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Questa pagina presenta tutti i template liturgia delle domeniche del Tempo Dopo Epifania che appaiono nel box liturgia del giorno della pagina principale, per il Tempo Dopo Epifania.

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Domeniche del Tempo Dopo Epifania

II Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Lettura - Nm 20,2.6-13: L'acqua di Meriba.
    Un momento drammatico nel cammino degli ebrei nel deserto: manca l'acqua. Di qui sconforto e dubbi di fede anche nei due fratelli e guide del popolo. Ma, in modo sorprendente, Mosè riesce a dare abbondante acqua (scoperta anche per qualche traccia e per le qualità del suo bastone?). Tutto fu interpretato come segno della «gloria di Dio santo in mezzo a loro».
  • Salmo - Sal 95[94],1-2.6-9 - Rit.: Noi crediamo, Signore, alla tua parola.
  • Vangelo - Gv 2,1-11: Il segno alle nozze di Cana.
    Un'acqua per i riti della legge antica diventa abbondanza di vino ottimo e da ultima ora! in un contesto di gioia e di dramma, Gesù assume il posto dello sposo (come Dio era lo sposo di Israele) e Maria quello del direttore del banchetto (anche il banchetto richiamava le nozze future tra Dio e il suo popolo). Maria interviene perché Gesù inizi la sua missione di salvezza, la sua «ora», quella che si doveva compiere con il versamento di «acqua, sangue e Spirito» dal suo corpo crocifisso. A Cana Gesù diede il primo segno della sua «gloria». Anche all'ultimo Maria sarà presente. L'evangelista, con la sua arte, collega le due pagine di quella gloria.
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  • Vangelo - Gv 2,1-11: Il segno alle nozze di Cana.
    Un'acqua per i riti della Torah diventa vino ottimo, sovrabbondante e da ultima ora! In un contesto di gioia e di dramma Gesù assume il posto dello sposo (come Dio sposo di Israele) e Maria quella del direttore di un banchetto reale, ma anche simbolico. Ella interviene perché il misterioso suo figlio inizi la sua missione di salvezza e di amore, la sua «ora», quella che si doveva concludere con versamento di «acqua, sangue e Spirito» dal suo corpo crocifisso. A Cana Gesù diede il primo segno della sua «gloria». Anche all'ultimo Maria sarà presente e l'evangelista collega artisticamente i due momenti di quella storia umano-divina. Gesù e Maria siano presenti anche nelle gioie e dolori delle nostre famiglie.
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  • Lettura - Est 5,1-1c.2-5: Intercessione di Ester presso il re e invito al banchetto.
    Ester va dal re Artaserse per intercedere a favore del suo popolo. In lei riconosciamo prefigurata l'intercessione di Maria a Cana. Contempliamo in Ester una bellezza non solo esteriore, ma interiore, donatale dalla profondità della sua preghiera.
  • Salmo - Sal 45[44],11-12.14-15.17-18 - Rit.: Intercede la regina, adorna di bellezza.
  • Epistola - Ef 1,3-14: In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.
    A Cana Gesù manifesta la sua gloria e i discepoli credono in lui. Il testo di Paolo agli Efesini ci consente di comprendere in cosa consista questa gloria: è il rivelarsi del disegno salvifico di Dio, che ci vuole santi e innamorati nella carità.
  • Vangelo - Gv 2,1-11: Il segno alle nozze di Cana.
    Dopo la manifestazione ai Magi e quella presso il Giordano, ecco la terza Epifania di Gesù. A Cana si rivela come lo Sposo, venuto a donare il vino nuovo del Regno. L'obbedienza alla sua Parola ci introduce in una comunione piena ed eterna con Dio.

III Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Epistola - 2Cor 8,7-15: La carità fraterna nella Chiesa, continuazione del dono di Dio.
    Paolo esorta i fedeli di Corinto a dare effettiva attuazione alla colletta verso la Chiesa povera di Gerusalemme («quest'opera generosa»), che essi da tempo avevano voluto e intrapreso. Questo realizza una vera uguaglianza tra i discepoli del Signore, a imitazione di quello che Egli ha fatto («da ricco che era...»).
  • Vangelo - Lc 9,10b-17: Il segno della moltiplicazione dei pani.
    A differenza del dono della manna, proporzionato al bisogno degli Israeliti, nel miracolo della moltiplicazione c'è un'eccedenza («furono portate via dodici ceste») nella quale si preannuncia il dono eucaristico con cui Gesù avrebbe sfamato di sé non solo la folla dei presenti, ma l'umanità di sempre.
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  • Epistola - 2Cor 9,7-14: La carità fraterna nella Chiesa è continuazione del dono di Dio.
    Il mistero di Dio è gratuità e dono; egli vuole che i suoi figli abbondino dei suoi beni, il suo modo di essere ci chiede pertanto di farci mediatori dei suoi doni, senza accaparrarli per noi, ma condividendoli con l'atteggiamento di chi dona con gioia.

IV Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Canto al Vangelo - cfr. Sal 65[64],8:
    Signore, tu plachi il fragore del mare, il fragore dei suoi flutti, il tumulto dei popoli.
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  • Epistola - Rm 8,28-32: Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.
    La Chiesa di Roma era formata da ebrei e pagani convertiti; a tutti Paolo vuole infondere una forte speranza pur in mezzo alle acque agitate della vita (egli stesso era già stato in prigione più volte). Il brano odierno risente del suo entusiasmo per il piano divino di salvezza. Dio vuole, per sé, portare tutti a condividere la vita gloriosa del vero suo Figlio dato a morte per noi. Dio infatti è tutto per l'uomo! Non sempre ciò appare così, ma la fede sia forte e diventi lode eucaristica.
  • Vangelo - Lc 8,22-25: La manifestazione della signoria di Cristo sulla creazione: la tempesta sedata.
    Simpatico racconto sul Signore che riesce anche a dormire col lago in tempesta e sulla fede agitata dei poveri discepoli che lo svegliano. Alla fine essi intuiscono: il loro addormentato Maestro stupisce, rimprovera e salva come il Dio dell'esodo! Dopo la Pasqua comprenderanno ancora meglio la signoria di Gesù anche sulla morte (spesso nella Bibbia le masse d'acqua richiamavano la morte). Il racconto coinvolge anche la barca della nostra vita di quaggiù.
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  • Canto al Vangelo - cfr. Sal 107[106],29-30:
    Il Signore ridusse la tempesta al silenzio, tacquero le onde del mare. Al vedere la bonaccia essi gioirono, ed egli li condusse al porto sospirato.

V Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Epistola - Rm 4,13-17: La promessa ad Abramo in virtù della fede.
    Sulla scia di Isaia 66, Paolo ricorda la gloria del popolo ebraico, discendente di Abramo. Ma sorprende e precisa: questa gloria non dipende innanzitutto dall'obbedienza alla pur divina legge, del resto incapace di portare vera salvezza ai peccatori, ma da una fede come quella di Abramo: fede in un Dio capace di dare vita anche ai morti (come già fece con il Crocifisso). Questa fede nel Dio della vita è aperta a tutti e può trovarsi dappertutto, sia pure in forme diverse.
  • Vangelo - Gv 4,46-54: La signoria di Cristo sulla vita: il secondo segno a Cana per il figlio del funzionario.
    Per l'evangelista, Gesù si sposta più volte tra nord e sud della Palestina per la salvezza di Giudei, di Samaritani e anche di servi di re come Erode Antipa. Il racconto odierno esprime la capacità di Gesù di dare vita ai poveri mortali, come a Cana aveva ridato gioia a sposi in difficoltà. Il brano ricorda anche l'importanza della fede nel Dio della vita, che Gesù rappresentava, una fede capace anche di vincere qualche resistenza del Signore (come quella di Maria a Cana).
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VI Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Lettura - 1Sam 21,2-6a.7ab: Davide, il sacerdote Achimèlec e i pani dell’offerta.
    Un racconto molto antico sulle vicende drammatiche di Davide. Incalzato dalla furia omicida di Saul, egli fugge e arriva presso una tenda di un sacerdote addetto alle cose sacre. Da lui Davide, affamato, riceve pani sacri per i suoi compagni di fuga, purché anch'essi fossero un po' puri almeno da contatti recenti con prostitute. Per la loro fame quel sacerdote compie un gesto di bontà superando leggi rituali.
  • Salmo - Sal 43[42],1.3-5 - Rit.: La tua verità, Signore, sia luce al mio cammino.
  • Vangelo - Mt 12,9b-21: La potenza taumaturgica di Cristo e la sua filantropia: la mano inaridita.
    Gesù si appella anche a ragione e buon senso per superare rigide mentalità su riti e sabati. A lui preme la salvezza di ogni uomo, fosse anche un immondo paralizzato. Del resto il sabato doveva servire alla festa di tutti. Il suo comportamento urtava gli uomini della legge, ma attirava folle bisognose di pietà e amore. Ma dalle folle Gesù non voleva pubblicità: il suo stile era quello preannunciato dal Padre suo nel libro di Isaia: a servizio della giustizia salvifica di Dio, non della propria gloria.
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VII Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Vangelo - Mt 9,27-35: Gesù andava per tutte le città e i villaggi curando ogni infermità.
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  • Canto al Vangelo - cfr. Mc 5,19b:
    Va' e annuncia ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te.
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  • Canto al Vangelo - cfr. Mt 9,2b:
    Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati, dice il Signore.

Penultima Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Epistola - Rm 7,1-6a: In Cristo siamo liberati dalla legge per non essere più adulteri, ma appartenere a lui.
    Paolo parla della liberazione anche dalla schiavitù dell'antica legge, perché, da sola e con i divieti, essa addirittura stimolava a vivere secondo la «carne»! Egli esprime tale liberazione anche con il paragone della donna svincolata dalla legge per la morte del marito. In analogia: mediante la fede battesimale noi siamo uniti alla morte di Cristo e viviamo con lui una vita nuova, quella secondo lo «Spirito» e produciamo frutti per Dio e per la vera Vita.
  • Vangelo - Gv 8,1-11: L'adultera.
    Brano famoso di incerta origine, ma fin dall'antichità inserito nel Vangelo di Giovanni. È forte il contrasto fra la gente della legge, fanaticamente interpretata, e l'agire di Gesù. C'è pure una fine ironia, con la quale il Signore smaschera anche il vero cuore di quella gente. Così egli libera in profondità quella donna, simbolo dell'umanità segnata dal male.
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  • Epistola - Gal 2,19-3,7: Il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato sé stesso per me.
    La lettera è molto polemica e tende a tenere salda la fede nel Cristo crocifisso e risorto dei cristiani gàlati (Asia Minore), inclini invece a tornare nel Giudaismo e sotto la vecchia legge. È Gesù infatti e non la pur divina legge il vero segno dell'amore di Dio solidale con l'uomo! Da qui anche i doni dello Spirito Santo, forza per una vita nuova e di amore vero. Già Abramo divenne giusto davanti a Dio innanzitutto per la fede nelle opere sue, non nelle proprie.
  • Vangelo - Lc 7,36-50: La peccatrice in casa di Simone, il fariseo.
    Brano sconvolgente, che gioca sul contrasto tra parole e gesti di un fariseo, uomo della legge, e una donna fuori legge. Gesù e l'evangelista con la sua arte illustrano la differenza tra quanto appariva e il cuore, tra una bellezza esteriore e quella vera, tra la logica delle opere umane e quella della fede nelle opere di Dio: questa ottiene anche il perdono dei peccati. La pagina può scandalizzarci, ma ci apre tutti all'Evangelii gaudium! Quel fariseo invece avrà ancora invitato Gesù a pranzo? Ed io?
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  • Epistola - 1Tim 1,12-17: Gesù è venuto a salvare i peccatori, dei quali io sono il primo, e ha chiamato al ministero me che per l’innanzi fui bestemmiatore.
    Ricordando la propria esperienza personale, Paolo non può riconoscervi altro che il manifestarsi di una misericordia sovrabbondante. In quanto ha vissuto, sa discernere quello che è il desiderio di Dio per tutti i peccatori: usare loro misericordia.
  • Canto al Vangelo - cfr. 1Gv 4,10:
    Dio ci ha amati per primo e ha mandato il suo Figlio a liberarci dai nostri peccati.
  • Vangelo - Mc 2,13-17: La chiamata di Levi, il pubblicano.
    Quanto vissuto da Paolo si ripropone in Levi Matteo, anch'egli raggiunto dalla misericordia di Gesù gratuitamente, mentre sta «suduto al banco» del suo peccato. E da Levi Matteo la misericordia si espande a tutti i peccatori con cui Gesù «siede» alla stessa mensa.

Ultima Domenica

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Lettura - Os 1,9a; 2,7b-10.16-18.21-22: L'attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.
    Vissuto intorno al 740 a.C., questo profeta ha lasciato una delle più belle pagine della Bibbia, qui riassunta: il suo popolo, chiamato qui «loro madre» e «sposa infedele di Dio», amava più idoli come Ba'al, che non il vero Dio, suo sposo fedele e generoso. Ma Dio, con severità e dolcezza, tornerà a parlare al cuore della sua sposa e farà in modo che essa torni a Lui. La valle di Acor è presso Gerico e il suo nome richiamava «afflizione»; ma qui diventa segno di gioia.
  • Salmo - Sal 103[102],1-4.8.10 - Rit.: Il Signore è buono e grande nell'amore.
  • Vangelo - Lc 15,11-32: Il figlio perduto e ritrovato.
    Tre cammini da scoprire in questo capolavoro di Gesù: quello del figliol prodigo, che con le sue illusorie pretese finisce tra porci e gente egoista, ma poi, con umiltà, ritrova la via verso il Padre; quello del figlio maggiore, che resta chiuso nel suo «io» e nei suoi meriti e quindi anche verso il Padre e il fratello; e quello del Padre, che ascolta, attende, «esce anche a supplicare», vuol fare gioiosa festa. La parabola non è conclusa, «io» la devo concludere: entro o no a quella festa di famiglia?
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  • Lettura - Is 54,5-10: Ti riprenderò con immenso amore, dice il Signore che ti usa misericordia.
    Israele in esilio a Babilonia (586 - 538 a.C.) si sente come una donna ripudiata dal suo sposo e Signore; Ma il profeta, dopo aver annunciato il ritorno in patria e la ripresa di nuova vita (mediante il re persiano Ciro e un misterioso Servo di Dio e uomo dei dolori), proclama coraggiosamente che Dio è uno sposo fedele e appassionato: dopo un breve periodo di abbandono, riprenderà per sempre l'alleanza con la sua sposa. Crederci non era facile, non lo è mai (quante ombre nella storia di Israele e di tutti!) ma la Parola rimane in eterno.
  • Salmo - Sal 130[129],1-5.7 - Rit.: L'anima mia spera nella tua parola.
  • Vangelo - Lc 18,9-14: Il pubblicano e il fariseo.
    Ancora un gioco di contrasti: da una parte una preghiera apparentemente bella e ben iniziata, ma poi carica di orgoglio e disprezzo per un peccatore; dall'altra quella si un pubblicano (esattore di tasse, spesso disonesto e servo del potere). La parabola non dice tutto: serve solo a raccomandare ancora una volta l'importanza fondamentale della fede umile davanti a Dio, da qualsiasi cuore provenga. Dio lo riconosce giusto e lo esalta; la logica umana e spesso diversa.
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  • Epistola - 2Cor 2,5-11: La carità nella Chiesa verso i peccatori.
    Paolo esorta i Corinzi a perdonare un fratello peccatore, facendo prevalere verso di lui la carità su altri possibili sentimenti. Pare anzi che, secondo lui, a tenerci sotto il potere di satana non sia tanto il peccare, quanto l'incapacità di perdonare.
  • Canto al Vangelo - cfr. 1Gv 4,16; 3,20:
    Noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi, se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
  • Vangelo - Lc 19,1-10: La conversione di Zaccheo.
    Zaccheo cerca di vedere Gesù. Luca ci aiuta a capire che vederlo davvero significa conoscere la sua misericordia e il suo perdono, che trasformano radicalmente la nostra vita. Gesù non solo perdona Zaccheo, ma lo fa rinascere, rendendolo una persona nuova.

Feste del Signore

anno A anno B anno C
DE Santa Famiglia modifica
  • Epistola - Col 3,12-21: Rivestitevi di sentimenti di misericordia: mogli, mariti, figli, genitori.
    Pagina con una sintesi del cammino degno di una grande famiglia come la Chiesa di Colossi (attuale Turchia). Sulla fede nell'amore di Dio in Cristo doveva crescere una comunità d'amore forte e generoso. Così pure nella piccola chiesa che era una famiglia cristiana di allora. Questa, pur riflettendo ancora usanze dell'epoca, vi doveva immettere uno spirito nuovo sempre valido.
  • Vangelo - Lc 2,22-3: Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
    Un piccolo squarcio su una famiglia dentro consuetudini del suo popolo. Gesù, a dodici anni, comincia ad esprimere il suo mistero personale, sorprendendo i dottori della Torah e gli stessi suoi parenti più vicini; anche questi stentano a comprenderlo e sono angosciati pensando di averlo perso! Ma poi lui stesso si fa ritrovare e rientra nella casa. In un'altra pasqua avverrà qualcosa di simile. Come nella vita misteriosa di ogni figlio/a e in ogni famiglia.
  • oppure, quando la domenica successiva cade il 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, la quale prevede lo stesso Vangelo dell'Anno A (Lc 2,22-33) sebbene un poco ampliato (Lc 2,22-40), viene scelto il vangelo dell'Anno B (Lc 2,41-52).:
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  • Lettura - Is 45,14-17: Tu sei un Dio nascosto, Dio d'Israele, salvatore.
    Alla su gente esiliata nella grandiosa e vincitrice Babilonia (586-538 a.C.) il Deuteroisaia annuncia uno splendido e capovolto futuro: tanti altri popoli formeranno con voi una sola famiglia attorno al vostro Dio! Possibile e credibile? Non sembrava un Dio sconfitto il loro Dio? Invece egli è presente, pur nascosto, anche a Babilonia e in tutta la storia umana. Anche nella storia, pur drammatica, di Israele, del mondo, delle famiglie.
  • Salmo - Sal 84[83],3-6 - Rit.: Beato chi abita la tua casa, Signore.
  • Epistola - Eb 2,11-17: Cristo si è reso in tutto simile a noi, suoi fratelli, assumendo carne e sangue.
    A cristiani ebrei, discendenti di Abramo e scandalizzati per l'umanità del Figlio di Dio, la lettera parla come colui che santifica e di loro come santificati da lui. Uniti nell'origine in Dio Padre, essi sono anche fratelli di Gesù e quindi un'unica grande famiglia. Di Gesù il brano sottolinea la vera umanità, per la quale egli unisce in se stesso Dio e l'uomo e quindi anche vero sacerdote di una nuova alleanza, aperta a tutti i soggetti alla morte, al peccato e alla potenza del diavolo. Solo Gesù è veramente il Signore.
  • Vangelo - Lc 2,41-52: Era in tutto a loro sottomesso.
    L'ebreo Gesù, a dodici anni, comincia ad esprimere il suo mistero personale e divino, sorprendendo i dottori della divina Torah e gli stessi suoi parenti più prossimi. Anche questi stentano a comprenderlo e, angosciati, pensano di averlo perso! Ma poi egli stesso si fa ritrovare e rientra nella casa. In un'altra Pasqua avverrà qualcosa di simile: perduto e ritrovato! Tante analogie con la vita e il mistero di ogni figlio/a e di ogni famiglia.
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  • Lettura - Sir 44,23-45,1a.2-5: Dio fece posare sul capo di Giacobbe la benedizione di tutti gli uomini e l’alleanza. Da lui fece sorgere un uomo, lo santificò nella mansuetudine, lo introdusse nella nube, gli fece udire la sua voce.
    La benedizione, destinata a tutti gli uomini, passa attraverso chiamate particolari. Il Siracide allude a Giacobbe e a Mosè. Anche nella famiglia di Nazaret riconosciamo una scelta singolare attraverso cui Dio vuole benedire tutte le famiglie della terra.
  • Salmo - Sal 112[111],1-4.6-7 - Rit.: Beato l’uomo che teme il Signore.
  • Epistola - Ef 5,33-6,4: Mariti, mogli, figli, genitori.
    Paolo sottolinea la reciprocità dei rapporti familiari. Nessuno può pretendere di dare senza ricevere o di ricevere senza dare. Anche la promessa che accompagna il comandamento sottostà alla stessa logica: Dio dona la vita a chi vive relazioni vere.
  • Vangelo - Mt 2,19-23: Giuseppe, posti in salvo il bambino e Maria, udita la voce dell’angelo, li ricondusse dall’Egitto nella terra d’Israele.
    «Sarà chiamato Nazareno». L'esperienza di Nazaret, dunque, non è per Gesù qualcosa di marginale: viene a costituire il suo stesso nome. La sua vita nascosta nella verità dei legami familiari appartiene in modo essenziale alla rivelazione del mistero di Dio.
Presentazione del Signore Lettura unica
2 febbraio modifica


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