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Papa Giovanni XXIII

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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Beato Giovanni XXIII, T.O.F.
John 23 coa.svg
Papa
al secolo Angelo Giuseppe Roncalli
Beato
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Oboedientia et Pax
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Titolo
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Età alla morte 82 anni
Vestizione [[{{{aVest}}}]]
Professione religiosa [[{{{aPR}}}]]
Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale {{{O}}}
Ordinazione presbiterale Roma, 10 agosto 1904 da mons. Giuseppe Ceppetelli
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Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Consacrazione arcivescovile {{{C}}}
Consacrazione arcivescovile 3 marzo 1925 dal card. Giovanni Tacci Porcelli
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Arcivescovo dal {{{elevato}}}
Patriarca dal 15 gennaio 1953
Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
12 gennaio 1953 da Pio XII (vedi)
Cardinale elettore Errore nell'espressione: operatore <= inatteso
Ruoli ricoperti Patriarca di Venezia
Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
261° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
28 ottobre 1958
Consacrazione 4 novembre 1958
Fine del
pontificato
3 giugno 1963
(per decesso)
Segretario Loris Francesco Capovilla
Predecessore papa Pio XII
Successore papa Paolo VI
Extra Encicliche
Immagini
Anni di pontificato
Nomine Vescovi
Cardinali 52 creazioni in 5 concistori
Proclamazioni Venerabili Beati Santi
Antipapi {{{antipapi}}}
Riconoscimenti
Iter verso la Canonizzazione
Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione 3 settembre 2000, da Giovanni Paolo II
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza 3 giugno
Altre ricorrenze 11 ottobre (Arcidiocesi di Milano e Diocesi di Bergamo)
Santuario principale {{{santuario principale}}}
Attributi {{{attributi}}}
Patrono di {{{patrono di}}}
Collegamenti esterni
Sito ufficiale o di riferimento
Biografia su vatican.va
Dati su gcatholic.com
Dati su catholic-hierarchy.org
Scheda su santiebeati.it
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Nel Martirologio Romano, 3 giugno:
«
A Roma, beato Giovanni XXIII, papa: uomo dotato di straordinaria umanità, con la sua vita, le sue opere e il suo sommo zelo pastorale cercò di effondere su tutti l’abbondanza della carità cristiana e di promuovere la fraterna unione tra i popoli; particolarmente attento all’efficacia della missione della Chiesa di Cristo in tutto il mondo, convocò il Concilio Ecumenico Vaticano II. »
 

Il Beato Giovanni XXIII, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli (Brusicco, 25 novembre 1881Città del Vaticano, 3 giugno 1963) è stato il 261° Vescovo di Roma e papa italiano a partire dal 28 ottobre 1958 fino alla morte. Fu Terziario Francescano. È ricordato con l'affettuoso appellativo di "Papa buono".

Indice

Biografia

Le origini

Nato da Giovanni Battista Roncalli e da Mariana Mazzola, quarto di tredici fratelli, veniva - a differenza del suo predecessore, Eugenio Pacelli, che era di stirpe nobile - da una famiglia di umili origini: i suoi parenti lavoravano infatti come mezzadri. Questo non gli impedì di studiare presso il seminario minore di Bergamo, per poi vincere una borsa di studio e trasferirsi al Seminario dell'Apollinare di Roma, attuale Pontificio Seminario Romano Maggiore, ove completò brillantemente gli studi e fu ordinato prete nella chiesa di Santa Maria in Monte Santo, in Piazza del Popolo, nel 1905.

Nel 1901 il futuro papa era stato coscritto ed arruolato nel settantatreesimo reggimento fanteria, brigata Lombardia, di stanza a Bergamo, come cappellano militare.

I primi passi nella carriera ecclesiastica

Nel 1905 fu scelto dal nuovo vescovo di Bergamo, Monsignor Giacomo Radini-Tedeschi, quale segretario personale. Roncalli si segnalò per la dedizione, la discrezione e l'efficienza. A sua volta Radini-Tedeschi rimarrà sempre guida ed esempio per Angelo Roncalli.

Roncalli restò al fianco di Monsignor Radini-Tedeschi fino alla morte di questi il 22 agosto 1914, durante questo periodo egli si dedicò altresì all'insegnamento della Storia della Chiesa presso il seminario di Bergamo.

Fu richiamato nel 1915, a guerra iniziata, nella sanità militare e ne fu poi congedato col grado di tenente cappellano.

Nel 1921 Papa Benedetto XV lo nominò prelato domestico (che gli valeva l'appellativo di monsignore) e presidente del Consiglio Nazionale Italiano dell' Opera della Propagazione della Fede.

Le missioni diplomatiche

Nel 1925 Papa Pio XI lo nominò Visitatore Apostolico in Bulgaria, elevandolo al grado di vescovo e affidandogli il titolo della diocesi di Areopoli. Si trattava di una diocesi antica della Palestina, una cosiddetta diocesi in partibus infidelium, ossia, semplicemente, un titolo disponibile per attribuire il rango di vescovo - in questo caso a Roncalli - senza dovere affidare al prescelto le cure pastorali di una diocesi effettiva. Roncalli, che di fatto per incarico del Papa avrebbe viaggiato, e molto, scelse come motto episcopale Oboedientia et Pax, frase che divenne il simbolo del suo operato.

Durante la missione in Bulgaria dovette affrontare la spinosa questione del matrimonio tra il Re bulgaro Boris III ortodosso e la figlia del re d'Italia Vittorio Emanuele III, Giovanna di Savoia. Papa Pio XI aveva infatti concesso la dispensa alla condizione che il matrimonio si celebrasse secondo il rito cattolico e i figli della copia fossero educati nella fede romana. Invece, dopo la cerimonia cattolica ad Assisi, il 25 ottobre 1930, la coppia reale si sposò pure con rito ortodosso a Sofia con immensa irritazione del Pontefice. Tale rabbia fu accresciuta dal battesimo ortodosso dei figli della coppia a partire da Maria Luisa nel gennaio del 1933.

Nel 1935 fu nominato Delegato Apostolico in Turchia e Grecia. Questo periodo della vita di Roncalli, che coincise con la II guerra mondiale è ricordato in particolare per i suoi preziosi interventi a favore degli ebrei in fuga dagli Stati europei occupati dai nazisti.

Nel 1944, Papa Pio XII lo nominò Nunzio Apostolico a Parigi. Fra i suoi maggiori successi a Parigi si segnalò la riduzione del numero di vescovi di cui il Governo francese reclamava l'epurazione in quanto compromessi con il regime di Vichy. Egli riuscì a fare sì che Pio XII fosse costretto ad accettare soltanto le dimissioni di tre vescovi (quelli di Mende, Aix e Arras), oltre quello di un vescovo ausiliare di Parigi di tre vicari apostolici delle colonie d'Oltremare. Quando in seguito divenne Cardinale, il presidente francese reclamò un antico privilegio riservato ai monarchi francesi e gli consegnò personalmente la berretta Cardinalizia durante una cerimonia al Palazzo dell'Eliseo.

Il Patriarcato di Venezia

Nel 1953, oltre a essere creato Cardinale nel concistoro del 12 gennaio di quell'anno, fu chiamato al soglio di San Marco, come Patriarca di Venezia.

Già durante questo periodo si segnalò per alcuni gesti di apertura. Fra i tanti va ricordato il messaggio che egli inviò al Congresso del PSI - partito ancora alleato del PCI i cui sostenitori erano stati scomunicati da Papa Pio XII -, quando nel 1956 i socialisti si riunirono nella città lagunare.

Giovanni XXIII e Il cardinale Montini

L'elezione

Elezione

A seguito della morte di Papa Pio XII, Roncalli, con sua grande sorpresa, fu eletto Papa il 28 ottobre 1958.

Secondo alcuni analisti sarebbe stato scelto principalmente per un unica ragione: la sua età. Dopo il lungo pontificato del suo predecessore, i cardinali avrebbero perciò scelto un uomo che presumevano, per via della sua età avanzata e della modestia personale, sarebbe stato un Papa di "transizione". Ciò che giunse inaspettato era il fatto che il calore umano, il buon umore e la gentilezza di Giovanni XXIII, oltre alla sua esperienza diplomatica, avrebbero conquistato l'affetto di tutto il mondo, in un modo che i suoi predecessori non avevano mai ottenuto.

Egli sceglierà quale segretario privato Loris Francesco Capovilla, che già lo assisteva quale Patriarca di Venezia. Il Capovilla resterà, dopo la morte di Roncalli, un fedele custode della sua memoria.

Il pontificato

Già nel dicembre 1958 Papa Giovanni provvide a integrare il Collegio cardinalizio, che a causa dei rari concistori di Pio XII era ormai numericamente assai ridotto. Il nuovo Papa mostrò, fin da subito, un tratto di novità, in effetti egli portò il numero massimo di cardinali a settantacinque, superando il tetto di settanta cardinale ormai fermo da secoli.

Il suo Pontificato fu segnato da episodi indelebilmente registrati dalla memoria popolare, oltre che da un'aneddotica celeberrima e vastissima. I suoi "fuori programma", talvolta strepitosamente coinvolgenti, riempirono quel vuoto di contatto col popolo che le precedenti figure pontificie avevano accuratamente preservato come modo di comunicazione distante e immanentistica del "Dio in Terra", qual era il ruolo dogmatico del Pontefice.

Per il primo Natale da Papa visitò i bambini malati dell'ospedale romano Bambin Gesù, ove con intima e contagiosa dolcezza benedisse i piccoli, alcuni dei quali lo avevano scambiato per Babbo Natale.

Il giorno di Santo Stefano sempre del suo primo anno di pontificato, il 26 dicembre 1958, visitò i carcerati nella prigione romana di Regina Coeli, dicendo loro: "Non potete venire da me, così io vengo da voi...Dunque eccomi qua, sono venuto,m'avete visto; io ho fissato i miei occhi nei vostri, ho messo il cuor mio vicino al vostro cuore..". Memorabilmente, accarezzò il capo dell'omicida che, disperato, inaspettatamente gli si buttò ai piedi domandandogli se vi fosse per lui speranza.

Quando la First Lady degli Stati Uniti, Jacqueline Kennedy, arrivò in Vaticano per incontrarlo, egli iniziò a provare nervosamente le due formule di benvenuto che gli era stato consigliato di usare: "Mrs Kennedy, Madame" o "Madame, Mrs Kennedy". Quando la First Lady arrivò, comunque, per il divertimento della stampa, abbandonò entrambe e le corse incontro appellandola semplicemente, "Jackie!".

Il Concilio Vaticano II e l'ecumenismo

Il radicalismo di Papa Giovanni XXIII non si fermava all'informalità. Fra lo stupore dei suoi consiglieri e vincendo le remore e le resistenze della parte conservatrice della Curia, indisse un concilio ecumenico, meno di novant'anni dopo il controverso Concilio Vaticano I.

Mentre i suoi aiutanti stimavano di dover impiegare almeno un decennio per i preparativi, Giovanni XXIII progettò di tenerlo nel giro di mesi.

Il 4 ottobre del 1962, ad una settimana dall'inizio del Concilio, Giovanni XXIII si reco in pellegrinaggio a Loreto e Assisi (Roncalli era dall'età di 14 anni terziario francescano) per affidare le sorti dell'imminente Concilio alla Madonna e a san Francesco. Per la prima volta, dall' unità d'Italia un papa varcava i confini del Lazio ripercorrendo quei territori che anticamente erano appartenuti allo Stato pontificio, il breve tragitto chilometrico ripristinò l'antica figura del papa pellegrino che i suoi successori sapranno portare a pieno compimento. La gente accolse favorevolmente questa iniziativa affollando non solo i due santuari méta del tragitto (ad Assisi persino i frati salirono sui tetti antistanti la basilica), ma anche le varie stazioni dove sostò il treno papale.

Giovanni XXIII incontrò al Vaticano il Reverendissimo Geoffrey Francis Fisher, Arcivescovo di Canterbury, per circa un'ora il 2 dicembre 1960. Fu la prima volta in oltre 400 anni che un capo della Chiesa Anglicana visitava il Papa.

Papa Giovanni XXIII scomunicò Fidel Castro il 3 gennaio 1962 in linea con un decreto del 1949 di Pio XII, che vietava ai cattolici di appoggiare governi comunisti.

Il discorso della luna, date una carezza...

Uno dei più celebri discorsi di Papa Giovanni, forse una delle allocuzioni in assoluto più celebri della storia della Chiesa, è quello che ormai si conosce come "il discorso della Luna".

L' 11 ottobre 1962, in occasione della serata di apertura del Concilio, piazza San Pietro era gremita di fedeli che, se pur non comprendendo a fondo il valore teologico dell'avvenimento, ne percepivano la storicità, la fondamentalità, la difficoltà, ed erano nel luogo che simboleggia il Cattolicesimo, la piazza appunto. A gran voce chiamato ad affacciarsi, cosa che non si sarebbe mai immaginata possibile richiedere al papa precedente, Roncalli davvero si sporse, a condividere con la piazza la soddisfazione per il raggiungimento del primo traguardo: si era arrivati ad aprirlo, il Concilio.

Il discorso a braccio fu poetico, dolce, semplice, e pur tuttavia conteneva elementi del tutto innovativi.

Nel momento che avrebbe dato un nuovo corso alla religione cattolica, con un richiamo straordinario salutò la Luna "Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera (..) Osservatela, in alto, a guardare questo spettacolo...", salutò i fedeli della sua diocesi (il papa è anche il vescovo di Roma), e si produsse in un atto di umiltà forse senza precedenti, asserendo tra le altre cose "la mia persona conta niente, è un fratello che parla agli altri fratelli divenuto padre per volontà dello Spirito, ma tutti insieme paternità e fraternità è grazia di Dio". E, sulla linea dell'umiltà, impartì un ordine da pontefice con il parlare di un curato: "Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: "Questa è la carezza del Papa". Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto."

Il papa ora viveva con la piazza dei fedeli, ne condivideva la serata di fine estate, ne partecipava la sofferenza e la "maraviglia" per quella Luna inattesa; la Chiesa era davvero molto più comunitaria di quanto non fosse mai stata in passato. I fedeli avevano il Papa fra loro, con loro. Proprio ciò per cui il Concilio era stato voluto.

La morte

Morte
Sarcofago di vetro di Giovanni XXIII, nella Basilica di San Pietro in Vaticano

Sin dall'agosto - settembre 1962, prima ancora dunque dell'apertura del Concilio, si erano manifestati i primi segni della malattia fatale: un tumore allo stomaco, patologia che aveva già colpito altri fratelli del Papa.

Pur visibilmente provato dal progredire del cancro, Papa Giovanni firmò l'11 aprile 1963 l'enciclica Pacem in terris e, un mese più tardi, l'11 maggio 1963 ricevette dal Presidente della Repubblica italiana Antonio Segni il premio Balzan per il suo impegno in favore della pace. Fu il suo ultimo impegno pubblico.

Il Papa si spense infatti dopo un'agonia di vari giorni la sera del 3 giugno 1963. Dal Concilio Vaticano II, che Giovanni XXIII non vide dunque terminare, si sarebbero prodotti negli anni successivi fondamentali cambiamenti che avrebbero dato una nuova connotazione al cattolicesimo moderno; gli effetti più immediatamente visibili consistettero nella riforma liturgica, in un nuovo ecumenismo e infine in un nuovo approccio al mondo e alla modernità.

La beatificazione

Giovanni XXIII fu dichiarato beato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000. Il Martirologio Romano indica come data di culto il 3 giugno, mentre le diocesi di Bergamo e Milano ne celebrano la memoria locale l'11 ottobre, anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962).

In generale, ai fini della beatificazione, la Chiesa cattolica ritiene necessario un miracolo: nel caso di Giovanni XXIII, ha ritenuto miracolosa la guarigione improvvisa, avvenuta a Napoli il 25 maggio 1966, di suor Caterina Capitani, delle Figlie della Carità, affetta da una gastrite ulcerosa emorragica gravissima, che l'aveva ridotta in fin di vita.

La malattia era iniziata nel 1964, nel 1965 le erano stati asportati la milza e quasi tutto lo stomaco, ma le condizioni della malata continuavano a peggiorare; il 14 maggio 1966 era comparsa una fistola, dalla quale fuoriuscivano i liquidi e gli alimenti ingeriti.

Il 22 maggio suor Caterina ricevette l'Estrema Unzione, insieme a una reliquia di Papa Giovanni XXIII, e iniziò a recitare una novena di preghiere insieme alle Consorelle, invocando il "miracolo della guarigione per la glorificazione del Servo di Dio".

Il 25 maggio, l'inferma si sentì chiamare per nome, e le apparve Papa Giovanni dicendole: "Suor Caterina, mi hai pregato e molte suore lo hanno fatto...me lo avete strappato dal cuore questo miracolo: non hai più nulla...mangia tutto come prima, non temere, vai dal Professore e fai mettere in scritto la testimonianza, fai le radiografie perché un giorno serviranno, poi vieni a Roma a pregare sulla mia tomba". Le raccomandò inoltre di recitare il Rosario, dicendo: "Io, da Papa, dicevo il rosario intero alla Madonna".

I medici constatarono la scomparsa dei sintomi e della fistola, al posto della quale la pelle era tornata liscia, pulita e bianca. Caterina riprese subito una vita normale. Gli esami e le radiografie cui si sottopose confermarono la sua guarigione. Il professor Giuseppe Zannini, direttore dell’istituto di semeiotica chirurgica dell'Università di Napoli, che l'aveva in cura, dichiarò[1]:

«
Affermo che non ho mai visto una cosa del genere, né posso immaginare come ciò sia potuto accadere. Non trovo modo di spiegare scientificamente quello che è accaduto. Sono un medico e ho seguito il caso con la freddezza del medico. Sono stato anche più pignolo e scrupoloso dopo che mi hanno raccontato dell'apparizione di Papa Giovanni. Sono pienamente convinto che si tratta di una guarigione assolutamente inspiegabile, al di fuori delle leggi fisiologiche e dell'esperienza umana. Il fatto che resista da tanti anni, senza ricadute, la rende ancora più inspiegabile e insieme importante. »
 

La guarigione è stata dichiarata scientificamente inspiegabile dalla Consulta Medica della Congregazione per le Cause dei Santi; i Consultori teologi e i Padri, Cardinali e Vescovi della Congregazione hanno riconosciuto gli estremi del miracolo di III grado, e Giovanni Paolo II lo ha approvato come tale con decreto del 27 gennaio 2000[2].

Suor Caterina è morta a Napoli il 1° aprile 2010, all'età di 68 anni, dopo aver trascorso un'esistenza normale al servizio del prossimo.

Encicliche di Giovanni XXIII

Pacem in terris

Giovanni XXIII firma l'enciclica "Pacem in Terris"

L'enciclica di Giovanni Vigesimo Terzo resta tuttora un brano fondamentale della teologia cattolica sul versante della socialità e della vita civile. Ed è per altro verso comunque un brano fondamentale anche per la cultura sociale occidentale (anche laica) del Novecento, un testo la cui lettura (peraltro discretamente agevole) è necessaria per la comprensione di alcune tracce della politica vaticana e di quella occidentale.

Letta nelle titolazioni dei suoi capoversi, parrebbe un documento pressoché statutario, costituzionale, di organica classificazione di diritti e doveri. Letta storicamente, invece, contiene in sé elementi che valsero di "force de frappe" per superare l'immobilismo nei rapporti idealistici fra Chiesa e Stati, allora praticamente stagnante.

Il richiamo alle necessità dello stato sociale, mentre nel mondo occidentale cominciavano ad essere proposti schemi di capitalismo oltranzista sullo stile statunitense, giungeva in piena guerra fredda, con nazioni europee intente a pagare anche politicamente ed amministrativamente i tributi della disfatta e per questo più inclini a considerare (ciò che sarebbe stato anche strumento di facilitazione gestionale per i governi) riduzioni delle spese pubbliche per assistenza.

Per contro, l'enciclica non andava certo verso proposte di stato che da sociale potesse divenire socialista, e ristorava il ruolo di centralità dell'uomo, di libero pensiero e intendimento, ragione e motore delle scelte ideali ed obiettivo della socialità. Vale la pena di riportare il punto 5:

«
In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio che ogni essere umano è persona cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili »
 

La pace, oggetto fondamentale e dichiarato dell'enciclica, può sorgere solo dalla riconsiderazione, in senso forse "particulare" o forse meglio umanistico, del valore dell'uomo "singolo individuo" che non può annientarsi al cospetto dei sistemi, siano essi capitalistici o socialisti. È la poco ricordata "terza via", anche detta "via del buon senso", oggi riscoperta da sempre più persone e gruppi, ma già al tempo ben definita.

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo Titolare di Areopoli Successore: Bishopcoa.png
Paolo Emilio Bergamaschi 3 marzo 1925 - 30 novembre 1934 Michael Joseph Keyes I
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Paolo Emilio Bergamaschi {{{data}}} Michael Joseph Keyes
Predecessore: Delegato apostolico per la Bulgaria Successore: Flag of Bulgaria (1948-1967).svg
nessuno 16 ottobre 1931 - 12 gennaio 1935 Mario Rizzi I
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nessuno {{{data}}} Mario Rizzi
Predecessore: Vescovo Titolare di Mesembria Successore: Bishopcoa.png
Carlo Margotti 30 novembre 1934 - 12 gennaio 1953 Silvio Angelo Pio Oddi I
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Carlo Margotti {{{data}}} Silvio Angelo Pio Oddi
Predecessore: Delegato apostolico per la Turchia Successore: Flag of Turkey.svg
Angelo Rotta 12 gennaio 1935 - 23 dicembre 1944 Andrea Cassulo I
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Angelo Rotta {{{data}}} Andrea Cassulo
Predecessore: Delegato apostolico per la Grecia Successore: Flag of Greece.svg
Carlo Margotti 12 gennaio 1935 - 23 dicembre 1944 Giovanni Mariani I
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Carlo Margotti {{{data}}} Giovanni Mariani
Predecessore: Nunzio apostolico per la Francia Successore: Flag of France.svg
Valerio Valeri 12 gennaio 1935 - 23 dicembre 1944 Paolo Marella I
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Valerio Valeri {{{data}}} Paolo Marella
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Prisca Successore: Kardinalcoa.png
Adeodato Giovanni Piazza 12 gennaio 1953 - 28 ottobre 1958 Giovanni Urbani I
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Adeodato Giovanni Piazza {{{data}}} Giovanni Urbani
Predecessore: Patriarca di Venezia Successore: Primatenoncardinal.png
Carlo Agostini 15 gennaio 1953 - 28 ottobre 1958 Giovanni Urbani I
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Carlo Agostini {{{data}}} Giovanni Urbani
Predecessore: Prefetto della Congregazione per i Vescovi Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Eugenio Pacelli 1958-1963 Giovanni Battista Montini I
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con
Eugenio Pacelli {{{data}}} Giovanni Battista Montini
Predecessore: Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Eugenio Pacelli 1958-1963 Alfredo Ottaviani I
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con
con
Eugenio Pacelli {{{data}}} Alfredo Ottaviani
Predecessore: Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali Successore: Coat of arms of the Vatican City.svg
Eugenio Pacelli 1958-1963 Giovanni Battista Montini I
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con
Eugenio Pacelli {{{data}}} Giovanni Battista Montini


Predecessore: Papa Successore: [[Immagine:|30px]]
Papa Pio XII
Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Paolo VI I
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con
Papa Pio XII {{{data}}} Papa Paolo VI
Note
  1. Medjugorje online
  2. L'Osservatore Romano del 3 settembre 2000 online
  3. Vaticano online
  4. Vaticano online
  5. Vaticano online
  6. Vaticano online
  7. Vaticano online
  8. Vaticano online
  9. Vaticano online
  10. Vaticano online
Bibliografia
Collegamenti esterni
  • Sito web Sul paese natale e i luoghi legati al futuro Papa

Suggerimenti



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