Basilica di Santa Maria del Popolo (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.
Basilica di Santa Maria del Popolo
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Piazza del Popolo Santa Maria del Popolo.jpg
Roma, Basilica di Santa Maria del Popolo
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Piazza del Popolo, 12 - 00187 Roma
Telefono +39 06 3610836
Fax +39 06 3203155
Posta elettronica SantaMariadelPopolo@VicariatusUrbis.org
Sito web

[http:// Sito ufficiale]

Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione basilicale
Dedicazione Maria Vergine
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.S.A.
Sigla Ordine reggente O.S.A.
Fondatore papa Pasquale II
Data fondazione 1099
Architetti

Andrea Bregno ricostruzione ed ampliamento nel 1472
Donato Bramante rifacimento del coro agli inizi del XVI secolo
Raffaello Sanzio progetto della Cappella Chigi
Gian Lorenzo Bernini restauro dell'edificio (1655 - 1660)

Stile architettonico Rinascimentale, barocco
Inizio della costruzione 1472
Completamento XIX secolo, inizio
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da {{{ConsacratoDa}}}
Titolo Santa Maria del Popolo (titolo cardinalizio)
Strutture preesistenti Mausoleo dei Domizi Enobarbi, tomba dell'imperatore Nerone
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali travertino
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°54′41″N 12°28′34″E / 41.91138, 12.47598 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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La Basilica di Santa Maria del Popolo è una chiesa di Roma, situata nel rione Campo Marzio, che si affaccia su Piazza del Popolo, dal quale prende il nome.

Venne affidata nel 1250 agli agostiniani perché lasciata libera dai frati minori francescani trasferitisi alla Basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio.

Storia

L'interno della chiesa

La chiesa ha origine da una piccola cappella, eretta da papa Pasquale II nel 1099, in seguito alla demolizione del Mausoleo dei Domizi Enobarbi, tomba dell'imperatore Nerone.

Nel 1227 la cappella fu ingrandita da Papa Gregorio IX, che vi fece trasportare dalla cappella del Santissimo Salvatore in Laterano l’immagine di Santa Maria del popolo, che ancora oggi si venera nella chiesa.

Dal 1250 la chiesa è officiata dai Padri Agostiniani, dapprima quelli della Tuscia e poi, dal 1472, da quelli della Congregazione Lombarda.

Nel XV secolo venne ricostruita ed ampliata, sotto Sisto IV, da Andrea Bregno, tra il 1472 ed il 1477, con un aspetto rinascimentale.

Interventi successivi furono quelli di:

Agli inizi del XIX secolo, per la sistemazione della piazza e del Pincio, fu sacrificato il vasto convento agostiniano, nel quale aveva soggiornato Martin Lutero durante la sua permanenza in Italia nei suoi anni giovanili.

La chiesa è parrocchia dal XVI secolo, quando papa Pio IV, con il decreto Sacri apostolatus del 1 gennaio 1561 creò la parrocchia di Sant'Andrea nella Chiesa di Sant'Andrea del Vignola e la unì in perpetuo alla chiesa agostiniana di piazza del Popolo, i cui religiosi dovevano occuparsi della parrocchia. Fu Papa Pio V che trasferì la parrocchia nella sua sede attuale.

La chiesa, dal 1587, è sede del titolo cardinalizio di Santa Maria del Popolo: l’attuale titolare è il cardinale Stanislaw Dziwisz.

Descrizione

Esterno

La facciata, rivestita di travertino, risale all’epoca di papa Sisto IV, il cui stemma è inserito nel timpano; fu poi modificata dal Bernini. Essa è tripartita con due ordini di lesene, e con tre portali, di cui quello centrale, sormontato nella lunetta da una Madonna col Bambino, è della bottega del Bregno.

Interno

L’interno della basilica è a tre navate con quattro cappelle per lato; termina con un ampio transetto, sul quale affacciano quattro cappelle, una cupola ed un profondo presbiterio.

Navata destra

Caravaggio, Crocefissione di san Pietro (1600 - 1601), olio su tela

Si incontrano i seguenti elementi:

  • Cappella Domenico Della Rovere, fatta erigere tra il 1488 ed il 1490 dal cardinale Domenico della Rovere, e dedicata a san Girolamo, i cui affreschi, descrittivi della sua vita, sono di Tiberio d'Assisi; la Natività con san Girolamo dell’altare è del Pinturicchio; nella cappella si trovano le tombe dei cardinali Giovanni de Castro (morto nel 1506) e Cristoforo (morto nel 1478) e Domenico della Rovere.
  • Cappella Cybo: cappella monumentale a croce greca, costruita nel XV secolo, decorata inizialmente dal Pinturicchio, e completamente trasformata da Carlo Fontana alla fine del XVII secolo per il cardinale Alderano Cybo; in essa si trovano le tombe dei cardinali Lorenzo e Alderano Cybo; la pala d’altare, raffigurante una Immacolata concezione con santi, è di Carlo Maratta.
  • Cappella Basso Della Rovere, edificata intorno al 1484 dal cardinale Girolamo Basso della Rovere, e decorata da allievi della scuola del Pinturicchio; il pavimento è quello originale del XV secolo.
  • Cappella Costa, acquistata dal cardinale Giorgio Costa nel 1488; il trittico marmoreo, raffigurante i Santi Caterina, Vincenzo e Antonio da Padova, è della scuola del Bregno.

Transetto

Il transetto presenta due altari principali ai suoi estremi, disegnati entrambi dal Bernini. Su esso affacciano quattro cappelle, due per ciascuno dei lati a fianco del presbiterio. Le principali cappelle sono:

  • la Cappella Cerasi, una delle più importante della basilica; in essa si trovano due delle principali opere del Caravaggio, la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro; la pala d’altare, raffigurante l’Assunzione della Vergine è di Annibale Carracci;
  • la Cappella Theodoli, con la tela dell’altare raffigurante Santa Caterina d'Alessandria di Giulio Mazzoni, cui si attribuiscono anche gli stucchi che decorano la volta della cappella.

Presbiterio e coro

L’altare maggiore fu fatto eseguire dal cardinale Antonio Maria Sauli nel 1627; a lui si deve anche la decorazione dell’arco trionfale, ove in stucco è rappresentata la Leggenda della fondazione della chiesa. L’altare include la tavola del XIII secolo, in stile bizantino, raffigurante la Madonna del popolo. Nei pressi dell’altare, a destra, vi sono resti di marmo con decorazione cosmatesca e data del 1263.

Il coro fu ristrutturato dal Bramante agli inizi del XVI secolo; in esso si trovano due capolavori di Andrea Sansovino, i monumenti funebri dei cardinali Ascanio Sforza e Girolamo Basso Della Rovere. Nella volta si trovano affreschi del Pinturicchio (1508-10), mentre le vetrate, raffiguranti episodi della vita di Maria e di Gesù, sono di Guillaume de Marcillat (1509).

Navata sinistra

Cappella Chigi, l'interno opera di Raffaello.

Vi si trovano i seguenti monumenti:

  • Cappella Cybo-Soderini, in cui è collocato un crocifisso ligneo del XV secolo; le pitture delle pareti e della volta con Storie della croce, angeli e profeti sono di Pieter van Lint;
  • Cappella Mellini; la pala d’altare con Vergine e san Nicola da Tolentino è di Agostino Masucci]]; ai lati tombe dei cardinali Savio Mellini di Pierre-Etienne Monnot e Garcia Mellini di Alessandro Algardi;
  • Cappella Chigi, costruita su progetto di Raffaello per il banchiere Agostino Chigi nel il 1513-1514 e restaurata dal Bernini per il cardinale Fabio Chigi (futuro Papa Alessandro VII) tra il 1652 ed il 1656; l’ambiente è ricco di pitture e sculture di Raffaello, Bernini, Lorenzetto, Francesco Salviati, Sebastiano del Piombo, Raffaello da Montelupo e Raffaele Vanni;
  • Cappella del battistero, con antiche opere di Andrea Bregno provenienti dal primitivo altare maggiore.


Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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