Visitazione della Beata Vergine Maria

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Visitazione della Beata Vergine Maria

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Mistero celebrato Visita di Maria a Elisabetta.
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Data 31 maggio
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Note
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Rito Romano
Tipologia Festa
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Rito Ambrosiano
Tipologia Festa del Signore
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Celebrata in
Celebrata a
Tradizioni religiose
Data d'istituzione Nel 1263
Chiamata anche
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 31 maggio, n. 1:
« Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, quando venne da Elisabetta sua parente, che nella vecchiaia aveva concepito un figlio, e la salutò. Nel gioioso incontro tra le due future madri, il Redentore che veniva santificò il suo precursore già nel grembo e Maria, rispondendo al saluto di Elisabetta ed esultando nello Spirito, magnificò il Signore con il cantico di lode. »

La Visitazione della Beata Vergine Maria è una festa liturgica che si celebra il 31 maggio. Essa ricorda la visita che Maria fece a Elisabetta, sua parente, subito dopo avere ricevuto l'annuncio che sarebbe diventata Madre del Messia per opera dello Spirito Santo.

Narrazione evangelica

L'evento è narrato dal solo Vangelo di Luca (1,39-56) e non ha paralleli né richiami in altri passi neotestamentari.

Nell'Annunciazione (Lc 1,26-38) Dio chiese per mezzo dell'arcangelo Gabriele la disponibilità di Maria a generare un figlio, il Cristo; all'obiezione di Maria ("non conosco uomo"[1]) l'angelo spiegò che la concezione sarebbe stata frutto dello Spirito Santo che sarebbe sceso su di lei, e indicò a Maria come segno la maternità di sua cugina Elisabetta, già al sesto mese di gravidanza, nonostante la sua sterilità e anzianità (Lc 1,36-37).

Il Vangelo secondo Luca racconta quindi che Maria si recò "in fretta" da Nazaret in Galilea a trovare Elisabetta in Giudea (Lc 1,39-45.56).

Quando Maria giunse nella casa di Zaccaria, Elisabetta percepì di trovarsi di fronte alla donna che portava in grembo il Cristo, ed espresse un cantico di lode, oggetto del quale è la credente Maria e il figlio che ella portava in seno (Lc 1,42). Inoltre si rivolse a Maria chiamandola con l'appellativo pasquale di madre del mio Signore (Lc 1,43), e proclamò beata Maria per aver creduto alle parole del Signore (Lc 1,45).

Maria espresse il ringraziamento a Dio attraverso il Magnificat, denso di reminiscenze dell'Antico Testamento.

Narra quindi Luca che Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi, cioè fino alla nascita di Giovanni.

Storicità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce San Giovanni Battista#Nascita.

La storicità della visitazione, come anche degli eventi relativi alla nascita del Battista e della sua parentela con Gesù, è attualmente discussa. A favore dell'autenticità si può notare come Lc, il medico ellenista della diaspora, mostri una altrimenti inspiegabile correttezza nella descrizione dei costumi sacerdotali, mentre altrove (per la Presentazione di Gesù, 2,22-24) si mostra comprensibilmente confuso. Di contro, a favore di una elaborazione leggendaria, tardiva e successiva giocano il tenore miracolistico del racconto della nascita, la somiglianza col racconto dell'altrettanto miracoloso concepimento di Samuele da parte di Anna (1Sam 1) e dello stesso Gesù, e il fatto che la parentela tra Maria ed Elisabetta (l'apax 1,36), e dunque Gesù e Battista (che però appare in contrasto con Gv 1,33), può essere derivata dalla necessità di collegare ante facto il movimento battista a quello cristiano. La devozione e la tradizione cristiana non hanno dubitato della storicità degli eventi (v. p.es. Catechismo di Pio X, 1905;[2] Ricciotti, 1941[3]). Gli studiosi contemporanei, anche cattolici, sono più prudenti (v. p.es. Brown, 1976;[4] Meier, 1994[5]). La questione è comunque ininfluente alla fede cristiana.[6]

Non viene presentato il luogo della loro dimora di Elisabetta se non con la generica indicazione di "una città di Giuda" (1,39), dalla successiva tradizione cristiana identificata con Ain Karem (o Ein Kerem),[7] che all'epoca distava circa 8 km da Gerusalemme e attualmente ne è un quartiere.

Storia della festività

Celebrata dai frati minori fin dal 1263, l'istituzione di tale festa è dovuta all'Ordine francescano.

Fu poi papa Urbano VI ad estendere la festa a tutta la Chiesa latina nel 1389, mentre il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione, dapprima non accettata dagli Stati che parteggiavano per l'antipapa.

In accordo con quanto descritto da Luca, in cui si narra che Maria rimase da Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, e presumendo un'attesa di altri otto giorni per il rito dell'imposizione del nome, la festa veniva originariamente celebrata il 2 luglio, cioè al termine della visita di Maria. Tuttavia il calendario liturgico ha successivamente abbandonato la data tradizionale, fissando la festività all'ultimo giorno di maggio, dove conclude solennemente l'itinerario devozionale del mese mariano.

Nell'arte

La Visitazione della Beata Vergine Maria è rappresentata in una delle Cappelle del Sacro Monte di Varallo e in molti altri luoghi.

Note
  1. L'espressione ha lo stesso tenore della frase "non fumo", che significa "non fumo oggi e non ho intenzione di fumare": ad essa corrisponde quindi un qualche proposito di verginità da parte di Maria. Occorre inoltre supporre che Giuseppe, suo promesso sposo, fosse d'accordo, altrimenti l'obiezione di Maria non avrebbe senso.
  2. Nel celebre Catechismo di Papa Pio X (1905) si legge: "83. Nel colloquio coll'Arcangelo, Maria aveva inteso che sua cugina Elisabetta, moglie ad un sacerdote, chiamato Zaccaria, dovea sebbene avanzata in età, avere un figlio. Con santa sollecitudine ando Maria a trovare la cugina sulle montagne della Giudea, per congratularsi con lei, e sovratutto per servirla, come fece per tre mesi, quale umile ancella. Si fu in quell'occasione che Maria, rispondendo al saluto della cugina che, ispirata dallo Spirito Santo la salutava Madre di Dio, usci in quel sublime cantico - Magnificat - che sovente canta la Chiesa. 84. Il figlio di Elisabetta fu Giovanni Battista, il santo precursore del Messia" (Catechismo di Pio X, "Sunto di storia del Nuovo Testamento" online).
  3. Ricciotti (1941: §226-7; 235-7) commenta i dati lucani assumendone semplicemente la storicità.
  4. Brown (1976: 353) si mostra prudente e indeciso: "i nomi dei genitori [del Battista] e il lignaggio sacerdotale trovano una migliore spiegazione, insieme alla datazione nel periodo erodiano, considerandoli come informazioni della tradizione (storica o non storica) pervenute a Luca, invece che un prodotto dell'inventiva lucana" attraverso discepoli di Giovanni passati al cristianesimo (At 19,1-7) o sacerdoti convertiti (At 6,7), ma conclude: "ritengo che sia del tutto possibile attribuire a Luca [cioè senza preciso fondamento storico] la forma letteraria, la posizione, la teologia e la maggior parte del contenuto di 1,5-25" (ib.: 380), in particolare la parentela di Gesù e Giovanni affermata da 1,36.
  5. Meier (1994: 42-43) appare invece più netto: "Potremmo dunque rassegnarci, accantonando Lc1 nella nostra indagine sul Battista storico. [...] Se si può salvare qualcosa di valido dal racconto di Luca, è l'idea che Giovanni era il figlio unico di un sacerdote che prestava servizio nel tempio di Gerusalemme".
  6. Il Catechismo della Chiesa cattolica, parlando del Battista, si sofferma sul suo ruolo di precursore e battezzatore di Gesù, tralasciando il resto (v. nn. 486; 523; 535).
  7. La più antica indicazione in tal senso viene ravvisata nella Topografia di Teodosio, pellegrino in terra santa nel 530, che sostiene esserci 5 miglia tra Gerusalemme e il luogo dove visse Elisabetta (online). Non nomina però la località ma altre testimonianze successive confermano questa indicazione tradizionale (v. Ein Kerem su jewishvirtuallibrary.org).
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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