Beata Filippa Mareri

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Beata Filippa Mareri, F.S.F.M.
Religiosa
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Beata Filippa Mareri (XIII secolo), affresco
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Età alla morte circa 46 anni
Nascita Petrella Salto
1190 ca.
Morte Assisi
16 febbraio 1236
Sepoltura
Appartenenza
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Professione religiosa XIII secolo
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Creazione
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerata da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 1247, da Innocenzo IV
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 16 febbraio
Altre ricorrenze
Santuario principale Santuario di Santa Filippa Mareri a (Petrella Salto)
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di Sulmona
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 16 febbraio, n. 4:
« A Borgo San Pietro in Abruzzo, beata Filippa Mareri, vergine, che, rigettate le ricchezze e i fasti del mondo, abbracciò all'interno di una proprietà della sua famiglia il modello di vita di santa Chiara da poco introdotto. »
(Santo di venerazione particolare o locale)

Beata Filippa Mareri (Petrella Salto, 1190 ca.; † Assisi, 16 febbraio 1236) è stata una religiosa e fondatrice italiana della congregazione delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri.

Biografia

Nacque, verso la fine del XII secolo, nel castello di famiglia a Borgo San Pietro, centro sito nel comune di Petrella Salto (Rieti), lungo la via che da Assisi portava a Roma, dalla nobile famiglia dei Mareri: il fratello Tommaso Mareri, infatti, ebbe importanti cariche politiche, come quella di podestà a Forlì, o di vicario imperiale in Romagna e in Puglia; principalmente alla sua azione, poi, si deve la fondazione della città delll'Aquila.

Fondamentale fu per Filippa l'incontro con san Francesco d'Assisi che l'avviò alla vita monastica. La sua famiglia ostacolò questa scelta per cui Filippa fuggì da casa insieme ad alcune compagne e si rifugiò nei pressi di Mareri, sopra l'abitato di Piagge, in quella che oggi viene chiamata Grotta di Santa Filippa e vi rimase circa tre anni, fino al 1228 quando i due fratelli le donarono il castello con l'annessa chiesa di san Pietro de Molito.

Filippa si trasferì nella tenuta con le sue compagne e vissero secondo la regola indicata da san Francesco per santa Chiara e le monache di San Damiano.

La cura spirituale del monastero venne affidata al beato Ruggero da Todi dallo stesso San Francesco, sotto la sua guida il monastero diventò scuola di santità e la fondatrice maestra di vita spirituale. La comunità era intenta al culto e alla lode di Dio, la vita liturgica, la lettura e lo studio della Bibbia. Accanto all'attività spirituale il lavoro era tenuto in grande considerazione unitamente al servizio dei poveri e all'apostolato. Nel monastero venivano preparate medicine da distribuire gratuitamente ai malati.

Beata Filippa morì nel suo monastero il 16 febbraio 1236.

Il papa Inocenzo IV nella bolla del 1247 la chiama Santa e tale titolo è confermato dal papa Benedetto XVI nel 2007.

Culto

Filippa Mareri morì il 16 febbraio 1236 e la sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi, mentre cominciarono a registrarsi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Il titolo di Santa[1] compare la prima volta in una bolla di Papa Innocenzo IV nel 1247, appena 11 anni dopo la sua morte.

Nel 1706 in una ricognizione delle sue spoglie venne ritrovato il suo cuore incorrotto, che è conservato oggi in un reliquiario di argento, mentre le sue spoglie sono conservate nel monastero di Borgo San Pietro nella Valle del Salto.

Note
  1. Nonostante l'appellativo usuale di "santa", ufficialmente è considerata solo "beata"
Bibliografia
  • Mario Sgarbossa, I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, II edizione, Edizioni Paoline, Milano, 2000, ISBN 88-315-1585-3. p. 102
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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