conosciuto in Europa a quell'epoca. Dionigi, infatti, fece precedere immediatamente l'anno 1 dopo Cristo dall'1 avanti Cristo. Il problema si intreccia con quello dello stile di datazione, cioè della scelta del giorno in cui inizia l'anno. Solo con la riforma gregoriana si è gradualmente affermata la scelta del primo gennaio come capodanno.

Giorno

Come per l'anno, anche il giorno preciso della data di nascita di Gesù non è esplicitamente riportato dalle uniche fonti storiche antiche, cioè i vangeli (nello specifico Mt e Lc). Assumendo la storicità delle narrazioni, alcune indicazioni evangeliche indirette sono esaminate dagli studiosi, ma non sembrano comunque portare a conclusioni univoche e condivise.

Il mancato interesse degli evangelisti nel datare la nascita di Gesù contraddistinse anche i cristiani nei primi secoli. È significativa l'osservazione di Origene (m. 254), per il quale nella Bibbia non viene festeggiata la nascita di nessuno, ma è un'usanza dei peccatori come il faraone ed Erode.[30] Per Gesù, come per i santi, veniva festeggiato il giorno della nascita al cielo, non della nascita terrestre. Col tempo comunque questo mancato interesse mutò e si avvertì la necessità di festeggiare anche la nascita terrena di Gesù. Scrive Crisostomo (m. 407) che, nella nascita di Cristo secondo la carne, "l'Epifania, la santa Pasqua, l'Ascensione e la Pentecoste, hanno il loro fondamento e il loro scopo. Poiché se Cristo non fosse nato secondo la carne, non sarebbe stato battezzato, che è l'Epifania. Non sarebbe stato crocifisso, che è la Pasqua. Non avrebbe mandato lo Spirito, che è la Pentecoste. Da questa una sorgente nascono molti fiumi, che sono le feste che celebriamo".[31]

La tradizionale datazione al 25 dicembre si è sviluppata dunque secoli dopo la nascita di Gesù. Come sopra indicato, il primo documento databile con certezza che attesta tale data (l'8° giorno alle calende di gennaio) risale al 336. L'indicazione di Ippolito di Roma, che la anticiperebbe di più di un secolo, viene da molti considerata un'interpolazione tardiva[12].

Da alcuni studiosi viene poi indicato Sesto Giulio Africano (m. 240) come lo scrittore più antico che abbia sostenuto la nascita di Gesù al 25 dicembre,[32] oppure l'incarnazione al 25 marzo,[33] ma queste indicazioni non sono evidenti nei frammenti pervenutici della sua principale opera andata perduta, la Cronografia del 221.[34]

Come è ampiamente noto, la scelta di questo giorno non deriverebbe da una tradizione antica relativa all'effettivo giorno di nascita di Gesù, ma dal tentativo di "battezzare" la festa pagana del Sol Invictus, il "sole non vinto". Questa ipotesi sembra essere stata avanzata per la prima volta verso la fine del XII secolo, da un anonimo commentatore siriaco, in glossa a un testo di Dionigi Bar Salimi (m. 1171),[35] che è stata però dimenticata per secoli. In epoca contemporanea e in occidente sembra invece essere stata avanzata da Filippo della Torre (1657-1717), vescovo di Adria, poi ripresa da molti altri studiosi.[36]

Recentemente però è stata suggerita una diversa origine, sempre simbolica, maturata in ambiente cristiano.

Indicazioni evangeliche

Sono tre le indicazioni evangeliche che possono in qualche modo suggerire il periodo dell'anno ove collocare la nascita di Gesù.

Il primo passo riguarda il viaggio della sacra famiglia. In Lc 2,1-5 viene descritto il viaggio di Giuseppe e Maria da Nazaret a Betlemme per espletare gli obblighi del "primo censimento" di Quirinio ordinato da Augusto. Giunti a destinazione, Maria partorì. Se si conoscesse il periodo in cui il censimento ebbe luogo, si potrebbe conoscere indirettamente, se non il giorno preciso, almeno l'intervallo in cui collocare più verosimilmente la nascita. Il problema è che il "primo censimento di Quirinio" è taciuto dalle fonti storiche, al di fuori dell'accenno lucano, che però non ne riporta alcuna indicazione cronologica. Si può ipotizzare che il viaggio non abbia avuto luogo nella stagione invernale per problemi logistici (ruscelli non guadabili, difficoltà all'addiaccio notturno). D'altro canto, il viaggio (come la raccolta dei dati censori) può aver avuto luogo in primavera o estate, e solo in seguito, "mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto" (Lc 2,6). In definitiva è difficile trarre da queste indicazioni lucane qualche riferimento preciso.

Il secondo passo riguarda il pernottamento all'esterno dei pastori. In Lc 2,8, subito dopo aver descritto la nascita di Gesù, viene letteralmente detto che in quella regione c'erano dei pastori "accampati (all'esterno) e veglianti veglie di notte sul gregge di loro". Questo pernottamento all'esterno porta a pensare a una stagione non fredda. D'altro canto, è stato fatto notare che in Palestina non sono comunque impossibili tali pernottamenti in vista della custodia del gregge, e l'indicazione dei turni di guardia (veglie) potrebbe far pensare a un riposo alternato in un ambiente protetto. Anche in questo caso dunque non ne è stata ricavata un'indicazione univoca e condivisa. Il fatto che l'angelo si manifesti ai pastori durante "veglie di notte", apparentemente subito dopo il parto, indica una nascita notturna.

Il terzo passo riguarda la classe sacerdotale di Zaccaria. Secondo Lc 1,5; 1,8, l'annuncio del concepimento di Giovanni Battista a Zaccaria avvenne mentre stava officiando nel Tempio di Gerusalemme durante il turno della sua classe sacerdotale di Abia, alla quale apparteneva. Secondo Lc 1,26, sei mesi dopo avvenne l'annunciazione a Maria e il concepimento verginale di Gesù. Assumendo la storicità degli eventi (cosa che non tutti gli esegeti contemporanei sono disposti a fare, p.es. Brown, Meier) e conoscendo il calendario dei turni di servizio delle classi sacerdotali, se ne potrebbe ricavare una approssimativa indicazione del periodo dell'anno in cui nacque Gesù. Secondo 1Cr 24,10, quella di Abia era l'ottava del ciclo di 24 classi sacerdotali che si avvicendavano, in un ciclo settimanale (da sabato a sabato)[37] nella gestione del culto. I testi biblici non ci informano circa il momento dell'anno in cui il ciclo aveva inizio, né come veniva gestite le settimane dell'anno non coperte dalle 48 settimane del duplice ciclo delle classi: era un ciclo ininterrotto, per cui il turno di ogni classe variava ogni anno, oppure interrotto, per cui ad ogni classe spettava un preciso momento del calendario ebraico? Assumento un ciclo interrotto, sulla base di Esd 2,2-6, che descrive la ripresa del culto nel secondo tempio, ricostruito attorno al 538 a.C., è ipotizzabile (ma non sicuro) che il ciclo delle classi iniziasse ogni anno al settimo mese, cioè Tishri, attorno a settembre-ottobre. Si aprono pertanto diverse possibilità:

  • Ciclo interrotto, inizio a Tishri. In tal caso il turno di Zaccaria cadrebbe nella successiva ottava settimana, attorno a metà novembre, e volendo collocare la nascita di Gesù 15 mesi dopo, si otterrebbe indicativamente metà febbraio.
  • Ciclo ininterrotto. Se dalla fondazione del secondo tempio l'avvicendamento ciclico delle classi è stato continuo, con un continuo slittamento di anno in anno, per conoscere il periodo dell'anno occupato dalla classe di Abia occorre optare per un preciso anno relativo alla nascita di Gesù e dunque Giovanni Battista. Browne (1844)[38] parte dall'informazione[39] che durante al momento della distruzione del tempio (9 av, 4 agosto, del 70) era di turno la classe di Ioarib, la prima del ciclo, e opta per l'annunciazione a Zaccaria nella settimana tra il 27 settembre - 5 ottobre del 6 a.C., che considera compatibile con l'informazione di Crisostomo (m. 407) che la colloca al 10 Tishri (Giorno del Kippur, quando il sommo sacerdote -ma Zaccaria non lo era- entra da solo nel Santo dei Santi),[40] e ne ricava la nascita di Gesù attorno all'8 dicembre del 5 a.C. Lewin (1865)[41] invece, sulla base degli stessi dati, opta per l'annunciazione a Zaccaria a fine maggio del 7 a.C. e per la nascita di Gesù a inizio agosto del 6 a.C.
  • Ciclo semi-interrotto. Dai testi di Qumran è emerso un calendario liturgico delle 24 classi che si alternavano in un ciclo di 6 anni, dove l'anno era composto da 364 giorni. Nel primo di questi 6 cicli, che iniziava nel mese di Tishri, la classe di Abia era impegnata nella metà del terzo mese e alla fine dell'ottavo mese (attorno all'ultima decade di settembre). Se il tempio di Gerusalemme seguiva il calendario ritrovato a Qumran e se nell'anno in questione si era al primo dei 6 cicli, il concepimento del Battista può essere dunque collocato a fine settembre, e la nascita di Gesù a fine dicembre. A conferma di questa opzione viene comunemente citata la data del 23 settembre come commemorazione dell'annuncio a Zaccaria, celebrata dalle chiese orientali.

25 dicembre: origine pagana

L'origine della festa pagana del Sol Invictus viene solitamente correlata al regno di Aureliano (270-275), che riannesse all'impero il regno secessionista di Palmira e ne importò a Roma il culto del sole, costruendovi (probabilmente nel 274) un tempio ad esso dedicato e organizzando un clero apposito.[42] In realtà non si trattò propriamente di un culto fondato ex-novo: il sole era venerato, sotto varie forme, in diversi culti pagani dell'impero, e in particolare a Roma sembra essere stato un culto antico, verosimilmente precedente all'epoca cristiana, compiuto in appositi santuari e con particolari giochi circensi[43].

In epoca imperiale, prima di Aureliano, Eliogabalo (218-222) dedicò al sole (con l'epiteto di origine siriaca Elagabalus, "Dio della montagna", proprio della città di Emesa) un tempio nell'urbe (Elagabalium), probabilmente nel 219.[44]

Quanto all'epiteto "invitto" applicato al sole (era un titolo onorifico attribuito anche ad altre divinità), sembra ancora più antico, testimoniato da una lapide datata al 158 d.C.[45] e da altri reperti archeologici del II secolo.

Quanto alla data del 25 dicembre, nessuna fonte storica coeva ad Aureliano o a lui precedente testimonia una festa del sole in tal giorno. La prima attestazione risale alla Cronografia (o Cronografo) del 354, detta anche Calendario filocaliano dal nome del redattore, un composito testo cristiano databile al 354[46] e redatto a Roma, che nella sesta parte riporta, in corrispondenza del 25 dicembre (8° giorno alle calende di gennaio) "N·INVICTI·CM·XXX", cioè "Natalis Invicti Circenses missus 30", che indicava che quel giorno veniva festeggiato con 30 corse di bighe nel circo.[47] La data, che nel calendario romano coincideva col solstizio d'inverno, era estremamente simbolica: in questa ricorrenza astronomica il sole raggiunge a mezzogiorno l'altezza minima nel cielo, per poi tornare a crescere nei giorni seguenti, dimostrandosi "non vinto". Sebbene dunque nessuna fonte, prima del Calendario filocaliano, parli di un culto al sole il 25 dicembre, per il suo valore simbolico è verosimile che l'indicazione del Calendario fosse valida anche per i decenni precedenti.

Lo stesso documento, nella dodicesima parte (Depositio Martirum, un elenco delle memorie liturgiche dei martiri) che viene comunemente considerata una rielaborazione di una lista databile al 336[48], riporta nello stesso giorno "natus Christus in Betleem Iudeae"[49].

Sono sostanzialmente quattro i motivi che hanno fatto sì che il giorno di nascita di Gesù, sconosciuto allora come oggi, fosse celebrato il 25 dicembre:

  • Un motivo culturale-pastorale: derivato dal desiderio di voler sostituire la festa del Sol Invictus (e gli immediatamente precedenti Saturnali, dal 17 al 23 dicembre) con una festa cristiana. Questa sostituzione viene talvolta indicata come una sorta di usurpazione impropria e illegittima da parte della Chiesa cristiana, finalizzata a "ingannare" il popolo. In realtà, in qualunque incontro tra culture diverse fenomeni di assimilazione e sostituzione sono comuni. Nella fattispecie, il cristianesimo primitivo ha assunto e "battezzato" diversi elementi della cultura greco romana, come p.es. i termini "tempio", "sacerdote", "pontefice", l'aureola, i concetti di sostanza, logos, anima (separata dal corpo), o i numerosi templi pagani dell'impero non distrutti ma convertiti al culto cristiano. In epoca più recente, si pensi p.es. alla socialista festa dei lavoratori del 1° maggio, alla quale è stata sovrapposta nel 1955 la festa di San Giuseppe Artigiano. L'inculturazione della fede è un fenomeno normale, comune e legittimo della vita della Chiesa.
  • Un motivo allegorico-simbolico indiretto: l'associazione tra Gesù e il sole passando per la festività della domenica. Il "giorno del sole" (Dies Solis) del calendario romano (sopravvissuto p.es. nell'inglese sunday, tedesco sonntag) venne dichiarato giorno di riposo e festività da Costantino (7 marzo 321).[50] Nell'editto non viene presentato l'accostamento tra la domenica e il primo giorno dopo il sabato nel quale risorse Gesù, festeggiato dai cristiani (per l'esplicita connessione occorre attendere Teodosio nel 386[51]). Tuttavia questa implicita e tacita associazione, forse voluta dal Costantino filo-cristiano per fare accettare la festività domenicale anche dai pagani, può aver rafforzato l'associazione Gesù-sole.
  • Un motivo allegorico-simbolico diretto: l'associazione tra Gesù e il sole nascente (del solstizio d'inverno), sulla base di Mal 3,20 e Gv 8,12. Per esempio Agostino (m. 430) accetta la data del 25 dicembre con questa motivazione allegorica, commentando Gv 3,30: "Cristo nacque quando i giorni cominciano a crescere [25 dicembre], Giovanni nacque quando i giorni cominciano a decrescere [24 giugno]";[52] "questo giorno, a cominciare dal quale la luce del giorno aumenta sempre più, è figura pure dell'opera di Cristo [...]. L'eterno Creatore, nato nel tempo, non poteva non scegliere come suo giorno natalizio quello che veniva riferito al sole, creatura non eterna"[53] La sostituzione della festa pagana sembra comunque essere avvenuta con lentezza, dato che Papa Leone (m. 461) rimprovera con forza coloro che "nella nostra solennità di questo giorno non vedono la natività di Cristo ma il sorgere del nuovo sole".[54]
  • Una coincidenza con l'ipotesi dell'incarnazione (e passione) di Gesù al 25 marzo (equinozio di primavera), che rimanda a un'origine cristiana della data del natale.

25 dicembre: origine cristiana

L'ipotesi del Natale al 25 dicembre per sostituzione di elementi allegorici pagani appartiene ormai alla vulgata del sapere accademico e dell'uomo comune. Tuttavia, tra gli studiosi cristiani, è largamente diffusa l'ipotesi, relativamente recente (Duchesne, 1889[55]), di un'origine (sempre simbolica) di tale data a partire da elementi cristiani, sovrapponibili a quelli pagani.

L'ipotesi è che si sia arrivati alla data di nascita di Cristo partendo da quella che si credeva essere la data di morte. A tal proposito, tra le molteplici (come per il natale) tradizioni circa il giorno della morte attestate negli scrittori antichi (21 o 23 marzo, 6 o 9 o 13 o 19 aprile), la data del 25 marzo (8° giorno alle calende d'Aprile) dell'anno 29 è citata da Tertulliano, attorno al 207[56], dunque più di un secolo prima della prima indicazione del Natale al 25 dicembre del Calendario Filocaliano. L'informazione di Tertulliano è sicuramente non storica: a parte il fatto che l'opinione degli studiosi per la data della morte di Gesù converge a venerdì 7 aprile del 30, tra il 29 e il 35 non ci sono giorni di venerdì 25 marzo compatibili con la Pasqua ebraica. Il calcolo soggiacente all'indicazione della morte di Gesù riportata da Tertulliano deve essere stato simbolico, facendola coincidere con l'equinozio di primavera del calendario romano e con la ipotetica data della creazione del mondo. Assumendo l'ipotesi che la vita di Gesù sia stata di un numero intero di anni, dato che le frazioni possono essere considerate imperfette, ne potrebbe essere derivata l'incarnazione al 25 marzo, e la nascita al 25 dicembre.

Rispetto all'ipotesi dell'origine pagana, la teoria di Duchesne ha il pregio di basarsi sull'effettiva priorità dell'attestazione nelle fonti storiche della data del 25 marzo (morte e incarnazione) rispetto al 25 dicembre (nascita). Di contro, la testimonianza di Tertulliano, per quanto antica, appare isolata, e il ragionamento effettuato dallo studioso (dalla morte all'incarnazione supponendo un numero intero e dunque più "perfetto" di anni di Gesù), per quanto plausibile, non è esplicitato né dallo scrittore africano né da altri Padri.

Le due teorie tuttavia non sono del tutto incompatibili: è possibile che in alcune zone della cristianità (Africa) sia stata ricordata la passione di Gesù al 25 marzo (equinozio di primavera), che ha portato a ipotizzare una natività al 25 dicembre (solstizio d'inverno), data che (tra le molte ipotizzate nell'antichità) ha avuto particolare fortuna per il suo intrinseco significato simbolico di vittoria sulle tenebre e per la necessità pastorale di sostituire la festa pagana del Sole Invitto.

Note
  1. La datazione della morte di Erode al 4 a.C., desumibile da alcune indicazioni di Giuseppe Flavio, è l'ipotesi che trova maggiore credito e diffusione tra gli storici. Le monete emesse dai suoi successori, infatti, segnalano il 4 a. C. come anno d'inizio del loro regno. Flavio, inoltre, dichiara che Erode morì poco dopo un'eclisse di luna. Questa indicazione è poco utile perché in quegli anni vi furono numerose eclissi, fra cui appunto una il 13 marzo del 4 a.C. Cfr. Timothy David Barnes, "The Date of Herod’s Death," Journal of Theological Studies ns 19 (1968), 204–19 e P. M. Bernegger, "Affirmation of Herod’s Death in 4 B.C.," Journal of Theological Studies ns 34 (1983), 526–31. Per l'ipotesi che sostiene la data del 1 a.C. cfr. Steinmann, A. (2009). "When Did Herod the Great Reign?", Novum Testamentum, 51 (1): 1-29, online.
  2. Così p.es. Bibbia TOB, p. 2917 e Bibbia di Gerusalemme, p. 2674. Rinaldo Fabris (Gesù di Nazareth, p. 91) propone il 6-5 a.C. non tenendo conto per la sua problematicità del censimento di Quirinio. Anche J.P. Meier (Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico, vol. 1, Le radici del problema e della persona, Brescia 2001, p. 363) non tiene conto del censimento e conclude con un generico "l'impressione complessiva creata da questi racconti è che Gesù nacque qualche anno - ma non molti anni - prima che Erode morisse".
  3. Contro le eresie 3,21,3 (tr. ing.)
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6 4,7 4,8 Contato dalla morte di Cesare, 44 a.C.
  5. 5,0 5,1 5,2 5,3 5,4 Stromata 1,21, tr. ing.. Per l'interpretazione di questo passo occorre ricordare che il battesimo di Gesù, l'Epifania e l'annuncio degli angeli ai pastori in occasione della nascita erano festeggiati simultaneamente come manifestazioni della divinità di Gesù. Ciò era facilitato da alcune varianti del vangelo di Luca dalle quali il battesimo sembra aver avuto luogo nello stesso giorno della nascita (cfr. voce Christmase voce Epiphany nella Catholic Encyclopedia. Alcune di queste date sono però inattendibili (vedi discussione)
  6. 6,0 6,1 Calendario giuliano di 365 giorni e un quarto.
  7. 7,0 7,1 Calendario egizio "vago" di 365 giorni fissi.
  8. Contato dall'inizio del regno di Augusto in Egitto alla morte di Cleopatra nel 30 a.C.
  9. 9,0 9,1 9,2 Solo secondo il calendario alessandrino, seguito nella voce Christmas nella Catholic Encyclopedia. Errore nelle note: Tag <ref> non valido; il nome "CE" è stato definito più volte con contenuti diversi Errore nelle note: Tag <ref> non valido; il nome "CE" è stato definito più volte con contenuti diversi
  10. 25 secondo il calendario egizio "vago" del quadriennio 200-203 d. C., 28 secondo quello del quadrienno 188-191. Non conoscendo l'anno esatto, in cui scrive o comunque a cui era riferita la notizia di Clemente d'Alessandria, questi due quadrienni definiscono gli estremi dell'intervallo più ragionevole.
  11. Questa data coincide con la Pasqua del 2 a.C. (cfr. [1]). L'equivalenza con la data egizia vale nel calendario alessadrino seguito anche dalla voce Christmas della Catholic Encyclopedia.
  12. 12,0 12,1 Ippolito di Roma, Commentario su Daniele IV,23,3 (greco, tedesco). Questo passo è considerato dalla maggior parte degli esegeti interpolato (Cfr. B. ALTANER, Patrologia, Casale, 1977, p. 169, che segue il parere di O. Bardenhewer e F. X. Funk). Altri lo vedono come autentico (W. Bauer, A. Harnack), come anche l'editore del testo critico M. Lefèvre (Paris, 1947). Nel più antico manoscritto pervenutoci, del X secolo, il passo contiene la frase "pro tessaron aprilion", che rappresenta verosimilmente la lezione più antica e originale (Talley, T.J. (1986). The origins of the liturgical year, p. 86 online; Roll, S.K. (1995). Toward the origins of Christmas. Kampen (NL), p. 80, online), mentre in altri manoscritti più recenti a questi è aggiunta la data del 25 dicembre, verosimilmente una glossa di un copista poi finita in corpo al testo. Oltre al criterio dell'antichità, l'originalità della data del 2 aprile è suggerita anche dal criterio della lectio difficilior: è più facile infatti che un copista abbia aggiunto la tradizionale data del 25 dicembre all'inusuale lezione originaria, che non il contrario.
  13. Contro i Giudei 8 tr.ing..
  14. Contro Marcione 4,19 tr. ing.: "Sed et census con­stat actos sub Augusto tunc in ludea per Sentium Saturninum, apud quos genus eius inquirere potuissent " cioè "Ma è noto che in quel tempo in Giudea fu fatto sotto Augusto per opera di Senzio Saturnino anche un censimento, tramite il quale potessero verificare la sua stirpe".
  15. Cronografia, frammento 18 tr. ing.. I frammenti ci sono pervenuti in maniera indiretta e corrotti.
  16. La stima è indiretta: colloca la "venuta" di Gesù (intesa come non la nascita ma inizio del ministero o la morte-risurrezione) 5531 anni dopo la creazione del mondo e Adamo, 70 settimane (l'intento implicito è quello di dimostarare l'autenticità della profezia delle 70 settimane di Dn 9,24-27) di anni (ebraici) cioè 475 anni (solari di 365 e un quarto) dopo Artaserse, nel 16° anno di Tiberio (probabilmente 29 d.C.), secondo anno della 102a olimpiade (?). Si può ipotizzare una sua affermazione della nascita di Gesù alla cifra tonda del 5500° anno dopo Adamo.
  17. "Ecce iterum jam vere credamns quod V kl. april. secundu carnem natus sit Christus: in quo die probavimus solem factumm", (De pascha computus, Circa il computo della Pasqua 19, PL vol. 4, col 963, online). Questo autore anonimo sceglie il giorno solo perché nella tradizione ebraica il 28 marzo era anche il quarto giorno della creazione, nel quale fu creato il sole.
  18. Cronache, PG vol 19, col. 530.
  19. St. eccl. 1,5,2, tr. ing.
  20. Il testo è in Monumenta Germaniae Historica. Auctores Antiquissimi, IX (parte I; 1892) pp. 13-196. Riprodotto in C. KIRCH, Enchiridion fontium historiae ecclesiasticae antiquae, Friburgi, 1965, *544.
  21. De solstitiis et aequinoctiis, cit. da Noel, Epiphanie: retour du Christ, Paris, 1966, p. 99.
  22. Panarion 51,22; 51,24
  23. Circa l'anno del natale di Cristo e l'anno della passione di Cristo, PG vol. 13, col. 902.
  24. Intrepretazione della cronaca di Eusebio, PL vol. 27, col. 559.
  25. Storia sacra, PL vol. 20, col. 144.
  26. Agostino, De Trinitate 4,5,9, latino, italiano.
  27. Storia contro i pagani 1,1 lat; 7,2; 7,3 lat
  28. Cronache, PL vol. 64, col. 1228.
  29. Cronografia, PG vol. 97 col. 351.
  30. Origene, Ottava omelia sul levitico 3,2.
  31. Ἡ κατὰ σάρκα τοῦ Χριστοῦ γέννησις. Ἀπὸ γὰρ ταύτης τὰ Θεοφάνια, καὶ τὸ Πάσχα τὸ ἱερὸν, καὶ ἡ Ἀνάληψις, καὶ ἡ Πεντηκοστὴ τὴν ἀρχὴν καὶ τὴν ὑπόθεσιν ἔλαβον. Εἰ γὰρ μὴ ἐτέχθη κατὰ σάρκα ὁ Χριστὸς, οὐκ ἂν ἐβαπτίσθη, ὅπερ ἐστὶ τὰ Θεοφάνια· οὐκ ἂν ἐσταυρώθη, ὅπερ ἐστὶ τὸ Πάσχα· οὐκ [48.753] ἂν τὸ Πνεῦμα κατέπεμψεν, ὅπερ ἐστὶν ἡ Πεντηκοστή. Ὥστε ἐντεῦθεν, ὥσπερ ἀπό τινος πηγῆς, ποταμοὶ διάφοροι ῥυέντες, αὗται ἐτέχθησαν ἡμῖν αἱ ἑορταί" (Crisostomo, Omelia 6 De beato Philogonio (PG 48,752-3, online).
  32. Voce "Christmas" su Encyclopædia Britannica, online.
  33. Cit. p.es. da Roll, S.K. (1995). Toward the origins of Christmas. Kampen (NL), p. 87 (online).
  34. Talley, T.J. (1986). The origins of the liturgical year. New York, p. 157 (online). Anche nel passo (fr. 18) sopra riportato di Africano non è chiaramente presente l'indicazione al 25 marzo.
  35. La traduzione della glossa recita: "Il Signore nacque nel mese di gennaio, nel giorno nel quale celebriamo l'Epifania [6 gennaio], in quanto gli antichi sostenevano che la Natività e l'Epifania era nello stesso giorno, poiché è nato e battezzato nello stesso giorno. Ancora oggi gli Armeni celebrano le due feste nello stesso giorno. a questi devono essere aggiunti i Dottori, che parlano nello stesso tempo dell'una o altra festa. La ragione per cui i Padri spostarono la solennità dal 6 gennaio al 25 dicembre, si dice essere la seguente. Era usanza dei Pagani celebrare al 25 dicembre la festa della nascita del sole. Per celebrare la solennità, avevano l'usanza di accendere falò e invitare i Cristiani a prendere parte ai riti. Quando dunque i Dottori notarono che i Cristiani erano vinti da questa usanza, decisero di celebrare la festa nello stesso giorno. Il 6 di gennaio facevano celebrazione dell'Epifania. Hanno mantenuto questa usanza sino ad oggi col rito del falò" , cit. Talley, T.J. (1986). The origins of the liturgical year, p. 101 (online).
  36. Usener, H. (1911). Das Weihnachtsfest. Bonn; Botte, B. (1963). Les origines de la Noël et de l'Epiphanie. Lovanio.
  37. Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche 7,365.
  38. Browne, H. (1844). Ordo saeclorum, London, p. 33 ss (online).
  39. Giuseppe Flavio, Guerre Giudaiche, VI 220-270; Mishna 3,298,3.
  40. Crisostomo, Omelia sul Natale
  41. Lewin, T. (1865). Fasti sacri, London, p. 29* ss. (online).
  42. Historia Augusta, Aurelianus, 35,3 (latino, inglese).
  43. Quintilliano, Institutio Oratoria, I.7.12 (inglese); Tacitus, Annali, XV.74 (inglese); Tertulliano, De Spectaculis, VIII.1 (italiano).
  44. Erodiano, Storia Romana 5,5 (inglese); Historia Augusta, Heliogabalus, 6,7 (latino).
  45. CIL VI 715 (online).
  46. La data del 354 (o meglio, l'equivalente secondo il calendario romano) non è esplicitamente contenuta nel documento ma è il termine delle varie liste cronologiche in esso contenute. Alcune liste sono però aggiornamenti di liste precedenti, v. dopo.
  47. Calendario filocaliano, parte sesta (online).
  48. Nella Depositio Episcoporum (parte undicesima del calendario filocaliano, online), verosimilmente coeva alla Depositio Martirum, le date della morte di papa Marco (336) e papa Giulio (352) sono fuori dall'ordine cronologico mensile, e sono comunemente considerate aggiunte apportate nella redazione definitiva del 354. Questo porta a considerare la lista originale come composta dopo la morte di Papa Silvestro (31 dicembre 335), incluso nella lista in maniera ordinaria, e prima della morte di Papa Marco (7 ottobre 336), aggiunto successivamente.
  49. Calendario filocaliano, parte dodicesima (online).
  50. "Omnes judices, urbanaeque plebes et cunctarum artium officia venerabili die Solis quiescant. Ruri tamen positi agrorum culturae libere licenterque inserviant, quoniam frequenter evenit, ut non aptius alio die frumenta sulcis aut vineae scrobibus mandentur, ne occasione momenti pereat commoditas coelesti provisione concessa. Dat. Non. Mart. Crispo ii. et Constantino ii. Coss." (Codex Justinianus, III.12.2, cit. da Schaff, P. (1889) History of the Christian Church, online).
  51. "Imppp. Gratianus, Valentinianus et Theodosius aaa. ad Principium praefectum praetorio. Solis die, quem dominicum rite dixere maiores, omnium omnino litium, negotiorum, conventionum quiescat intentio; debitum publicum privatumque nullus efflagitet; nec apud ipsos quidem arbitros vel iudiciis flagitatos vel sponte delectos ulla sit agnitio iurgiorum. Et non modo notabilis, verum etiam sacrilegus iudicetur, qui a sanctae religionis instinctu rituve deflexerit. Proposita iii non. nov. Aquileiae, accepta viii k. dec. Romae Honorio n. p. et Evodio conss." (3 novembre 386) (Codex Theodosianus, II.8.18, online).
  52. "Deinde natus est Christus cum iam inciperent crescere dies, natus est Ioannes quando coeperunt minui dies" (Agostino, Commento al Vangelo di San Giovanni 14,5, online).
  53. "Nam et ipse dies a quo deinceps incrementum lucis accipit dies, opus Christi significat [...]. Aeterno quippe Creatori in tempore creato ille dies debuit esse natalis, cui creatura congrueret temporalis." (Agostino, Discorso 186,3, online).
  54. "quibus haec dies solemnitatis nostrae, non tam de nativitate Christi, quam de novi, ut dicunt, solis ortu honorabilis videatur" (Papa Leone, Sermone 22,6, latino, inglese).
  55. Duchesne, L. (1889). Origines du culte chrétien. Étude sur la liturgie latine avant Charlemagne. Parigi: pp. 247-, online.
  56. Quae passio Christi [huius exterminium] intra tempora LXX ebdomadarum perfecta est sub Tiberio Caesare, consulibus Rubellio Gemino et Rufio Gemino mense Martio temporibus paschae, die octavo Kalendarum Aprilium (Tertulliano, Contro i Giudei 8,18, online).
Bibliografia
  • José Miguel Garcia, La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli, BUR, 2005.
  • Giorgio Fedalto, Quando festeggiare il 2000, Edizioni S. Paolo, Cinisello Balsamo, 2000.
  • Dario Bazec, La cronologia dei Vangeli secondo il calendario ebraico, Edizioni "Italo Svevo", Trieste, 2001, pagg. 89 – 128.
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