Ultima modifica il 29 mar 2016 alle 09:49

Settimana Santa

La Settimana Santa è la settimana nella quale si celebrano gli eventi di Fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua Passione, Morte e Risurrezione.

Inizia con la Domenica delle Palme, e culmina nella celebrazione della Pasqua.

I riti della Settimana Santa sono celebrati con solennità e allo stesso modo in tutte le chiese del mondo cristiano.

Domenica delle Palme

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ingresso di Gesù a Gerusalemme.

La Settimana Santa si apre con la Domenica delle Palme, o Domenica di Passione. In essa si celebra l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, acclamato come Messia e figlio di Davide. Viene letto il racconto della Passione secondo l'Evangelista corrispondente all'Anno Liturgico che si sta vivendo (A, B o C).

Lunedì, Martedì e Mercoledì Santo

Il Lunedì, Martedì e Mercoledì Santo la Chiesa contempla in particolare il tradimento di Giuda. La prima lettura della Messa presenta i primi tre canti del Servo del Signore che si trovano in Isaia 42,1-9, 49,1-6, 50,4-11.

Giovedì santo

Durante la mattinata del Giovedì Santo non si celebra l'Eucarestia nelle parrocchie, perché viene celebrata un'unica Messa, detta Messa del Crisma, in ogni Diocesi, in Cattedrale. Tale Messa è presieduta dal Vescovo insieme a tutti i suoi presbiteri e diaconi. In questa Messa vengono consacrati gli Oli santi, e i presbiteri rinnovano le promesse effettuate al momento della loro ordinazione.

Con la Messa nella Cena del Signore, celebrata verso sera, inizia il solenne Triduo Pasquale. Prima dell'inizio vengono spogliati gli altari: essi restano senza ornamenti, i tabernacoli rimangono vuoti e aperti; vengono anche velate le croci, e le campane rimangono silenti.

Il Triduo Pasquale

Giovedì Santo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ultima Cena e Lavanda dei piedi.

Il solenne Triduo Pasquale della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo viene aperto con la Messa nella Cena del Signore, nella quale si ricorda l'Ultima Cena di Gesù, la istituzione dell'Eucarestia e del Sacerdozio ministeriale, e si ripete il gesto simbolico della Lavanda dei piedi effettuato da Cristo nell'Ultima Cena. Al termine l'Eucaristia viene riposta nell'Altare della Reposizione, davanti al quale i fedeli permangono in adorazione.

Venerdì santo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Passione di Gesù e Processo di Gesù.

Il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù sulla Croce. La Chiesa celebra verso le tre del pomeriggio la solenne celebrazione della Passione, divisa in tre parti:

  1. La Liturgia della Parola, con la lettura del quarto canto del servo del Signore (Is 52,13-53,12), dell'Inno cristologico della lettera ai Filippesi (2,6-11) e della Passione secondo Giovanni.
  2. L'Adorazione della Croce.
  3. La santa Comunione con i presantificati.

Il Venerdì Santo è tradizione effettuare, in molti posti per le strade, il pio esercizio della Via Crucis. Si pratica il digiuno e ci si astiene dalle carni come forma di partecipazione alla Passione e Morte del Signore.

Sabato Santo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Deposizione di Gesù e Discesa di Gesù agli inferi.

Il Sabato Santo è tradizionalmente giorno senza liturgia: non si celebra l'Eucaristia, e la Comunione ai malati si porta solamente ai malati in punto di morte.

La Veglia Pasquale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Risurrezione di Gesù.

Nella notte si celebra la solenne Veglia Pasquale, che è la celebrazione più importante di tutto l'Anno Liturgico. In essa:

Domenica di Resurrezione

La Domenica di Resurrezione torna a riecheggiare la gioia della Veglia Pasquale.

Tale domenica è ampliata nell'Ottava di Pasqua: la Chiesa celebra la pienezza di questo evento fondamentale per la durata di otto giorni, concludendo la II domenica di Pasqua, chiamata fin dall'antichità Domenica in Albis, che Giovanni Paolo II ha voluto dedicare alla celebrazione della Divina Misericordia.

Espressioni extra liturgiche

Ai riti previsti dalla liturgia si accompagnano quelli che nel corso dei secoli la pietà del popolo cristiano ha adottato per rievocare i momenti più significativi della Passione di Cristo. Per la sincerità di tali espressioni religiose la Chiesa approva e consente lo svolgimento di questi pii esercizi, in quanto contribuiscono a rinsaldare e tramandare la Fede cristiana.

In tutto il mondo cattolico, la tradizione popolare della Settimana Santa è ricchissima di canti, poemi, raffigurazioni e rievocazioni sceniche della Passione di Gesù, che spesso affondano le loro radici fin nei primi secoli del Cristianesimo.

La letteratura italiana è ricca di opere, scritte in prosa e soprattutto in poesia, di autori noti ed anonimi, ispirate ai racconti della Passione, dal suo ingresso trionfale a Gerusalemme, alla morte in croce, alla sepoltura e alla Resurrezione dai morti (vedi ad esempio il celebre Stabat Mater, o anche alcune Laudi di Jacopone da Todi, risalenti al XIII secolo). Le vicende umane e divine di Cristo, rievocate nella Settimana Santa, hanno ispirato l'opera non solo di numerosi scrittori e poeti, di ogni parte del mondo, ma anche di musicisti, pittori, scultori, architetti, artisti in genere.

Rito Ambrosiano: Settimana Autentica

Nel Rito Ambrosiano la Settimana Santa è chiamata Settimana Autentica. Non è un'introduzione del Nuovo Lezionario Ambrosiano, ma l'appellativo che risale dagli antichi documenti della liturgia ambrosiana. In questo modo si vuole sottolineare che si tratta della Vera settimana dell'Anno liturgico, cioè quella nella quale, rispetto a tutte le altre, il credente ripercorre il mistero pasquale di Cristo che, per la nostra salvezza, soffre, muore e risorge. Anche nel Rito Ambrosiano la Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme e culmina nella celebrazione della Pasqua, ma, a differenza del Rito Romano, il colore liturgico è il rosso.

Sabato in Traditione Symboli

Il Sabato in Traditione Symboli, pur essendo l'ultimo sabato di Quaresima, introduce nell'atmosfera di autenticità di questo periodo: il colore liturgico, infatti, è già il rosso e non il morello.

È il giorno in cui, sin dai tempi di Sant'Ambrogio veniva consegnato ai catecumeni il Simbolo della Fede cioè il Credo affinché potessero impararlo a memoria.

La Liturgia è totalmente focalizzata sul tema della trasmissione della fede nella Chiesa, processo emblematicamente rappresentato dal rito della consegna del Simbolo. Le prime due letture sono uniche per tutti gli anni liturgici, cioè non seguono il sistema binario come gli altri sabati di Quaresima:

Domenica delle Palme

Sono previste due celebrazioni con letture uniche per tutti gli anni liturgici, cioè uguali per l'Anno A, B e C:

Le prime tre ferie

Le ferie della Settimana Autentica seguono il sistema binario per le prime due letture, cioè si articolano negli anni pari e dispari[1] e mantengono un'unica lettura del Vangelo.

  • dal martedì fino alla Veglia pasquale, ad eccezione della Messa crismale del Giovedì, inizia la lettura ininterrotta, rispettando la scansione temporale degli avvenimenti narrati, dei capitoli 26, 27 e inizio 28 del Vangelo secondo Matteo:
    • Martedì: la decisione del Sinedrio di arrestare Gesù (Mt 26,1-5).
    • Mercoledì: l'accordo di Giuda con i sommi sacerdoti per la consegna di Gesù (Mt 26,14-16).

Le prime due Letture propongono anche in questi due giorni i due libri del lunedì nei quali si delinea

  • la tipologia cristologica dell'uomo giusto, colpito dal male, ma giustificato da Dio (Giobbe) e, attraverso le vicende di Sara, Tobia e Tobi, si adombra l'unione del Cristo con la Chiesa (Anno dispari)
  • e si stabilisce una nuova figura di giusto sofferente, che Dio stabilisce in pienezza di vita (Anno pari).

Giovedì al mattino

In Duomo si celebra la Messa crismale, che il Vescovo concelebra con i sacerdoti delle diverse zone della diocesi e durante la quale consacra il Sacro Crisma e benedice gli altri Oli. È considerata una delle principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio del Vescovo, un segno della stretta unione dei sacerdoti con lui; infatti con il Crisma benedetto dal Vescovo sono unti i neo-battezzati e segnati coloro che ricevono il Sacramento della Confermazione.

In questa celebrazione sono previste letture principali tratte dal libro del Profeta Isaia, dalla Lettera agli Ebrei e il Vangelo secondo Luca:

  • Lettura : Is 61,1-3.6.8-9 L'olio dell'unzione per la consacrazione dei sacerdoti e dell'altare;
  • Epistola: Eb 5,1-10 Cristo, sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedek;
  • Vangelo : Lc 4,16-21 Lo Spirito del Signore è sopra di me; mi ha consacrato con l'unzione per portare il lieto annuncio.

Ad Libitum sono disponibili altre letture.

Nelle parrocchie, invece, è prevista una Liturgia della parola articolata in due pericopi veterotestamentarie: una a scelta tra due tratte dal Libro di Daniele e una dal Libro della Sapienza, il cui contenuto cristologico è evidente e fondato sul saldo principio che tutto ciò che fu scritto dai profeti, riguardo al Figlio dell'uomo, si compirà.

Triduo Pasquale

Il Giovedì santo è l'ultimo giorno di Quaresima, ma con la celebrazione dell'Eucaristia infra vesperas della sera ha inizio la Pasqua. Le cinque principali celebrazioni del Triduo (giovedì sera, venerdì pomeriggio e sera, sabato mattina, veglia pasquale). sono caratterizzate da una continuità della lettura del Vangelo secondo Matteo dal capitolo 26 fino al 28.

Fermi restando i riti di consacrazione del crisma e lo stesso utilizzo degli oli santi, le celebrazioni e i riti della chiesa ambrosiano si differenziano da quelli di Rito romano.

Giovedì della Settimana Autentica

Messa tra i vespri nella Cena del Signore

La lavanda dei piedi trova il suo luogo ideale o all'inizio della celebrazione serale, come avviene in cattedrale, o nel pomeriggio in un'apposita celebrazione. Il rito della lavanda dei piedi nella liturgia ambrosiana, a differenza di quella romana, è comunque completamente staccato dalla "Messa in cena Domini" e ha un carattere quasi privato.[2]

La centralità della Messa in cena Domini, secondo la liturgia ambrosiana, si esprime con la lunga lettura del brano del Vangelo secondo Matteo (Mt 26,17-75) come primo atto commemorativo della Passione del Signore cioè Dall'ultima cena al rinnegamento di Pietro, quando il gallo canta e sta ormai spuntando il nuovo giorno: la celebrazione vespertina ambrosiana vuole così ricalcare la successione cronologica degli avvenimenti del primo giovedì santo.

Durante questa celebrazione è obbligatorio l'utilizzo della Preghiera Eucaristica V ambrosiana.

Venerdì della Passione del Signore

Il Venerdì Santo sono previsti due momenti liturgici:

  • La celebrazione della Passione del Signore che a sua volta è caratterizzata da tre momenti forti:
    • L'annuncio della Morte del Signore. Se la celebrazione vespertina del Giovedì Santo commemora il primo atto della Passione del Signore, quella del Venerdì ne è la naturale continuazione nonché il compimento, e trova il suo vertice nell'annuncio della morte di Cristo in croce, con la lettura della passione secondo Matteo dal punto in cui era stata interrotta la sera precedente (Mt 27,1-56).
    • L'adorazione della Croce. L'immagine del crocifisso viene portata solennemente su un cuscino verso l'altare maggiore: per tre volte la croce viene innalzata, mentre si canta l'antifona Ecce lignum Crucis in quo salus mundi pependit (ecco il legno della croce, al quale fu appeso il salvatore del mondo) e per tre volte tutti si inginocchiano davanti a essa in adorazione. Nuovamente la Croce, dopo essere stata deposta sui gradini dell'altare, viene adorata con tre genuflessioni e con un bacio di venerazione all'immagine del crocifisso.
    • La preghiera universale in cui solennemente si prega per le necessità della Chiesa e del Mondo.
I lettura - Is 49,24-50,10
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Dice il Signore: rivesto i cieli di oscurità.
II Lettura - Is 52,13-53,12
Il quarto cantico del servo del Signore: l'uomo dei dolori che ben conosce il patire.
  • La celebrazione vespertina "nella deposizione del Signore":
I Lettura - Dn 3,1-24  
I tre giovani nella fornace benedicono il Signore.
II Lettura - Dn 3,91-100
Nabucodonosor vede nella fornace, disceso in mezzo ai tre, uno simile nell'aspetto a un figlio di dèi.
Vangelo - Mt 27,57-61
Si incentra sulla pericope evangelica di Matteo. La sepoltura del Signore.

Veglia Pasquale

Anche nel Rito Ambrosiano la Veglia Pasquale è caratterizzata dagli stessi riti di quello Romano:

  • benedizione del fuoco nuovo
  • accensione del Cero pasquale
  • canto del Preconio da parte del Diacono o del Sacerdote
  • liturgie battesimali a cui segue la liturgia Eucaristica e la benedizione finale.

Vi sono, però, alcune differenze particolari:

  • Il Preconio è formulato diversamente (vedi Exultet secondo il Rito Ambrosiano).
  • Le letture veterotestamentarie sono sei anziché sette, simili, ma non uguali. La settima lettura è presa dagli Atti degli Apostoli (At 2,22-28).
  • I salmi sono proclamati in forma di Salmello, cioè cantati.
  • L'Epistola è presa dalla Lettera ai Romani come nel Rito Romano, ma propone versetti diversi (Rm 1,1-7).
  • Si annuncia il Vangelo di Matteo (al posto di quello di Marco) a conclusione della lettura ininterrotta iniziata il Martedì delle prime tre ferie.
  • Dopo l'ultima lettura veterotestamentaria, chi presiede la Veglia (l'Arcivescovo, con in capo la mitria e in mano il pastorale), canta per tre volte e in tono sempre più alto, dai tre lati dell'altare, l'annuncio della Resurrezione Cristus Dominus resurrexit!, a cui i fedeli rispondono acclamando Deo gratias!. Dall'altare si diffonde in tutte le direzioni e indica che la veglia pasquale ambrosiana è giunta al suo momento centrale[3]. Non quindi il canto del Gloria come nel Rito Romano.

Durante questa celebrazione è obbligatorio l'utilizzo della Preghiera Eucaristica VI ambrosiana.

Domenica di Pasqua

Le pericopi del giorno di Pasqua del Nuovo Lezionario Ambrosiano, vedono un unico mutamento rispetto al Lezionario ad experimentum: nella prima lettura (At 1,1-8a) si è scelto di concludere con la menzione del dono dello Spirito omettendo il riferimento alla testimonianza fino agli estremi confini della terra al fine di caratterizzare il Tempo di Pasqua come connotato da una duplice polarità: la celebrazione della Risurrezione di Cristo e l'attesa del dono dello Spirito.

L'Epistola propone la lettura della Prima Lettera ai Corinzi (1Cor 15,3-10a): Cristo morì secondo le Scritture, è risorto il terzo giorno, apparve a Cefa, agli apostoli, a più di cinquecento fratelli.

Il Vangelo ripropone uno dei brani del Vangelo della Risurrezione utilizzato durante l'anno liturgico (Gv 20,11-18): Maria riconosce il Signore.

Nel giorno di Pasqua, durante tutta l'Ottava o settimana in Albis e nel giorno di Pentecoste, accanto alla Messa nel giorno è proposta anche una Messa per i battezzati.

Tradizioni popolari

In Italia numerosissime e spesso particolarmente suggestive sono le rappresentazioni della Settimana Santa, diffuse praticamente in ogni regione, nelle quali si mescolano gli elementi più strettamente religiosi a componenti in varia misura folklorisitiche.

In particolare:

  • I riti di Taranto, con i confratelli detti Perdoni: si svolgono a partire da Giovedì notte sino al Sabato Santo mattina.
  • Le tradizioni di Polistena, con ben undici riti, tra cui quattro in un solo giorno.
  • Quella di Molfetta con la processione dell'Addolorata il Venerdì di Passione, dei Misteri il Venerdì Santo, e della Pietà il Sabato Santo.
  • Quelle caratteristiche di Catanzaro, San Fratello, Enna, Caltanissetta, Bitonto, Trapani, Noicattaro e Vico del Gargano.
  • I riti di Sessa Aurunca, antica cittadina in provincia di Caserta, sono considerati i riti del Venerdì Santo più suggestivi d'Italia; sono derivati dalla famosa tradizione spagnola.
  • I riti della Sicilia, e in particolare quelli di Enna, città nota per la sua Settimana Santa e le sue numerose confraternite.
  • A Messina nel pomeriggio del Venerdì Santo si svolge la Processione delle Barette, 11 fercoli rappresentanti la Passione di N.S. Gesù Cristo.
  • A Trapani si svolge la Processione dei misteri.
  • Caltanissetta è famosa per la processione dei Misteri.
  • A Biancavilla (provincia di Catania) si svolge la lunga "Cerca" dell'Addolorata a partire dall'alba e la suggestiva processione serale dei Misteri, otto pregevoli e artistici gruppi statuari recati a spalla, nel silenzio religioso del centro storico rotto solo dalle marce funebri, dai membri delle otto confraternite cittadine vestiti ciascuno con le insegne tradizionali.
  • In Puglia a Taranto, a Bitonto, con la processione dei Misteri e la processione di Gala; a Canosa; a Gallipoli; a Molfetta; a Noicattaro, in provincia di Bari, con la figura emblematica del crocifero che attua un vero è proprio atto di penitenza, e che culmina con la cosiddetta "Disciplina": di fronte al Sepolcro, a colpi di catena, si fustiga gli omeri; a Vico del Gargano, con le cinque confraternite, che al mattino con le popolari "Madonne" e di sera con la "Processione al Calvario", intonano i suggestivi e tradizionali canti del Miserere e dell'"Evviva la Croce"[4].
  • In Basilicata a Montescaglioso, in provincia di Matera, con la tradizionale processione dei misteri e la promiscua esecuzione delle cosiddette cantilene (opere canore polifoniche) da parte del coro della parrocchia Santi Pietro e Paolo.
  • In Calabria a Catanzaro con la processione della Naca.

Molte di queste manifestazioni sono state inserite nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Sicilia, con il patronato dell'Unesco.


Note
  1. Queste non prendono il nome introduttivo classico di Lettura ed Epistola, ma quello dei Libri proposti, cioè Giobbe e Tobia
  2. Sant'Ambrogio compiva la lavanda dei piedi non il giovedì santo, ma la notte di Pasqua, e oggetto del rito erano i nuovi battezzati, i più piccoli, gli ultimi arrivati nella Chiesa.
  3. Il triplice "Cristus Dominus resurrexit" della tradizione ambrosiana trova un interessante parallelo nell'analoga proclamazione con cui anche nella liturgia bizantina si annuncia la risurrezione di Cristo: è un uso antichissimo che risale alla liturgia di Gerusalemme del V - VI secolo e che attualmente il solo rito ambrosiano conserva fra le liturgie occidentali.
  4. Il clima festoso che si respira in queste celebrazioni si richiama alla tradizione spagnola.
  5. 5,0 5,1 Il colore rosso tenue è utilizzato per una migliore comprensibilità del testo, in realtà il colore liturgico è il rosso forte (vedi tabella La Settimana Santa e il Tempo di Pasqua).
  6. Al Giovedì in Albis vi è la commemorazione del transito e della sepoltura di Sant'Ambrogio.
  7. Il giovedì è appellato A metà festa.
Bibliografia

Mons. Marco Navoni, L'anno liturgico ambrosiano alla luce del nuovo lezionario, Centro Ambrosiano, Milano, 2008

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Collegamenti esterni

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