Papa Clemente XII

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Clemente XII
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Papa
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al secolo Lorenzo Corsini
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Titolo
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Età alla morte 87 anni
Nascita Firenze
7 aprile 1652
Morte Roma
6 febbraio 1740
Sepoltura Basilica di San Giovanni in Laterano
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Consacrazione arcivescovile 18 giugno 1690 dal card. Flavio Chigi senior
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Creazione
a Cardinale
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a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
17 maggio 1706 da Clemente XI (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
prima dell'elezione
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pseudocardinale
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
246° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
12 luglio 1730
Consacrazione 16 luglio 1730
Fine del
pontificato
6 febbraio 1740
(per decesso)
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore Benedetto XIII
Successore Benedetto XIV
Extra Encicliche
Immagini
Anni di pontificato
Nomine
Cardinali 35 creazioni in 15 concistori
Proclamazioni Venerabili Beati Santi
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Eventi Nessun Giubileo indetto
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Altre ricorrenze
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Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
Dati su gcatholic.org
Dati su catholic-hierarchy.org
(EN) Scheda su Salvador Miranda
Scheda su santiebeati.it
Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini (Firenze, 7 aprile 1652; † Roma, 6 febbraio 1740) è stato il 246° vescovo di Roma e papa italiano, in carica dal 1730 alla sua morte.

Biografia

Aristocratico fiorentino, figlio di Bartolomeo ed Elisabetta Strozzi, era stato avvocato e gestore delle finanze sotto i pontefici precedenti. È famoso per aver fatto costruire la nuova facciata di San Giovanni in Laterano e aver acquistato la collezione di antichità del cardinale Albani, per la Galleria Pontificia.

Sotto papa Benedetto XIII, le finanze degli Stati Pontifici erano state consegnate nelle mani del cardinale Coscia e di altri membri della Curia, che le avevano lasciate in cattive condizioni. Dopo quattro mesi di deliberazioni, il Collegio dei Cardinali scelse come papa il cardinale Lorenzo Corsini, di 78 anni, che aveva retto tutti gli incarichi più importanti della Curia Romana.

In quanto Corsini, e con una Strozzi come madre, il nuovo papa rappresentava una famiglia di altissimo livello della società fiorentina, rappresentata da cardinali per ogni generazione nel secolo precedente.

Corsini era un avvocato, laureato all'Università di Pisa, che aveva esercitato la professione sotto l'abile guida dello zio, cardinale Neri Corsini. Dopo la morte di questi e del padre, nel 1685, Lorenzo, all'epoca trentatreenne, sarebbe diventato il capo della famiglia Corsini. Egli invece rinunciò al suo diritto di primogenitura e acquistò da papa Innocenzo XI per 30.000 scudi, secondo le consuetudini dell'epoca, una posizione da prelato, dedicando il suo patrimonio all'allargamento della biblioteca ereditata dallo zio.

Nel 1696 Corsini venne nominato tesoriere-generale e governatore di Castel Sant'Angelo. La sua fortuna aumentò durante il pontificato di papa Clemente XI, che impiegò il suo talento a corte e lo ricompensò con la berretta cardinalizia (17 maggio 1706), mantenendo i suoi servigi come tesoriere pontificio.

Fece ulteriore carriera sotto papa Benedetto XIII, che lo nominò prefetto del tribunale giudiziario noto come Segnatura di Giustizia. Divenne successivamente cardinale presbitero del titolo di San Pietro in Vincoli e cardinale vescovo di Frascati.

Benché ormai cieco e costretto nel suo letto, dal quale dava udienza e conduceva gli affari dello stato, seppe circondarsi di funzionari capaci, molti dei quali suoi parenti, ma fece poco per la famiglia, ad eccezione dell'acquisto di un grosso palazzo costruito a Trastevere per i Riarii, ora noto come Palazzo Corsini (sede dell'Accademia dei Lincei). Nel 1754 suo nipote, cardinale Neri Corsini, vi fondò la famosa Biblioteca Corsini.

Le sue prime mosse come papa furono indirizzate a ripristinare le finanze dello stato. Clemente XII chiese la restituzione di alcune somme, da parte dei ministri che avevano abusato della confidenza del suo predecessore. Il principale colpevole, il cardinale Coscia, venne multato pesantemente e condannato a dieci anni di prigione. Le finanze pontificie vennero migliorate anche attraverso il ripristino del lotto nel 1732, che era stato soppresso dalla severa moralità di Benedetto XIII. A chi gli rimproverò la scelta, obiettò che gli introiti sarebbero serviti per opere pubbliche ed opere di carità. Ben presto riuscì a versare nelle casse del tesoro una somma annua che ammontava a quasi mezzo milione di scudi, che gli permise di intraprendere il vasto programma di costruzioni per il quale viene principalmente ricordato, ma che non fu mai in grado di vedere.

Una competizione per la maestosa facciata di San Giovanni in Laterano, forse più signorile che ecclesiastica, venne vinta dall'architetto Alessandro Galilei (completata nel 1735), e Clemente fece erigere in quell'antica basilica una magnifica cappella, dedicata ad un suo parente del XIII secolo, Sant'Andrea Corsini. Fece restaurare l'Arco di Costantino e costruire il palazzo governativo della "Consulta", sul colle Quirinale. Acquistò dal cardinale Albani, per 60.000 scudi, una famosa collezione di statue, iscrizioni e altro, e la aggiunse alla Galleria del Campidoglio. Pavimentò le vie di Roma e le strade che portavano in città, oltre ad ampliare il Corso. Diede il via ai lavori per la Fontana di Trevi, uno dei più noti monumenti di Roma, con il suo trionfale barocco. Durante il suo pontificato venne ampliato il porto di Ancona, che venne dichiarato porto franco. Clemente XII chiamò Luigi Vanvitelli a progettare e seguire i lavori nel porto di Ancona, cosa che il celebre architetto fece con grande efficacia, prolungando il molo costruito dall'imperatore Traiano e realizzando una grande isola artificiale pentagonale, sulla quale costruì una struttura polifunzionale, sia lazzaretto, sia opera di protezione militare, sia frangiflutti. In seguito a questi lavori lo Stato della chiesa ebbe un ottimo sbocco sull'Adriatico; Clemente XII, come già l'imperatore Traiano quasi sedici secoli prima, aveva nuovamente dato a Roma uno sbocco marittimo verso l'Oriente. Il porto di Ancona venne poi collegato alla capitale con una strada che ancora oggi è detta via Clementina. Verso il Mediterraneo occidentale utilizzò come porto di Roma lo scalo di Civitavecchia. Con l'ampliamento dei due porti Roma si proponeva nuovamente, come nell'antichità classica, centro del Mediterraneo.

Fece prosciugare le paludi malariche della Chiana, vicino al Lago Trasimeno.

Dal punto di vista politico però, questo non fu un periodo di successi per l'autorità pontificia tra i poteri secolari d'Europa. Quando fallì il tentativo da parte delle forze pontificie di catturare l'antica e indipendente Repubblica di San Marino, Clemente XII disconobbe l'azione arbitraria del suo legato, cardinale Alberoni, ripristinando l'indipendenza dello stato. Egli ritirò inoltre le pretese pontificie sui ducati di Parma e di Piacenza.

Nelle questioni ecclesiastiche, Clemente XII emanò la bolla In eminenti apostolatus, pubblicata il 28 aprile 1738, primo decreto pontificio contro la massoneria. Canonizzò San Vincenzo de'Paoli e procedette con vigore contro i giansenisti francesi. Lavorò per la riunione della Chiesa cattolica con quella ortodossa, ricevette il patriarca della Chiesa copta e persuase il Patriarca armeno a rimuovere l'anatema contro il Concilio di Calcedonia e papa Leone I. Inviò Giuseppe Simone Assemani ad oriente, con il duplice scopo di continuare la sua ricerca di manoscritti e di presiedere come legato sul concilio nazionale dei Maroniti.

La sua maestosa tomba si trova a San Giovanni in Laterano, mentre un cenotafio si trova nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini.

Genealogia episcopale e successione apostolica

Girolamo Ticciati, Busto di papa Clemente XII; Firenze, Cappella Corsini di Santo Spirito


Predecessore: Arcivescovo titolare di Nicomedia Successore: Stemma arcivescovo.png
- 10 aprile 1690 - 15 maggio 1706 Luca Melchiore Tempi I
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- {{{data}}} Luca Melchiore Tempi
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Susanna Successore: Stemma cardinale.png
Daniello Marco Delfino 25 giugno 1706 - 12 dicembre 1720 José Pereira de Lacerda I
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Daniello Marco Delfino {{{data}}} José Pereira de Lacerda
Predecessore: Camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali Successore: Camerlengo.gif
Giovanni Maria Gabrielli 19 febbraio 1710 - 26 gennaio 1711 Francesco Acquaviva d'Aragona I
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Giovanni Maria Gabrielli {{{data}}} Francesco Acquaviva d'Aragona
Predecessore: Presidente del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Bernardino Scotti 22 novembre 1720 - 12 luglio 1730? Antonio Felice Zondadari senior I
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Bernardino Scotti {{{data}}} Antonio Felice Zondadari senior
Predecessore: Cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli Successore: Stemma cardinale.png
Lorenzo Casoni 16 dicembre 1720 - 19 novembre 1725 Gianantonio Davia I
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Lorenzo Casoni {{{data}}} Gianantonio Davia
Predecessore: Cardinale vescovo di Frascati Successore: Stemma cardinale.png
Francesco Pignatelli 19 novembre 1725 - 12 luglio 1730 Pietro Ottoboni I
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Francesco Pignatelli {{{data}}} Pietro Ottoboni
Predecessore: Papa Successore: Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Benedetto XIII 12 luglio 1730 - 6 febbraio 1740 Papa Benedetto XIV I
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Bibliografia
  • Alberto Caracciolo, Enciclopedia dei Papi, III, Roma, 2000, pp. 439-446.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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