Giuseppe Maria Spina

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Giuseppe Maria Spina
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Cardinale
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al secolo
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Titolo cardinalizio
Età alla morte 72 anni
Nascita Sarzana
11 marzo 1756
Morte Roma
13 novembre 1828
Sepoltura Cattedrale di Palestrina
Appartenenza
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Vestizione [[]]
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Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale
Ordinazione presbiterale 13 novembre 1796
Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
nominato vescovo 13 Agosto 1829
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nominato patriarca
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Consacrazione vescovile
Consacrazione vescovile 30 settembre 1798 dal cardinal Francisco Antonio de Lorenzana y Butrón
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Elevazione ad Arcivescovo 10 giugno 1798
Elevazione a Patriarca
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Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
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Proclamazioni
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Collegamenti esterni
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Giuseppe Maria Spina (Sarzana, 11 marzo 1756; † Roma, 13 novembre 1828) è stato un cardinale e arcivescovo italiano.

Cenni biografici

Nacque a Sarzana l'11 marzo 1756, figlio unico del marchese Giovanni Francesco Spina e di Eugenia Maria Spina.

Conseguì il dottorato in utroque iure il 10 dicembre 1780 presso l'Università di Pisa, dove aveva studiato a partire al 1776.

Fu poi a Roma dove completò la sua formazione giuridica con l'avvocato e giurista Lancellotti. Intraprese quindi la carriera ecclesiastica. Ricevette la tonsura il 30 marzo 1787. Nel 1793 divenne referendario e nel 1796 fu nominato assistente del decano del Collegio dei giudici del Tribunale della Segnatura Apostolica di giustizia, mons. Pio Antonio Martínez. Durante l'occupazione francese ritornò al paese natale dove fu ordinato il 13 novembre 1796. Ritornò a Roma non appena la situazione politica lo permise.

Ebbe l'incarico dal Segretario di Stato cardinale Giuseppe Doria di preparare l'esilio di Pio VI a Siena e poi nella Certosa di Firenze. Seguì quindi il pontefice nelle peripezie del suo esilio prima a Siena e poi a Firenze, assumendo il ruolo di maggiordomo papale.

Fu eletto arcivescovo titolare di Corinto il 10 giugno 1798; fu consacrato presso la chiesa della Certosa di Firenze il 30 settembre seguente, alla presenza del papa, dal cardinale Francisco Antonio de Lorenzana y Butrón, arcivescovo di Toledo, assistito dal nunzio presso la corte toscana noms. Antonio Maria Odescalchi (Ch) e dal vescovo di Grosseto mons. Fabrizio Selvi (Ch), vescovo di Grosseto. Nel 1799 seguì il papa nella sua deportazione in Francia. Giunti al confine francese non gli fu permesso di seguire Pio VI che proseguì per Valence da solo. In seguito Spina poté raggiungerlo. Qui fu a fianco del papa nei suoi ultimi momenti di vita, gli impartì l'estrema unzione e lo vide morire il 14 luglio. Il prelato ne fu l'esecutore testamentario, ne sigillò il feretro e ne celebrò le esequie. Immediatamente avvertì del decesso il cardinale camerlengo decano del Sacro Collegio, per indire il conclave. Era suo desiderio riportare la salma a Roma e nel mese di ottobre incontrò il generale Napoleone Bonaparte, di ritorno dalla spedizione in Egitto, ma non ottenne il permesso di trasferire il feretro e il pontefice fu seppellito nel cimitero locale. Si recò quindi a Venezia dove si tenne il conclave, portando con se l'Anello del pescatore del defunto pontefice.

Dopo il ritorno del governo pontificio a Roma, papa Pio VII lo nominò pro-segretario della Congregazione per gli Affari di Francia. Su richiesta del primo console, Napoleone Bonaparte, fu scelto per condurre la delegazione pontificia che a Parigi trattò i negoziati dell'insediamento legale della Santa Sede. Partì da Roma il 21 settembre 1800, a Vercelli il 5 ottobre fu raggiunto dal cardinale Carlo Giuseppe Filippo della Martiniana e dal teologo e il futuro cardinale padre Carlo Francesco Caselli O.S.M.; giunsero a Parigi il 5 novembre. I negoziati condotti con l'abate Étienne Alexandre Bernier (Ch), rappresentante di Bonaparte, furono molto laboriosi e lunghi. Nel 20 giugno dell'anno seguente alla delegazione si aggiunse il cardinal Ercole Consalvi. L'insediamento legale fu firmato il 15 luglio. Con la firma degli accordi fu possibile rimpatriare la salma di Pio VI, con grande sollievo del prelato che in punto di morte aveva promesso al pontefice di riportare i suoi resti a Roma. La salma fu esumata, sempre sotto la direzione del prelato, il 25 dicembre 1801 e fu da lui traslata a Roma dove si tennero i solenni funerali in Vaticano il 17 febbraio 1802.

Fu creato cardinale in pectore nel concistoro del 23 febbraio 1801 e pubblicato nel concistoro del 29 narzo 1802. Ricevette il berretto rosso con il titolo di cardinale presbitero di sant'Agnese fuori le mura il 1º aprile. Il 24 maggio gli fu assegnata la sede metropolitana di Genova. La Repubblica di Genova era in quel momento annessa all'impero francese e Napoleone lo nominò cappellano della principessa Paolina Borghese. Nel 1810 fu di nuovo a Parigi dove assistette con altri undici cardinali al secondo matrimonio dell'imperatore. Dal 5 giugno a 17 agosto 1811, sempre a Parigi, partecipò al Consiglio nazionale dei vescovi francesi, cercando di ottenere la liberazione di papa Pio VII dalla sua prigionia in Savona.

Il 16 marzo 1815 fu nominato esaminatore dei vescovi in diritto canonico. Ancora in quell'anno ebbe il privilegio di ospitare a Genova papa Pio VII dal 22 marzo al 7 giugno. Il 22 settembre 1815 fu nominato amministratore apostolico di Brugnato, sua diocesi natale. L'anno seguente divenne legato pontificio della legazione apostolica di Forlì. Rassegnò il governo pastorale dell'arcidiocesi di Genova, il 13 dicembre 1816. Nel 1818 fu legato a Bologna dal 11 agosto. Nel 1820 assunse la sede suburbicaria di Palestrina. Fu plenipotenziario della Santa Sede al congresso diplomatico di Lubiana del maggio 1821 e di quello di Verona dell'ottobre 1822. Partecipò al conclave del 1823 che vide l'elezione di papa Leone XII. Da questi fu richiamato a Roma e lasciò Bologna prima del 1º dicembre 1824. Divenne prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica il 15 gennaio 1825 e il 14 dicembre 1827 assunse la carica di cardinale protettore di comunità monastica di Montecassino dell'Ordine di San Benedetto.

Morì a Roma il 13 novembre 1828 e fu esposto nella chiesa di sant'Andrea delle Fratte, dove si tennero i funerali. Fu sepolto nella cattedrale di Palestrina.

Genealogia episcopale

Predecessore: Arcivescovo titolare di Corinto Successore: ArcbishopCoA PioM.svg
Ippolito Antonio Vincenti Mareri 10 giugno 1798 - 24 maggio 1802 Dionisio Ridolfini Conestabile I
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Ippolito Antonio Vincenti Mareri {{{data}}} Dionisio Ridolfini Conestabile
Predecessore: Arcivescovo metropolita di Genova Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Giovanni Lercari 24 maggio 1802 - 13 dicembre 1816 Luigi Lambruschini, B. I
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Giovanni Lercari {{{data}}} Luigi Lambruschini, B.
Predecessore: Cardinale presbitero di Sant'Agnese fuori le mura Successore: CardinalCoA PioM.svg
Luigi Valenti Gonzaga 24 maggio 1802 - 21 febbraio 1820 Dionisio Bardaxí y Azara I
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Luigi Valenti Gonzaga {{{data}}} Dionisio Bardaxí y Azara
Predecessore: Amministratore apostolico di Brugnato Successore: BishopCoA PioM.svg
Giovanni Luca Solari
(vescovo)
22 settembre 1815 - 25 novembre 1820 Luigi Scarabelli, C.M.
(vescovo)
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Giovanni Luca Solari
(vescovo)
{{{data}}} Luigi Scarabelli, C.M.
(vescovo)
Predecessore: Cardinale vescovo di Palestrina Successore: CardinalCoA PioM.svg
Diego Innico Caracciolo di Martina 21 febbraio 1820 - 13 novembre 1828 Francesco Bertazzoli I
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Diego Innico Caracciolo di Martina {{{data}}} Francesco Bertazzoli
Predecessore: Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica Successore: Emblem Holy See.svg
Pietro Francesco Galleffi 15 gennaio 1825 - 13 novembre 1828 Giovanni Francesco Falzacappa I
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Pietro Francesco Galleffi {{{data}}} Giovanni Francesco Falzacappa
Bibliografia

Suggerimenti



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