Corpus Domini

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Corpus Domini

Procession with blessed sacrament 1.jpg
Una processione del Corpus Domini
Mistero celebrato Celebrabrazione del Sacramento Eucaristico.
Solennità del Signore
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Data nel 2013:   2 giugno

Data nel 2014: 22 giugno
Data nel 2015:   7 giugno

Note
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Rito Romano
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Periodo Tempo Ordinario
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Data Domenica successiva dopo la Solennità della Santissima Trinità.
Data nel 2013:   2 giugno

Data nel 2014: 22 giugno
Data nel 2015:   7 giugno

Rito Ambrosiano
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Periodo Tempo Dopo Pentecoste
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Data Giovedì successivo dopo la Solennità della Santissima Trinità.
Data nel 2013: 30 maggio

Data nel 2014: 19 giugno
Data nel 2015:   4 giugno

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Tradizioni religiose Processione con ostensione del Santissimo Sacramento.
Data d'istituzione 8 settembre 1264
Chiamata anche Solennità del corpo e sangue di Cristo
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano:
« Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: con il suo sacro nutrimento egli offre rimedio di immortalità e pegno di risurrezione. »

La solennità del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore), più propriamente chiamata Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è una delle principali dell'anno liturgico della Chiesa cattolica.

Rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo. La data propria della celebrazione è il giovedì dopo la Solennità della Santissima Trinità.

Storia

La causa remota dell'istituzione di questa festa va ricercata nel nuovo e intenso orientamento dei teologi e della pietà popolare verso l'Eucaristia nel corso del XII secolo, in relazione principalmente agli errori di Berengario di Tours circa la transustanziazione[1]. Roberto di Thourotte († 1246), vescovo di Liegi, e il cardinale Ugo di San Caro († 1263) attestano che l'istituzione della festa è innanzi tutto diretta "ad confutandam haereticorum insania", "a confutare l'insania degli eretici".

L'introduzione della festa

La festa è poi connessa con le visioni della Beata Giuliana di Mont-Cornillon, che ricevette dal Signore stesso la missione di introdurla nella Chiesa. Una commissione incaricata di ciò dal Vescovo di Liegi approvò la visione. Tuttavia la festa fu aspramente combattuta all'inizio, e la prima approvazione fu quella del vescovo Roberto di Thourotte (o Torote) nel 1246; l'anno seguente la festa fu celebrata dai Canonici di San Martino a Liegi. Nel 1247, in forza di una costituzione sinodale dell'anno precedente, la festa fu istituita nella diocesi di Liegi.

Nel 1252 il cardinal Ugo di San Caro, allora legato pontificio in Germania, la introduceva in tutta la sua circoscrizione; due anni dopo il suo successore, Pietro Capocci, la confermò[2].

Papa Urbano IV, già arcidiacono di Liegi, sollecitato dal vescovo Enrico di Gheidria e commosso anche dal miracolo di Bolsena (1263)[3], estese la festa a tutta la Chiesa e ne fissò la festa al giovedì dopo l'ottava di Pentecoste; ciò fece con la bolla Transiturus de hoc mundo (8 settembre 1264). La bolla rievoca con discrezione anche le esperienze mistiche di Giuliana, avvalorandone l'autenticità[4]:

« Sebbene l'Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l'anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: "Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). »

Il Pontefice stesso iniziò a celebrare la solennità del Corpus Domini a Orvieto, città in cui allora dimorava.

Centro della festa doveva essere, secondo quanto scrive Urbano IV, un culto gioioso e popolare con il canto di inni; il papa]] non parla né di Messa né di processione[5].

Dopo la morte di Urbano IV la celebrazione della festa venne limitata ad alcune regioni della Francia, della Germania, dell'Ungheria e dell'Italia settentrionale. Fu poi papa Giovanni XXII a ripristinarla per tutta la Chiesa nel 1317[6].

Un primo Ufficio del Santissimo Sacramento fu composto da fra Giovanni del monastero di Mont-Cornillon, dietro indirizzo della beata Giuliana. Quello che nel settembre del 1264 papa Urbano IV mandò alla reclusa Eva, capolavoro di dottrina teologica, fu composto da San Tommaso d'Aquino, che si servì di antifone, lezioni e responsori già in uso presso alcune chiese particolari.

Il senso della festa sembra in un primo momento una ripetizione del Mistero celebrato il Giovedì Santo; tuttavia lì si considera l'aspetto sacrificale, mentre qui la presenza reale[5].

La processione: inizi e sviluppi

Qua e là si introdusse la processione con l'Eucaristia, che divenne d'uso comune soprattutto dopo che i papi Martino V (1417-1431) ed Eugenio IV (1431-1447) l'arricchirono di indulgenze[7]. L'origine di tale pratica deriva dall'usanza di recarsi in processione all'aperto prima della Messa cantata nelle feste maggiori.

I benedettini inglesi celebravano una processione eucaristica già nell'XI secolo la Domenica delle Palme[8]. Nel XII secolo era d'uso portare in giro dentro la chiesa il Santissimo Sacramento in una pisside o in un calice e ordinariamente la processione eucaristica faceva parte dei riti della Settimana Santa[9]. Così si introdusse l'usanza di portare in processione l'Eucaristia anche nel giorno del Corpus Domini. A Colonia lo si faceva già prima deil 1277.

Seguendo un vivo desiderio espresso da Urbano IV, durante la processione si cantavano inni eucaristici, specialmente quelli di San Tommaso. La benedizione si impartiva solo al termine. Spesso l'Eucaristia veniva portata su "casse" o "barelle" riccamente ornate e sostenute dai sacerdoti.

La necessità di procurare il massimo decoro a queste processioni diede origine alla Confraternita del Santissimo Sacramento.

Nel XV secolo si introdusse in Germania l'uso di dare la benedizione con il Santissimo Sacramento quattro volte fuori dalla chiesa, precedendole dal canto dell'inizio dei quattro Vangeli.

Nello stesso secolo ebbero inizio anche gli spettacoli o rappresentazioni eucaristiche, specialmente della Passione o dell'Ultima Cena del Signore, che nella Spagna del XVII secolo assursero a grande fama e perfezione nelle Autos sacramentales di Pedro Calderón de la Barca. Andarono però lentamente in disuso nel XVIII secolo.

Inni

L'inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il Pange Lingua; un altro inno dedicato è il Sacris solemniis, specialmente nella sua sezione finale, che costituisce il Panis Angelicus.

Esiste anche una sequenza per il Corpus Domini, dal titolo Lauda Sion Salvatorem.

Tradizioni locali

In alcune località, (per esempio a Genzano di Roma, la stessa Bolsena patria dell'evento, Spello classificatasi nel 2002 come infiorata più bella d'Europa, Pievepelago di Modena, Spotorno, Dasà, Itri, San Pier Niceto), lungo il percorso della processione viene realizzata l'infiorata, un tappeto naturale costituito da petali di fiori.

Alcune tradizioni, vogliono che i petali utilizzati per la realizzazione delle opere floreali, debbano essere freschi e raccolti all'albeggiare.

I monaci cistercensi dell'Abbazia di Chiaravalle della Colomba insieme ai giovani del luogo ogni anno predispongono uno spettacolare tappeto fiorito lungo le navate della basilica.

A Campobasso, questa festività è particolarmente sentita. La mattina di tale Domenica, sfilano per le vie del capoluogo i "Misteri", carri portati a spalla che raffigurano 13 figure sante.

A Poggio Imperiale (Diocesi di Foggia è tradizione allestire, lungo il tragitto della processione, alcuni altarini detti "tusèlle", dove viene esposto il Sacramento per qualche minuto. I "tusèlle" sono realizzati interamente a mano dalla gente del quartiere, che per l'occasione, caccia fuori dagli armadi le coperte più belle, utilizzate per abbellire l'altarino e il percorso della processione, stendendole sui balconi.

A Camaiore, Diocesi di Lucca, è tradizione realizzare i tappeti di segatura, invece che con i fiori. Le Associazioni della città, fanno a gara a disegnare sulla via principale, dei quadri, solitamente di ispirazione sacra, esclusivamente con segatura colorata. il lavoro inizia la sera e termina al mattino presto. L'Amministrazione comunale offre un rimborso spese e un'apposita giuria proclama il gruppo vincitore.

La data della celebrazione

La Solennità del Corpus Domini ha il suo giorno proprio di celebrazione il giovedì successivo alla Solennità della Santissima Trinità, ed è una festa di precetto.

A Roma la celebrazione, presieduta dal Papa, si svolge in tale giorno nella basilica di San Giovanni in Laterano, per poi concludersi con la processione che giunge alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Nella stessa data si celebra in quei paesi nei quali la solennità è festa civile; tra di essi vi sono

La data in Italia

In Italia e in quelle altre nazioni dove la solennità non è festa civile essa si celebra la domenica successiva, in conformità con le Norme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico e del calendario.

Lo spostamento dal giovedì alla domenica successiva avvenne in Italia nel 1977, poiché la legge civile n. 54 del 5 marzo 1977 tolse valore civile alla festa giorno del Corpus Domini[10]. È stato presentato alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica un disegno di legge per il ripristino della festività del Corpus Domini[11]. Il 29 aprile 2008 è stato ripresentato nuovamente tale disegno di legge al seguente Parlamento.

Nella riforma del rito ambrosiano, promulgata dall'Arcivescovo di Milano il 20 marzo 2008, questa festività è stata riportata obbligatoriamente il giovedì della seconda settimana dopo Pentecoste, anche se è prevista la possibilità, per ragioni pastorali, di celebrarla la domenica successiva.

In numerose diocesi italiane viene effettuata la celebrazione dell'Eucaristia e della Processione Eucaristica a livello diocesano il giovedì, lasciando per la domenica la Celebrazione e la Processione parrocchiale; così avviene ad esempio nella diocesi di Milano.

Note
  1. Filippo Oppenheim (1950) 611.
  2. Jean Chapeaville, Gesta pontificum Leodiensium, II, Liegi 1613, p. 646 e segg.
  3. Il corporale di Bolsena fu processionalmente portato ad Orvieto il 19 giugno 1264.
  4. La citazione è riportata da papa Benedetto XVI nell'Udienza Generale dedicata a Santa Giuliana di Cornillon.
  5. 5,0 5,1 Antolin González Fuente (1991).
  6. Papa Benedetto XVI, Udienza Generale del 17 novembre 2010. Filippo Oppenheim (1950) 612 afferma che Papa Clemente V confermò la festa nel 1314.
  7. Papa Eugenio IV promulgò la costituzione Excellentissimus (26 maggio 1433): con essa accordò il privilegio di speciali indulgenze nel giorno della festa del Corpus Domini in conformità delle concessioni precedenti di Urbano IV e di Martino V, e concesse di potere celebrare nei giorni d'interdetto.
  8. PL 150, 456 e segg.
  9. PL 147, 123 (per la Chiesa di Roma).
  10. Insieme con il Corpus Domini furono abolite le feste civili dell'Epifania (6 gennaio), della Solennità di San Giuseppe (19 marzo), della Solennità dell'Ascensione (quaranta giorni dopo la Pasqua), della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno). Furono inoltre spostate rispettivamente alla prima domenica di giugno ed alla prima di novembre le celebrazioni della Festa della Repubblica (2 giugno) e dell'Unità Nazionale (ex Festa della Vittoria della prima guerra mondiale, 4 novembre). Otto anni dopo, con il D.P.R. 792/1985, fu ripristinati gli effetti civili della Solennità dell'Epifania e, limitatamente al Comune di Roma, di quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Con la L. 336/2000 fu stabilito che dal 2001 tornasse ad essere festivo anche il 2 giugno.
  11. Camera: d.d.l. n. 1647; Senato: n. 940.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 11 giugno 2012 da don Paolo Benvenuto, baccelliere in Teologia.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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