Maria Santissima Madre di Dio

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Questa voce tratta unicamente della Solennità liturgica della Madre di Dio.
⇒  Per gli aspetti dottrinali vedi Theotokos.

Maria Santissima Madre di Dio

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Giovanni Bellini, Madonna con Gesù Bambino detta Madonna del prato (1500 ca.); Londra (Gran Bretagna), National Gallery.
Mistero celebrato Santità della Madre di Dio
Solennità
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Note
Nel Rito Ambrosiano è appellata Domenica della Divina Maternità della Beata Vergine Maria o Domenica dell'Incarnazione.
Rito Romano
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Periodo Ottava di Natale
Data 1° gennaio
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Rito Ambrosiano
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Periodo Avvento
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Data VI Domenica di Avvento.
Data nel 2016: 18 dicembre

Data nel 2017: 17 dicembre
Data nel 2018: 23 dicembre

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Celebrata in
Celebrata a
Tradizioni religiose
Data d'istituzione
Chiamata anche
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 1° gennaio, n. 1 (Nel Rito Ambrosiano si celebra la VI domenica di Avvento.):
« Nell'Ottava del Natale del Signore e nel giorno della sua Circoncisione, solennità della santa Madre di Dio, Maria: i Padri del Concilio di Efeso l'acclamarono Theotókos, perché da lei il Verbo prese la carne e il Figlio di Dio abitò in mezzo agli uomini, principe della pace, a cui fu dato il Nome che è al di sopra di ogni nome. »

La Solennità di Maria Santissima Madre di Dio è celebrata dalla Chiesa cattolica il 1º gennaio di ogni anno, ottavo e ultimo giorno dell'Ottava di Natale. Nel Rito Ambrosiano è celebrata la VI Domenica di avvento ed è denominata Domenica della Divina Maternità della Beata Vergine Maria o Domenica dell'Incarnazione.

La celebrazione è strettamente connessa con il titolo di Theotokos, solennemente attribuito a Maria dal concilio di Efeso del 431.

Significato

Questa solennità,

« (..) collocata secondo l'antico suggerimento della Liturgia dell'Urbe al primo giorno di gennaio, è destinata a celebrare la parte avuta da Maria in questo mistero di salvezza e ad esaltare la singolare dignità che ne deriva per la Madre santa... per mezzo della quale abbiamo ricevuto... l'Autore della vita[1]; ed è, altresì, un'occasione propizia per rinnovare l'adorazione al neonato Principe della Pace, per riascoltare il lieto annuncio angelico (cfr Lc 2,14), per implorare da Dio, mediatrice la Regina della Pace, il dono supremo della pace. Per questo, nella felice coincidenza dell'Ottava di Natale con il giorno augurale del primo gennaio, abbiamo istituito la Giornata Mondiale della Pace, che raccoglie crescenti adesioni e matura già nel cuore di molti uomini frutti di Pace. »

In effetti il papa aveva istituito già nel 1967 la Giornata Mondiale della Pace, a celebrarsi in concomitanza con questa solennità.

Storia

La liturgia celebrava fin dal VI secolo una memoria con questo titolo della Vergine, e diversi riti orientali la celebrano tuttora intorno al Natale.

A partire dall'VIII secolo a Roma si celebrava il Natale sanctae Mariae ("Natale di Santa Maria"), di cui la solennità odierna conserva il ricco contenuto mariano dei testi liturgici, specialmente delle preghiere, delle antifone e dei responsori.

Nel 1931 Pio XI la incluse nel Calendario Romano per commemorare il Concilio di Efeso, e ne fissò la data all'11 ottobre.

La riforma liturgica del 1969 la trasferì all'ultimo giorno dell'Ottava di Natale con il grado di solennità.

Testi liturgici

Nel Rito romano

La prima lettura proclama la benedizione sacerdotale di Nm 6,22-27, con significato augurale, e in riferimento alla Giornata Mondiale della Pace.

La seconda lettura (Gal 4,4-7) richiama il mistero della filiazione adottiva dei cristiani, ricevuta tramite il Figlio "nato da donna".

Il Vangelo (Lc 2,16-21) riporta la visita dei pastori, richiamando anche la circoncisione di Gesù, avvenuta, come prescritto, otto giorni dopo la sua nascita.

Nell'orazione dopo la Comunione, secondo il suggerimento esplicito di Paolo VI, Maria viene chiamata "madre del Cristo e madre della Chiesa": la pietà dei fedeli è orientata verso l'allargamento della maternità di Maria alla Chiesa e all'umanità tutta.

Nel Rito ambrosiano

La lettura (Is 62,10-63,3b) è ambientata alla fine dell'esilio a Babilonia (540 a.C. ca.) e alla successiva riedificazione della desolata Gerusalemme, il testo annuncia la gioia del ritorno di Dio col suo popolo sempre amato.

L'epistola (Fil 4,4-9), come la lettura, richiama di nuovo la vicinanza del Signore all'umanità.

Il Vangelo riporta l'annunciazione (Lc 1,26-38a) per sottolineare la vocazione di Maria e la sua predisposizione a farsi tramite fra Dio e gli uomini.

Dopo la Comunione si invoca la vicinanza del Signore e l'intercessione di Maria Vergine e Madre.

Note
  1. Messale Romano, 1º gennaio, Antifona d'ingresso e Colletta.
Fonti
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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