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Papa Lino

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San Lino
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Consacrazione 67
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Predecessore San Pietro
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Nomine
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Ricorrenza 23 settembre
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Attributi
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Collegamenti esterni
Dati su gcatholic.com
Scheda su santiebeati.it
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Nel Martirologio Romano, 23 settembre, n. 3:
«
A Roma, commemorazione di san Lino, papa, al quale, come scrive sant'Ireneo, i beati Apostoli affidarono la cura episcopale della Chiesa fondata a Roma e che san Paolo Apostolo ricorda come suo compagno. »
 

San Lino (in latino Linus; Volterra ?, ... – Roma, 23 settembre 76 ?) è stato un papa latino, primo successore di San Pietro alla guida della comunità cristiana di Roma e, dunque, il secondo papa.

Indice

Biografia

Sulla sua vita si hanno poche notizie oggettive. Il Liber Pontificalis afferma che Lino era originario della Tuscia, e che il nome di suo padre era Herculanus; ma non è possibile verificare l'origine di questa asserzione; secondo Johann Heinrich Zedler, era originario di Volterra. In questa cittadina della Tuscia, nel 1480, fu edificata una chiesa sul luogo in cui si riteneva sorgesse la sua casa. Trasferitosi a Roma per ragioni di studio, si convertì presto al Cristianesimo. Nell'Urbe conobbe anche San Paolo che, come sopra specificato, sembra accennasse a lui nella seconda lettera a Timoteo: «Ti salutano Tubulo, Pudente, Lino, Claudia e tutti i fratelli». A Roma avrebbe sostituito San Pietro nei periodi della sua assenza dalla città.

Sempre secondo il Liber Pontificalis, sembra che, "in conformità con quanto disposto da San Pietro", Lino abbia prescritto alle donne di entrare in chiesa con il capo coperto. Senza dubbio questa prescrizione è apocrifa; l'autore del Liber Pontificalis la copiò dalla Prima Lettera di Paolo ai Corinzi (11,5) e la attribuì arbitrariamente al primo successore dell'Apostolo a Roma. Lino introdusse nel canone della messa la parte detta Comunicantes e aggiunse alla veste, come simbolo dell'autorità papale, il pallio, una striscia di lana bianca a croci nere.

Durante il suo pontificato, sotto il quale si successero cinque imperatori, Nerone, Servio Sulpicio Galba, Otone, Vitellio e Tito Flavio Vespasiano, Lino ebbe a che fare con l'eresia di Simon Mago, continuata dal discepolo Menandro, e quella degli ebioniti, giudeo-cristiani che praticavano l'osservanza della legge mosaica.

L'avvenimento più importante verificatosi durante il suo pontificato fu certamente la conclusione della guerra giudaica con la distruzione, da parte dei romani, del Tempio di Gerusalemme.

Il Liber Pontificalis sostiene che sarebbe stato martirizzato il 23 settembre del 76, mediante decapitazione, per decreto del console Saturnino, ma il fatto sembra privo di fondamento, dal momento che in quel periodo non si ha notizia di persecuzioni contro i cristiani. Inoltre, Ireneo indicò come martire fra i primi vescovi romani solamente Telesforo.

La festa liturgica di san Lino si celebra il 23 settembre.

La tomba del papa

Il Liber Pontificalis riferisce anche che Lino, dopo la sua morte, fu seppellito sul Colle Vaticano, accanto all'apostolo Pietro. Non sappiamo se l'autore avesse qualche prova decisiva a supporto di questa affermazione però, come Pietro fu certamente sepolto ai piedi del Colle Vaticano, è lecito supporre che anche i primi vescovi della Chiesa romana furono inumati in quella zona. Secondo Torrigio[1] quando in San Pietro fu costruita l'attuale confessione (1615), furono rinvenuti dei sarcofagi, e fra loro ve ne era uno con su scritta la parola Linus. La spiegazione data dal Severano di questa scoperta[2] fu che, probabilmente, tali sarcofagi contenevano i resti dei primi vescovi di Roma, e che quello con l'iscrizione era il luogo di sepoltura di papa Lino. Questa spiegazione fu accettata, in seguito, da diversi autori. Ma da un manoscritto del Torrigio si evince che sul sarcofago in questione c'erano altre lettere accanto alla parola Linus, così che il nome poteva essere un altro (come Aquilinus, Anullinus, ecc.).

Lino secondo papa

Tutti gli antichi elenchi dei vescovi di Roma che sono giunti fino a noi grazie ad Ireneo di Lione, Giulio Africano, Ippolito, Eusebio di Cesarea ed il Catalogo Liberiano del 354, posizionano il nome di Lino immediatamente dopo quello di Pietro. Questi elenchi furono redatti a posteriori basandosi su una lista dei vescovi romani che esisteva al tempo di papa Eleuterio (approssimativamente tra il 174 e il 189). Secondo Ireneo, papa Lino è il Lino menzionato da Paolo di Tarso nella sua seconda lettera a Timoteo (4,21). Il brano di Ireneo (Adversus haereses, III, III 3) recita:

«
Dopo che gli apostoli Pietro e Paolo fondarono ed organizzarono la Chiesa (a Roma), essi conferirono l'esercizio dell'ufficio episcopale a Lino. »
 

Naturalmente, non possiamo sapere se questa identificazione del papa come il Lino menzionato nella lettera paolina, risalga ad una fonte antica ed affidabile, o si sia originata più tardi grazie alla somiglianza del nome.

L'ufficio di Lino, secondo gli elenchi papali che ci sono arrivati, durò solamente dodici anni. Il Catalogo Liberiano afferma che durò, per l'esattezza, dodici anni, quattro mesi, e dodici giorni. Le date fornite da questo catalogo, dal 56 al 67, non sono probabilmente corrette. Forse proprio tenendo conto di queste date gli scrittori del IV secolo sostenevano che Lino era stato a capo della comunità romana durante la vita dell'apostolo. Ma questa ipotesi non ha fondamenti storici. In base ai calcoli di Ireneo sulla Chiesa romana nel II secolo, è fuori dubbio che Lino sia stato scelto come guida della comunità cristiana di Roma solo dopo la morte dell'apostolo. Per questa ragione il suo pontificato si fa iniziare nell'anno della morte degli apostoli Pietro e Paolo.

Successione degli incarichi

Predecessore: Papa Successore: [[Immagine:|30px]]
San Pietro
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Anacleto I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
San Pietro {{{data}}} Anacleto
Note
  1. Torrigio, Le sacre grotte Vaticane, Viterbo, 1618, 53
  2. Severano, Memorie delle sette chiese di Roma, Roma, 1630, 120
Bibliografia
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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