Paul d'Albert de Luynes

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Paul d'Albert de Luynes
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Età alla morte 85 anni
Nascita Versailles
5 gennaio 1703
Morte Parigi
21 gennaio 1788
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Consacrazione vescovile chiesa domenicana di Saint-Germain di Parigi, 25 settembre 1729 dall'Arcivescovo Louis La Vergne-Montenard de Tressan
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
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Elevazione ad Arcivescovo 9 agosto 1753
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a Cardinale
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5 aprile 1756 da Benedetto XIV (vedi)
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Collegamenti esterni
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Paul d'Albert de Luynes (Versailles, 5 gennaio 1703; † Parigi, 21 gennaio 1788) è stato un cardinale, arcivescovo e astronomo francese.

Biografia

Primi anni

Nacque il 5 gennaio 1703 a Versailles, in Francia, quarto e ultimo figlio di Honoré Charles d'Albert de Luynes, duca di Monfort, e di Marie Anne Jeanne de Courcillon. Il padre militare morì in battaglia presso Landau il 9 settembre 1704. Le sorelle, Marguerite-Eustochie e Charlotte-Mélanie, divennero monache benedettine e una fu priora del monastero di Montargis. Fu educato da sua madre e dai nonni paterni, il duca e la duchessa di Chevreuse; il duca era grande amico dell'arcivescovo François de Salignac de la Mothe-Fénelon di Cambrai, sostenendolo anche quando questi cadde in disgrazia presso il re. Il futuro cardinale ebbe così modo di frequentare sin da giovane gli ambienti ecclesiastici ed imparò a leggere con Les Aventures de Télémaque, un romanzo proprio scritto da Fénelon.

Dopo questa iniziale formazione fu avviato alla carriera militare divenendo colonnello di un reggimento di fanteria dal 6 marzo 1719. Era inesperto nel mestiere delle armi, eppure con grandi responsabilità. Fu coinvolto in un duello e la madre gli intimò per il proprio onore di affrontare l'avversario o di ripiegare alla carriera ecclesiastica. Egli scelse quest'ultima via facendo il proprio ingresso nel seminario di Saint-Sulpice a Parigi. Fu poi presso l'Università di Brouges dove conseguì il dottorato.

Carriera ecclesiastica

Poco dopo l'ordinazione sacerdotale, sua madre gli ottenne dal cardinale Henri-Pons de Thiard de Bissy, vescovo di Meaux, la nomina a vicario generale di quella diocesi, posizione che lo mise in seria difficoltà per il suo carattere riservato e taciturno. Partecipò attivamente alla vita della diocesi e della corte francese, in particolare grazie all'amicizia che lo legava alla regina Maria Leszczyńska, moglie di Luigi XV di Francia, amicizia che gli fu molto utile nel progredire della sua carriera ecclesiastica. Nel 1727 venne nominato abate commendatario del monastero di Saint-Vigor di Cérisy, nella diocesi di Bayeux. Due anni più tardi il cardinale André-Hercule de Fleury, primo ministro di Francia, lo propose al re perché fosse elevato alla dignità episcopale ma Paul in un primo tempo rifiutò e poi, temendo di recare offesa al re, accettò ottenendo il brevetto reale al rango di vescovo il 17 febbraio del 1729.

Episcopato

Il 17 agosto 1729 giunse la conferma della nomina di Paul d'Albert de Luynes a vescovo della diocesi di Bayeux; in preparazione alla sua consacrazione episcopale, si dedicò assiduamente allo studio delle Sacre Scritture e dei concili. Fu consacrato il 25 settembre del 1729 nella chiesa domenicana di Saint-Germain di Parigi da Louis La Vergne-Montenard de Tressan, arcivescovo di Rouen, assistito da Léon de Beaumont, vescovo di Saintes, e da César Le Blanc, vescovo di Avranches. Dopo aver prestato il giuramento di fedeltà al re di Francia, prese possesso della propria diocesi l'11 dicembre 1729. Fu pastore diligente e compì regolarmente le visite pastorali nella diocesi. In quel periodo ebbe modo di seguire il nascente Istituto delle Filles du Bon-Sauveur de Caen approvandone le costituzioni il 2 marzo del 1733.

Come vescovo presiedette numerosi sinodi diocesani e fu un predicatore instancabile delle missioni popolari: egli predicò in particolare una famosa missione a Bayeux nel 1732 che scatenò una violenta reazione da parte dei giansenisti che per l'occasione pubblicarono un pamphlet intitolato Remotrances des fidèles de la ville de Bayeux à M. de Luynes, leur évêque, dove si criticava severamente l'eccessivo zelo mostrato dal vescovo nel predicare il proprio sostegno ai Padri Eudisti e alla bolla papale Unigenitus Dei Filius contro il Giansenismo. Gli incidenti di Bayeux resero molto popolare il vescovo e in particolare ne fecero l'obbiettivo della contestazione giansenista di quegli anni. Divenuto membro de l'Académie Française dal 28 marzo 1743, occupò il posto che fu del cardinale Fleury.

Su proposta di Jean François Boyer, vescovo di Mirepoix e ministro del re, venne nominato il 14 gennaio 1747 dal sovrano francese primo elemosiniere della Delfina, Maria Giuseppa di Sassonia, poi madre degli ultimi tre re della dinastia dei Borbone di Francia. Il 9 agosto 1753, re Luigi XV di Francia lo nominò arcivescovo di Sens, nomina per la quale de Luynes esitò, per poi cedere il 21 settembre 1753. Preconizzato dalla Santa Sede il 26 novembre 1753, ottenne il pallio quello stesso giorno e fece il proprio solenne ingresso nell'arcidiocesi nel giugno dell'anno successivo. Membro onorario dell'Accademia delle Scienze di Francia dal 7 dicembre 1755, ne divenne vice-presidente nel 1757 e poi venne nominato presidente nel 1758, unitamente al titolo di abate commendatario di Corbie nel 1756.

Cardinale

Fu creato cardinale da Papa Benedetto XIV nel concistoro del 5 aprile 1756. Fu nominato cardinale presbitero di San Tommaso in Parione il 2 agosto del 1758. Il 3 giugno 1757 venne nominato dal re presidente della commissione straordinaria del Consiglio di Stato per rilevare le diverse comunità religiose del regno di Francia. Dal 1756 al 1761 si dedicò quasi esclusivamente alla carica di elemosiniere, occupandosi di politica in particolare durante lo svolgimento della Guerra dei Sette anni. Questi gravosi impegni lo costrinsero a demandare ai suoi vicari l'attività pastorale nella sua arcidiocesi.

Partecipò al conclave del 1758 dove fu eletto Papa Clemente XIII e dal 1 gennaio 1759 divenne membro ecclesiastico dell'Ordine dello Spirito Santo. Dal 1761 si dedicò completamente alla sua arcidiocesi, rinnovando ancora le visite pastorali. Nel 1761 si tenne nel suo palazzo arcivescovile una riunione di tutti i vescovi francesi in difesa dei Gesuiti. Una lettera in favore dei Gesuiti e dell'arcivescovo di Parigi, attribuita a Luynes, fu indirizzata al Pontefice nel 1764. Prese inoltre parte all'assemblea del clero del 1765 nella quale protestò energicamente contro la soppressione della Compagnia di Gesù e pubblicò un atto che giustificava la sua adesione alla bolla papale Unigenitus Dei Filius del 1756.

Nell'Assemblea del Clero del 1 aprile 1767, celebrata nuovamente nel palazzo arcivescovile del cardinale, i vescovi protestarono contro il re per il mantenimento di un comportamento da parte del parlamento contrario al diritto canonico. Egli partecipò poi al conclave del 1769 che elesse Papa Clemente XIV. In questo periodo compose la sua opera maxima in apologetica e istruzione pastorale contro la dottrina degli increduli, condannando in particolare il volume Système de la Nature del barone d'Holbach, con una nuova assemblea del clero programmata il 20 dicembre 1770.

Nel 1774 presenziò alla consacrazione di Luigi XVI di Francia nella cattedrale di Reims. Partecipò al conclave del 1774-1775 ove venne eletto Papa Pio VI. Nel 1784 divenne cardinale protopresbitero potendo dedicare più tempo ai suoi studi di scienze e astronomia. Le sue osservazioni, registrate a Sens, Fontainebleau e nella sua residenza di Versailles, vennero trascritte nei registri dell'Accademia delle Scienze tra il 1761 e il 1772. Nel 1768 pubblicò un memoriale sulle proprietà del mercurio nei barometri. Nel settembre del 1779 celebrò a Sens il suo giubileo episcopale d'oro con grande concorso di fedeli. Fu protettore in quest'epoca del Partito dei Foglianti, che erano anti-giansenisti moderati.

Morì a Parigi il 21 gennaio 1788. La sua salma venne esposta e poi sepolta nella cattedrale metropolitana di Sens. La sua orazione funebre venne pronunciata il 14 marzo successivo dall'abate Le Gris. Il 25 marzo 1794, durante la Rivoluzione Francese, la sua tomba venne profanata e le sue spoglie trasferite nel grande cimitero di Sens ove si trovano tutt'ora.[1]

Genealogia episcopale


Predecessore: Vescovo di Bayeux Successore: BishopCoA PioM.svg
François-Armand de Lorraine 17 agosto 1729 - 21 settembre 1753 Pierre-Jules-César de Rochechouard-Montigny I
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François-Armand de Lorraine {{{data}}} Pierre-Jules-César de Rochechouard-Montigny
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Jean-Joseph Languet de Gergy 26 novembre 1753 - 21 gennaio 1788 Etienne-Charles de Loménie de Brienne I
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Predecessore: Seggio 29 dell'Académie française Successore: Quadrato trasparente.png
André-Hercule de Fleury 1743 - 1788 Jean-Pierre Claris de Florian I
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André-Hercule de Fleury {{{data}}} Jean-Pierre Claris de Florian
Predecessore: Cardinale presbitero dei San Tommaso in Parione Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Battista Barni 2 agosto 1758 - 21 gennaio 1788 Giulio Gabrielli I
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Predecessore: Cardinale protopresbitero Successore: CardinalCoA PioM.svg
Marcantonio Colonna 1784 - 1788 Christoph Anton von Migazzi von Waal und Sonnenthurn I
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Marcantonio Colonna {{{data}}} Christoph Anton von Migazzi von Waal und Sonnenthurn
Note
  1. (EN) Dati (n.61) riportati nel sito The Cardinals of the Holy Roman Church
Bibliografia
  • Lorenzo Cardella Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa. Roma: Stamperia Pagliarini, 1793, vol. 9, p. 64 ss., online
  • Jean de Viguerie, Histoire et dictionnaire du temps des Lumières, Robert Laffont, collection «Bouquins», Parigi, 1995. ISBN 2221048105
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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