Beato Matteo Guimerà di Agrigento

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Beato Matteo de Gallo, O.F.M.
Vescovo
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Beato

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Titolo
Età alla morte circa 74 anni
Nascita Agrigento
1376 ca.
Morte Palermo
7 gennaio 1450
Sepoltura
Appartenenza
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Vestizione 1391
Professione religiosa 1394
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Ordinazione presbiterale 1400
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Consacrazione vescovile 30 giugno 1443
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a Cardinale
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Cardinale elettore
Ruoli ricoperti Vescovo di Agrigento
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° vescovo di Roma
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 21 febbraio 1767, da Clemente XIII
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 7 gennaio
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 7 gennaio, n. 11:
« A Palermo, transito del beato Matteo Guimerá, vescovo di Agrigento, dell'Ordine dei Minori, cultore e propugnatore del Santissimo Nome di Gesù. »
(Santo di venerazione particolare o locale)

Beato Matteo de Gallo o Guimerà (Agrigento, 1376 ca.; † Palermo, 7 gennaio 1450) è stato un religioso e vescovo italiano.

Biografia

Nacque ad Agrigento. Entrò nell'Ordine serafico nel 1391-92 nel convento di San Francesco d'Assisi di Agrigento dove emise la professione religiosi nel 1394. Fu poi inviato a Bologna per gli studi teologici, li coronò a Barcellona dove probabilmente conseguì il titolo di Magister e fu ordinato Sacerdote nel 1400.

Negli anni 1405-1416, come maestro dei novizi o magister professionis, visse nel convento di sant'Antonio in Padova, per poi tornare in Spagna fino alla fine dei 1417.

Tornò in Italia nel 1418 per incontrare san Bernardino da Siena forse a Mantova durante il Capitolo Generale e il nostro aderì all'Osservanza, propugnata dal grande senese.

Nel 1425 Papa Martino V concesse a padre Matteo il permesso di fondare dei conventi dell'Osservanza. Tra questi citiamo quello di Santa Maria di Gesù di Messina e di Palermo quello di san Nicolò di Agrigento, di san Vito, di Cammarata, di Caltagirone, di Siracusa. Così anche in Spagna fondò due conventi a Barcellona. Nel suo ordine fu vicario provinciale nel 1425-27 e poi nel 1428-30. Nel 1432 fu nominato Commissario Generale della provincia di Sicilia, carica durata fino al 1440.

Fu nominato vescovo di Agrigento da Papa Eugenio IV il 17 settembre 1442, venne consacrato il 30 giugno 1443 nella chiesa madre di Sciacca dal vescovo ausiliare Nicola dell'arcivescovo di Palermo.

Per la sua generosità verso i poveri venne accusato presso la Santa Sede di dilapidare i beni della Chiesa, infatti secondo varie testimonianze egli rinunciò a tutti i proventi ecclesiastici in favore dei poveri, riservandosi soltanto lo stretto necessario per se e per quelli che lo coadiuvavano. Oltre a questo venne accusato di godere di una donna carnalmente. Nel processo svoltosi alla corte pontificia si dimostrò l'innocenza del vescovo Matteo e il Papa lo assolse da ogni accusa e gli confermò la sua fiducia restituendogli la sede episcopale.

Ma le maldicenze continuarono, nessuno è profeta in patria, tanto che dopo essersi consigliato con Bernadino da Siena, nel 1445 rinunciò al vescovado.

Morì in Palermo il 7 gennaio 1450.


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Bernardo Bosco 17 settembre 1442 - 1445 Antonio Ponticorona I
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