Pasqua (liturgia)

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Pasqua (liturgia)

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Mistero celebrato Resurrezione di Gesù
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Periodo Tempo Pasquale
Data festività mobile
Data mobile Domenica seguente il primo plenilunio di primavera

Data nel 2016: 27 marzo
Data nel 2017: 16 aprile
Data nel 2018: 01 aprile

Note
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Rito Romano
Tipologia Solennità
Periodo
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Data nel 2016: 27 marzo

Data nel 2017: 16 aprile
Data nel 2018: 01 aprile

Rito Ambrosiano
Tipologia Solennità del Signore
Periodo
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Tradizioni religiose Veglia pasquale,
Benedizione del fuoco[1],
Digiuno pasquale,
Via Crucis.
Data d'istituzione ignota
Chiamata anche
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, Elogi per le celebrazioni mobili:
« In questo giorno, che il Signore ha fatto, solennità delle solennità e nostra Pasqua: Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo secondo la carne. »

La Pasqua è una festività del Calendario Liturgico cristiano. Essa celebra la Resurrezione di Gesù, che, secondo le Sacre Scritture, è avvenuta il terzo giorno successivo alla sua Morte in Croce.

La Pasqua deriva, e per certi aspetti dipende, dalla Pasqua ebraica.

Etimologia e senso

La Pasqua cristiana è in stretta relazione con quella ebraica, chiamata Pesach e celebra essenzialmente la liberazione degli Ebrei dall'Egitto guidata da Mosè.

La parola ebraica Pesach significa passare oltre, tralasciare, e deriva dal racconto della Decima Piaga, in cui l'Angelo sterminatore, o angelo della Morte, vide il sangue dell'agnello del Pesach sulle porte delle case del popolo d'Israele e "passò oltre", uccidendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio primogenito del Faraone.

La Pasqua con il Cristianesimo ha perduto il suo significato originario, venendo a connotare un "passaggio", ovvero:

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di Risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di Liberazione, dalla schiavitù d'Egitto.

Quest'ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici, Filone d'Alessandria, che nel suo De specialibus legibus ci dice che la Pasqua è il ricordo ed il ringraziamento a Dio per il Passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell'anima. Ma la Pasqua ebraica ha anche il significato di attesa per il Messia, come ad esempio attesta il Targum Exodi, quando parla della notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: la Creazione, il Sacrificio di Isacco il Passaggio del Mar Rosso ed infine la Venuta del Messia e la Fine del mondo.

La Pasqua cristiana

La Pasqua è la più importante festa cristiana e ricorda la Resurrezione di Cristo.

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna racchiude in se tutto il mistero cristiano: con la Passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal Peccato Originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la Resurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all'uomo il proprio destino, cioè la resurrezione nel Giorno Finale, ma anche il risveglio alla vera vita; infine, vi è l'attesa della Parusìa, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture.

I cristiani hanno trasferito i significati della Pasqua ebraica nella nuova Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Questo è facilmente visibile, mentre è più complicato determinare quando ciò è avvenuto e le sue modalità, considerando che hanno influito numerosi fattori. Il primo di questi è sicuramente il fatto storico: Gesù è morto in croce il giorno di Pasqua, come ci dicono i Vangeli. Inoltre, questo evento era visto come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Ciò è più volte ribadito nella narrazione della Passione, durante la quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all'Antico Testamento, e successivamente negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella Prima lettera ai Corinzi, dove San Paolo scrive:

« Vi ho trasmesso dunque, anzitutto quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici»

L'accento si pone dunque sull'adempimento delle Scritture, per cui i giudeo-cristiani, seppur continuando, a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di Attesa Messianica, per poi superare anche il ricordo dell'Esodo, per rivestirla di nuovo significato, cioè la seconda venuta di Cristo ed il ricordo della Passione e Resurrezione. Il passaggio sembra essere chiaramente avvertito già da Paolo, quando, nella prima lettera ai Corinzi, scrive:

« Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità,ma con azzimi di sincerità e di verità. »

Alla Pasqua settimanale, la Domenica, si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più importante dell'anno, celebrato dai discepoli con la consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa nuova con nuovi significati.

La data del giorno di Pasqua

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Calcolo della Pasqua e Date della Pasqua.
Date della Pasqua, 2012-2022
Anno Cattolicesimo Ortodossia
2012 8 aprile 15 aprile
2013 31 marzo 5 maggio
2014 20 aprile
2015 5 aprile 12 aprile
2016 27 marzo 1 maggio
2017 16 aprile
2018 1 aprile 8 aprile
2019 21 aprile 28 aprile
2020 12 aprile 19 aprile
2021 4 aprile 2 maggio
2022 17 aprile 24 aprile

La festa della Pasqua cristiana è mobile, viene fissata di anno in anno nella domenica successiva alla prima luna piena successiva all'equinozio di primavera (il 21 marzo). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica. In particolare alcune chiese dell'Asia seguivano la tradizione di celebrare la pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo ad una disputa, detta Pasqua quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche.

Dunque, nella Chiesa cattolica, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Infatti, se proprio il 21 marzo è di luna piena, e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). D'altro canto, se il plenilunio cade il 20 marzo, quello successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile.

Una piccola parte della Chiesa ortodossa, i Paleoimerologhiti seguono il Calendario Giuliano per tutte le feste, mentre il resto ne ha presa solo la data dell'equinozio e quindi la data della Pasqua può variare dal 4 aprile all'8 maggio.

Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Quartodecimani e Concilio di Nicea I.

La Pasqua di Resurrezione cristiana avviene con la visita al Santo Sepolcro, che risulterà vuoto con sorpresa dei presenti. Tutti gli Evangelisti raccontano l'episodio. I presenti erano:

  • Giovanni, 20,1: Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
  • Matteo, 28,1: Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro.
  • Marco, 16,1: Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.
  • Luca, 24,10: Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.

Le 4 versioni concordano tutte sulla presenza di Maria di Magdala.

Alcune differenze, non sostanziali, sono presenti, in merito a quanto videro i presenti, secondo quanto riportano gli Evangelisti:

  • Luca, 24,4: Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti.
  • Matteo, 28,2: Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa (quindi, un angelo fuori dal Sepolcro).
  • Giovanni, 20,11-12: Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù (due angeli dentro il sepolcro).
  • Marco, 16,5: Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura (un angelo dentro il sepolcro).

La liturgia

Risurrezione, olio su tavola di Matthias Grünewald.

La Pasqua è preceduta da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata di quaranta giorni, chiamato Quaresima, che ha inizio il Mercoledì delle Ceneri (per il Rito Ambrosiano quattro giorni dopo, cioè alla prima Domenica di Quaresima). L'ultima settimana del tempo di quaresima è detta Settimana Santa (nel Rito Ambrosiano è detta Settimana Autentica), periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio ed alla contemplazione. Comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, dove fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palma. Per questo motivo nelle Chiese Cattoliche, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli rametti di palma o rametti di olivo che poi vengono benedetti durante la rituale Benedizione delle Palme in segno della Passione di Cristo.

Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine del tempo di Quaresima e l'inizio del Triduo Pasquale.

Durante il Giovedì Santo, di mattina, nella cattedrale si celebra la Messa Crismale, durante la quale il Vescovo consacra gli Oli Santi (Crisma, Olio dei catecumeni ed Olio degli infermi), i quali serviranno durante tutto il corso dell'anno rispettivamente per celebrare le Cresime e i Battesimi, ordinare i sacerdoti e celebrare il Santo Sacramento dell'Unzione degli infermi; l'Ora Nona del Giovedì Santo conclude il tempo di Quaresima, e dà inizio al Triduo Pasquale, con la Messa in Coena Domini: questa è il memoriale dell'Ultima Cena consumata da Gesù nella sua vita terrena, nella quale furono istituiti l'Eucarestia e il Ministero Sacerdotale, e fu consegnato ai discepoli il comandamento dell'amore (Gv 13,34). Durante questa Messa si svolge la tradizionale lavanda dei piedi e vengono "legate" le campane (le campane non possono suonare dal Gloria della messa del giovedì sera al Gloria della Veglia di Pasqua). In questo giorno è inoltre tradizione, non codificata dalla dottrina, di compiere il cosiddetto "Giro delle sette Chiese" o di fare i"Sepolcri", andando ad adorare i Sepolcri allestiti in sette Chiese vicine.

Il Venerdì Santo non si celebra l'Eucarestia: la liturgia è incentrata sulla narrazione degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù secondo il Vangelo di Giovanni e sull'Adorazione della Croce. Dal 1991 il Santo Padre celebra solennemente la Via Crucis nella suggestiva cornice del Colosseo, luogo di martirio per migliaia di cristiani.

Il Sabato Santo, unico giorno dell'anno in cui non si amministra la comunione salvo come Viatico, è incentrato sull'attesa della solenne Veglia Pasquale che si celebra fra il tramonto del sabato e l'alba del Nuovo Giorno. Inoltre il Sabato Santo è l'unico giorno dell'anno senza alcuna liturgia, ed è perciò detto "aliturgico". Non soltanto non può essere somministrata la Santa Comunione, ma non si celebra nemmeno la Messa, e di solito nelle chiese i tabernacoli sono spalancati, e privi dell'eucarestia, che viene conservata in sacrestia. Gli altari sono spogli, senza fiori e paramenti, e un senso di lutto pervade tutta l'area del tempio.

Veglia di Pasqua

La Veglia pasquale si compone di quattro fasi:

Curiosità

In spagnolo la parola "Pascua" viene a volte usata in maniera non corretta per indicare altre festività religiose; per esempio in Cile indica il giorno della nascita di Gesù (Natale), quindi il giorno di Pasqua è indicato come "Domingo de Resurrección" ovvero "Domenica di resurrezione", mentre la festività viene comunemente chiamata "Semana Santa" ossia Settimana Santa.

Nel Maramureș la Pasqua viene festeggiata con grande attenzione a tutti gli aspetti sacri legati alla vita delle famiglie religiose romene. Le donne decorano le pareti con tessuti cuciti a mano dai colori vivaci, abbelliscono le tavole con tovagliette minuziosamente lavorate, appendono alle porte tendine in pizzo e preparano le uova pasquali. Il pranzo pasquale viene preparato il giorno prima di Pasqua, e per l'occasione si preparano focacce decorate con trecce che il giorno dopo verranno portate a benedire in chiesa. In cucina si radunano le donne della famiglia che di generazione in generazione imparano le ricette tradizionali (la cucina sembra racchiudere in se una sacralità, un calore domestico). Tutta la famiglia partecipa a questa festa dai più grandi ai più piccoli(digiuno in preparazione alla Pasqua e preparazione delle case) conferendo a questa festa grande sacralità: religiosa e familiare.

In Russia, come probabilmente in altre parti del mondo slavo, il giorno di Pasqua, quando due persone si incontrano, si salutano con l'espressione Христос воскрес!, Hristos voskres ("Cristo è risorto!"), e l'altro risponde: Воистину воскрес!, Voistinu voskres ("È veramente risorto!").

  • L'augurio di buona Pasqua come lo diciamo noi italiani è formulato nel seguente modo: Поздравляю с Пасхой!, Pozdravljaju s Pashoj, più ermeticamente с Пасхой, s Pashoj.
  • Se si mandano gli auguri con uno scritto o una cartolina si usa la seguente forma più completa: Поздравляю с великим днём Пасхи Христовой!, Pozdravljaju s velikim dnёm Pashi Hristovoj (letteralmente: "Auguri per il grande giorno della Pasqua di Cristo"). Il giorno di Domenica in russo si dice Воскресение, Voskresenie ("giorno della Risurrezione").

Varianti del termine Pasqua in altre lingue

Nomi derivati dall'ebraico Pesach:
Cristo Risorto, Riccardo Spoto. Simulacro ligneo policromo scuola trentina anno 2004 Chiesa Madre di Santa Maria di Licodia

Termini derivanti da Resurrezione (di Gesù di Nazaret dai morti):

  • Cinese 復活節 Fùhuó Jié (letteralmente "Festa della Resurrezione")
  • Coreano 부활절 (Puhwalchol, letteralmente "Stagione della Resurrezione")
  • Croato Uskrs (letteralmente "Resurrezione")
  • Giapponese 復活祭 (Fukkatsu-sai, letteralmente "festa della resurrezione")
  • Serbo Ускрс (Uskrs) or Васкрс (Vaskrs, letteralmente "Resurrezione")

Termini derivanti da carne (intesa come rottura del digiuno penitenziale di Quaresima):

  • Estone Lihavõtted (letteralmente "prendere carne")
  • Ungherese Húsvét (letteralmente "prendere o acquistare carne")

Termini derivanti da Eostremonat o il mese di Eostre:

Termini usati in altre lingue:

  • Bielorusso Вялікдзень o Vialikdzen' (letteralmente "Il Gran Giorno")
  • Bulgaro Великден (Velikden, letteralmente "il Gran Giorno")
  • Ceco Velikonoce (letteralmente "le Grandi Notti", non esiste la forma al singolare)
  • Lettone Lieldienas (letteralmente "i Grandi Giorni", non esiste la forma singolare)
  • Polacco Wielkanoc (letteralmente "la Grande Notte")
  • Slovacco Veľká Noc (letteralmente "la Grande Notte")
  • Sloveno Velika noč (letteralmente "la Grande Notte")
  • Ucraino Великдень (Velykden', letteralmente "Il Gran Giorno") o Паска (Paska)
Voci correlate
Note
  1. La benedizione del fuoco, o del nuovo lume, cui attingere per l'accensione del cero pasquale e delle altre lampade, è facoltativa. Essa può avvenire in sacrestia o nel luogo che le circostanze rendono più opportuno, come ad esempio, sul modello della liturgia pontificale in Duomo, all'altare della Riserva eucaristica.
  2. 2,0 2,1 Il colore rosso tenue è utilizzato per una migliore comprensibilità del testo, in realtà il colore liturgico è il rosso forte (vedi tabella La Settimana Santa e il Tempo di Pasqua).
  3. Al Giovedì in Albis vi è la commemorazione del transito e della sepoltura di Sant'Ambrogio.
  4. Il giovedì è appellato A metà festa.
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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