Papa Benedetto XIII

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Nota di disambigua - Se stai cercando l'antipapa (1328-1423), vedi Antipapa Benedetto XIII.
Servo di Dio Benedetto XIII, O.P.
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Papa
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al secolo Pietro Francesco Orsini
Servo di Dio
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Titolo
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Età alla morte 81 anni
Nascita Gravina in Puglia
2 febbraio 1649
Morte Roma
21 febbraio 1730
Sepoltura Basilica di Santa Maria sopra Minerva
Vestizione [[{{{aVest}}}]]
Professione religiosa 13 febbraio 1668
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Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
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Ordinazione presbiterale 24 febbraio 1671 da papa Clemente X
Appartenenza
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Consacrazione arcivescovile 3 marzo 1675 dal card. Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
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Creazione
a Cardinale
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a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
22 febbraio 1672 da Clemente X (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
prima dell'elezione
Arcivescovo di Manfredonia
Arcivescovo di Cesena
Arcivescovo di Benevento
Eletto Antipapa {{{antipapa}}}
Creazione a
pseudocardinale
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
245° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
29 maggio 1724
Consacrazione 4 giugno 1724
Fine del
pontificato
21 febbraio 1730
(per decesso)
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore papa Innocenzo XIII
Successore papa Clemente XII
Extra Immagini
Anni di pontificato
Nomine Presbiteri Vescovi
Cardinali 29 creazioni in 12 concistori
Proclamazioni Beati Santi
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Eventi Giubileo del 1725
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Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza [[{{{ricorrenza}}}]]
Altre ricorrenze
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Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
Dati su gcatholic.org
Dati su catholic-hierarchy.org
(EN) Scheda su Salvador Miranda
Scheda su santiebeati.it
Servo di Dio Benedetto XIII, al secolo Pietro Francesco Orsini, (Vincenzo Maria Orsini) (Gravina in Puglia, 2 febbraio 1649; † Roma, 21 febbraio 1730), è stato il 245° vescovo di Roma e papa italiano dal 1724 alla sua morte.

Biografia

La giovinezza

Figlio di Ferdinando III Orsini, duca di Gravina di Puglia, e di Giovanna Frangipane della Tolfa di Toritto, apparteneva quindi alla nobile famiglia dei duchi Orsini (ramo di Gravina). Il padre morì nel 1658, quando egli aveva otto anni, e - quindi - ereditò subito da lui il titolo di feudatario di Solofra. Fu educato da Niccolò Tura, domenicano di Solofra, e da sua madre Giovanna, donna religiosa e caritatevole. Iniziò gli studi nella città irpina e, a 16 anni, fondò l'Accademia dei Famelici.

A 17 anni chiese di entrare nel noviziato dell'ordine che egli più amava, quello dei domenicani, durante un viaggio a Venezia, nonostante alcuni suoi parenti non fossero d'accordo per il fatto che egli era primogenito. Si appellò a papa Clemente IX, che non solo accettò l'ingresso ma, viste le doti del ragazzo, lo dispensò dagli studi propedeutici. Poco dopo, nel 1668, egli rifiutò l'eredità del titolo di duca, che passò al fratello, e fece la sua prima professione: cambiò il nome in fra' Vincenzo Maria Orsini. Fu ordinato sacerdote il 24 febbraio 1671 da papa Clemente X.

Cardinale e vescovo

A soli ventitré anni, contro la sua volontà, il 22 febbraio 1672 divenne cardinale del titolo di San Sisto e prefetto della Congregazione del Concilio; accettò solo dopo che il Generale dell'Ordine dei Frati Predicatori, chiamato dal papa Clemente X, lo obbligò. Si recò, quindi, a Roma.

Nel 1675 gli furono proposte le sedi vescovili di Salerno e di Manfredonia: la sua scelta fu per quest'ultima, che era meno prestigiosa e meno ricca, ma vicina al suo luogo natio; fu quindi nominato, il 28 gennaio 1675, arcivescovo di Manfredonia e consacrato il 3 febbraio dello stesso anno dal cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni. Qui dimostrò le sue doti di vicinanza al popolo di Dio, anche se il suo carattere zelante lo portò ad avere contrasti con alcuni importanti funzionari del vice-regno e con i legati spagnoli.

Papa Innocenzo XI e il cardinale Paluzzi Altieri, suo protettore e uomo vicino alla sua famiglia, fecero in modo che il 22 gennaio 1680 accettasse il trasferimento alla sede vescovile di Cesena, con il titolo personale di arcivescovo. In tale città, però, ebbe problemi di salute e vi poté soggiornare solo due anni (su un totale di sei anni), poiché dovette andare a Ischia e a Napoli per curarsi; oltre a questo, ebbe problemi con le autorità laiche, in quanto il suo zelo lo portava a contrastare qualsiasi abuso.

Il suo fervore religioso e la sua condotta di vita virtuosa influenzarono con il tempo anche sua madre, sua sorella e due sue nipoti, che entrarono nel terzo ordine delle suore domenicane. Alla morte di Clemente X, aveva fatto parte nel conclave del 1676 del grande gruppo dei cardinali cosiddetti "zelanti", cioè non schierati con nessuna potenza europea.

Il 18 marzo 1686 gli fu proposta la sede arcivescovile di Benevento, ritenendola più consona al suo stato di salute; qui risiedette per trentotto anni. Entrò in città il 30 maggio 1686 a dorso di un cavallo bianco e restò vescovo anche quando divenne papa, in via eccezionale. Ogni anno visitava una parrocchia. Imponente fu la sua opera di pastore: tenne 44 sinodi in 44 anni di episcopato, con regolare stampa e diffusione in ogni parrocchia della diocesi; raccolse in assemblee periodiche tutto il clero, che comunitariamente prendeva sempre più coscienza delle realtà locali, diventando assieme al vescovo più responsabile della cura delle anime. Costruì ospedali e alleviò le sofferenze dei poveri. Fondò un monte frumentario, precorrendo i tempi, per prestare ai contadini indigenti i fondi per acquistare le sementi, da restituire all'epoca del raccolto.

Durante il suo episcopato, la città fu colpita per due volte dal terremoto: l'8 giugno 1688 e il 14 marzo 1702. In entrambe le circostanze si prodigò per gli abitanti e fece di tutto per ricostruire la città danneggiata, tanto che fu nominato "secondo fondatore" di Benevento. In questi anni l'unico aspetto negativo fu la sua semplicità e l'ingenuità di fronte a situazioni e persone scaltre e senza scrupoli, che abusarono della sua confidenza. Riordinò gli archivi diocesani, celebri per dovizia e antichità di documenti, in particolare quello di Benevento e Manfredonia e quelli vescovile e capitolare di Gravina e San Bartolomeo in Galdo, con l'aiuto del paleografo Casimiro Graiewski dell'Abbatia di Sant'Amando in Padula (Belgio) e quella del bibliotecario Domenico Rossi, che tenne la carica di archivista presso la curia beneventana tra il 1708 e il 1724.

Il 3 gennaio 1701 optò per l'ordine dei vescovi e la sede suburbicaria di Frascati, conservando l'amministrazione di Benevento. Il 18 marzo 1715 scelse la sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina, e ottenne sempre di conservare l'amministrazione di Benevento.

Ogni città dell'allora vasta provincia ecclesiastica di Benevento serba tracce incancellabili del cuore immenso di lui, ed il suo nome, come il suo blasone, sono scolpiti su centinaia di pietre e dipinti in innumerevoli quadri.

Papa

Il 7 marzo 1724 morì Innocenzo XIII e fu indetto il conclave: il consesso si aprì il 20 marzo, ma il 25 maggio ancora non si era raggiunto l'accordo. Rattristato, decise di fare una novena a san Filippo Neri, cui era particolarmente legato, affinché non tardasse l'elezione del nuovo papa. Prima che la novena fosse finita, vide con timore che la persona sulla quale si convogliavano i voti maggiori era proprio lui. Tentò in tutti i modi di non farsi eleggere, ma non ci riuscì, e il 29 maggio 1724 fu eletto papa. Anche allora tentò di rifiutare, ma accettò quando si rese conto che un altro conclave avrebbe portato grossi problemi alla Chiesa cattolica. A malincuore obbedì e scelse, in onore di Benedetto XI (papa domenicano), il nome di Benedetto XIV, che però corresse in breve tempo in Benedetto XIII, poiché Pietro de Luna, che aveva già utilizzato tale nome tra il 1394 e il 1423, era stato scismatico, e quindi antipapa.

Tra i suoi primi atti vi fu il rafforzamento della disciplina ecclesiastica. Impose una veste meno lussuosa e meno mondana ai cardinali. Durante il Giubileo del 1725 si dimise dalla carica di Gran Penitenziere e affermò che aveva seriamente pensato di ripristinare l'uso di penitenze pubbliche per alcune colpe gravi. Per favorire lo sviluppo di seminari diocesani, istituì una commissione speciale, la Congregazione dei seminari.

Durante il Concilio lateranense del 1725, richiese un'incondizionata accettazione della bolla pontificia Unigenitus, nella quale erano confutati tutti i principali fondamenti dell'eresia giansenista francese e, sebbene con notevoli sforzi, riuscì a fare accettare nel 1728 tale deliberazione dal cardinale Louis-Antoine de Noailles, arcivescovo di Parigi. Durante il pontificato visitò due volte la città di Benevento, della quale continuò, in via eccezionale, a dirigere la diocesi, mediante un vicario generale, negli anni 1727 e 1729.

Sempre nell'anno giubilare, inaugurò la scalinata di Piazza di Spagna a Roma, per congiungere la chiesa della Trinità dei Monti con la parte sottostante. Nel 1727 si impegnò per l'istituzione dell'Università di Camerino. Ebbe contrasti con il re del Portogallo, Giovanni V, che voleva nominare un cardinale di corona.

Uomo di grande cultura, fu un papa riformatore e si impegnò a porre un freno allo stile di vita decadente del clero italiano. Fondò il penitenziario di Cometo, che oltre alla pena pensava alla riabilitazione dei detenuti, e l'ospedale di san Gallicano, per accogliere e curare i pellegrini. Nel 1725 rinnovò il bando di papa Innocenzo XI contro il gioco del lotto, ritenuto immorale, con severe pene per i trasgressori; visto lo scarso successo del divieto, vi aggiunse pene spirituali, come la sospensione a divinis per il clero e la scomunica latae sententiae per gli altri. Nello stesso tempo ritirò la scomunica per chi assumeva tabacco nel coro, nella sacrestia, nel portico e nell'oratorio della basilica vaticana. Ridusse anche, all'interno della Stato Pontificio, le gabelle sui generi di prima necessità come pane, vino e carne. Meno accorta fu la scelta del suo segretario Niccolò Coscia, uomo avido che depredò l'erario pontificio per arricchire la sua famiglia. Coscia cominciò a fare grandi concessioni ai capi di governo stranieri per ottenere i loro favori, spesso in contrasto con gli stessi interessi dello Stato Pontificio. Come nel caso del riconoscimento, avvenuto nel 1728, di Vittorio Amedeo II di Savoia come re di Sardegna, in contrasto con l'antico diritto di sovranità papale sull'isola. Questi abusi ebbero fine solo con l'avvento del suo successore[1]. La sua politica estera fu caratterizzata anche da tentativi di conciliazione con la Francia, turbata dalla politica del suo predecessore, e con la Spagna, cui concesse nel 1728 le mezze festività, dove in certe festività era possibile per i credenti lavorare dopo aver partecipato alla messa festiva. Dichiarò non valide le ordinazioni sacerdotali della Chiesa anglicana. Approvò molte canonizzationi, in particolare quelle di San Luigi Gonzaga, San Stanislao Kostka, San Giovanni della Croce, San Giovanni Nepomuceno Neumann e Santa Margherita da Cortona. Fu l'ultimo membro della nobile famiglia Orsini a divenire papa.

La sua salma è conservata presso la Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma.

Causa di beatificazione

Il 21 febbraio 1931 papa Pio XI diede inizio alla causa di beatificazione, proclamandolo servo di Dio.

Genealogia episcopale e successione apostolica


Predecessore: Cardinale presbitero di San Sisto Successore: Stemma cardinale.png
Giacomo Rospigliosi 1672-1701 Nicolò Spinola I
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con
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Giacomo Rospigliosi {{{data}}} Nicolò Spinola
Predecessore: Arcivescovo di Manfredonia Successore: Stemma arcivescovo.png
Benedetto Cappelletti 1675 - 1680 Tiberio Muscettola I
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con
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Benedetto Cappelletti {{{data}}} Tiberio Muscettola
Predecessore: Arcivescovo di Cesena
Titolo personale
Successore: Stemma arcivescovo.png
 ? 1680 - 1686  ? I
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con
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 ? {{{data}}}  ?
Predecessore: Arcivescovo di Benevento Successore: Stemma arcivescovo.png
Girolamo Gastaldi 1686 - 1686 Filippo Coscia
Vicario
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con
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Girolamo Gastaldi {{{data}}} Filippo Coscia
Vicario
Predecessore: Cardinale vescovo di Frascati Successore: Stemma cardinale.png
Nicolò Acciaiuoli 1701-1715 Sebastiano Antonio Tanara I
II
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Nicolò Acciaiuoli {{{data}}} Sebastiano Antonio Tanara
Predecessore: Cardinale vescovo di Porto-Santa Rufina Successore: Stemma cardinale.png
Nicolò Acciaiuoli 1715-1724 Fabrizio Paolucci I
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Nicolò Acciaiuoli {{{data}}} Fabrizio Paolucci


Predecessore: Papa Successore: Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Innocenzo XIII 29 maggio 1724 - 21 febbraio 1730 Papa Clemente XII I
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Papa Innocenzo XIII {{{data}}} Papa Clemente XII
Note
  1. Cronologia leonario
Voci correlate
Bibliografia
Collegamenti esterni

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