Pinacoteca Vaticana (Musei Vaticani)

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Pinacoteca Vaticana (Musei Vaticani)
Michelangelo Caravaggio 052.jpg
Caravaggio, Pala d'altare con Deposizione di Gesù Cristo nel sepolcro (1600 - 1604 ca.), olio su tela
Categoria Musei pontifici
Stato bandiera Città del Vaticano
Regione ecclesiastica [[]]
Regione
Provincia
Comune Città del Vaticano
Località o frazione {{{Località}}}
Diocesi Diocesi di Roma
Vicariato Generale dello Stato della Città del Vaticano
Indirizzo Viale Vaticano
00165 Roma
Telefono +39 06 69884676, +39 06 69883145
Fax +39 06 69884019
Posta elettronica musei@scv.va
Sito web [1]
Proprietà Santa Sede
Tipologia arte sacra
Contenuti arazzi, ceramiche, dipinti, sculture
Servizi accoglienza al pubblico, audioguide, archivio storico, biblioteca, biglietteria, bookshops, caffetteria, didattica, fototeca, guardaroba, laboratorio di restauro, punti ristoro, visite guidate, organizzazione e sale per eventi e mostre temporanee, mediateca
Sistema museale di appartenenza Musei Vaticani
Sede Museo Palazzo della Pinacoteca Vaticana
Datazione sede 1932
Sede Museo 2°
Datazione sede 2°
Fondatori papa Pio XI
Data di fondazione 27 ottobre 1932
Note
Coordinate geografiche
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Il Pinacoteca Vaticana, parte integrante dei Musei Vaticani ed allestita nel Palazzo appositamente costruito dall'architetto Luca Beltrami, venne inaugurata il 27 ottobre 1932, per volere del papa Pio XI, con lo scopo di conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del notevole patrimonio storico-artistico dei pontefici.

Sede

Il Palazzo della Pinacoteca Vaticana venne edificato nel 1932 dall'architetto Luca Beltrami (18541933) in una parte del Giardino Quadrato (XIX secolo), isolato e circondato da viali, in un luogo ritenuto adatto ad assicurare le migliori condizioni di luce in rapporto sia alla corretta conservazione delle opere, sia alla loro ottimale valorizzazione. Il nuovo edificio risolse così l'antico problema dell'esposizione delle opere, trasferite di continuo nell'ambito dei Palazzi Apostolici in mancanza di una sede idonea al valore dei suoi contenuti.

Storia

Una prima raccolta di 118 dipinti fu realizzata da papa Pio VI intorno al 1790, ma questa ebbe breve durata dal momento che, a seguito del Trattato di Tolentino (1797), alcuni dei maggiori capolavori furono trasferiti a Parigi.

L'idea di una Pinacoteca, intesa in senso moderno come esposizione aperta al pubblico, nacque solo nel 1817, dopo la caduta di Napoleone e la conseguente restituzione allo Stato Pontificio di gran parte delle opere di sua pertinenza, secondo le direttive del Congresso di Vienna (1814 - 1815).

Nel tempo, la collezione si è continuata ad accrescere, attraverso donazioni e acquisizioni fino a raggiungere l'attuale nucleo di circa 460 dipinti, annoverando tra questi alcuni capolavori dei maggiori artisti della storia dell'arte italiana: Giotto, Beato Angelico, Melozzo da Forlì, Pietro Perugino, Raffaello, Leonardo, Tiziano, Caravaggio, ecc.

Percorso espositivo e opere

L'itinerario museale si sviluppa in diciotto sale espositive, lungo il quale sono presentate opere, databili dal XII al XIX secolo, disposte in ordine cronologico e per scuola artistica.

Sala I - Primitivi

La sala ospita i cosiddetti "primitivi" italiani, artisti di epoca medievale (XII - XV secolo). Tra le opere esposte assumono particolare rilievo:

  • Giudizio universale (seconda metà del XII secolo), tempera su tavola, di Niccolò di Giovanni, proveniente dall'Oratorio di San Gregorio Nazianzeno a Roma. [1][2]Il dipinto dalla forma insolita (rotonda con base rettangolare) presenta una raffigurazione del Giudizio universale articolata in cinque registri sovrapposti, ciascuno con una scritta esplicativa in latino: a partire dall'alto a scendere:
Nicolò di Giovanni, Giudizio universale (seconda metà del XII secolo), tempera su tavola

Sala II - Giotto e i giotteschi

La sala conserva opere del periodo giottesco e tardogotico (XIII - XV secolo). Di rilievo:

Giotto di Bondone, Trittico Stefaneschi (1320 ca.), tempera su tavola
Gentile da Fabriano, Scomparto di predella con San Nicola di Bari placa la tempesta e salva una nave da un naufragio (1425 ca.), tempera su tavola

Sala III - Beato Angelico, Filippo Lippi e Benozzo Gozzoli

Beato Angelico, Scomparto di predella con Nascita, vocazione ed elemosina di san Nicola di Bari (1437 ca.), tempera su tavola

La sala raccoglie in maggioranza opere del XV secolo, tra le quali spiccano:

Benozzo Gozzoli, Pala d'altare con Madonna della Cintola tra angeli e santi (1450 - 1452), tempera su tavola
Melozzo da Forlì, Papa Sisto IV nomina il Plàtina prefetto della Biblioteca Vaticana (1477), affresco staccato

Sala IV - Melozzo da Forlì

La sala è riservata alle opere di Melozzo da Forlì (XV - XVI secolo) e della sua bottega. Di particolare interesse:

Marco Palmezzano, Madonna con Gesù Bambino in trono tra santi (1537), tempera su tavola

Tra i dipinti si notano:

Sala V - Ercole de' Roberti

La sala conserva opere del XV secolo di artisti italiani e stranieri, tra queste spiccano:

Ercole de' Roberti, Salvataggio di un bambino in una casa colpita da un incendio (part. predella con Miracoli di san Vincenzo Ferrer), 1473, tempera su tavola

Sala VI - Polittici

La sala è dedicata ai polittici della seconda metà del XV secolo. Di rilievo:

Niccolò Alunno, Trittico di Camerino (1480 ca.), tempera su tavola

Sala VII - Perugino e la scuola umbra

Pietro Perugino, Pala dei Decemviri (1495 - 1496), tempera su tavola

La sala ospita opere della scuola umbra del XV - XVI secolo. Di particolare interesse storico-artistico:

Sala VIII - Raffaello

La sala espone opere di Raffaello Sanzio. In una cornice di arazzi collocati alle pareti, realizzati sui cartoni disegnati dall'artista e dalla sua scuola, dominano al centro della sala tre pale d'altare da lui eseguite:

Raffaello Sanzio, Madonna di Foligno (1511 - 1512), olio su tavola trasportata su tela

Inoltre, nella sala sono esposti:

Sala IX - Leonardo

Leonardo da Vinci, San Girolamo penitente nel deserto (1482 ca.), olio su tavola

La sala custodisce le opere di Leonardo da Vinci e di alcuni artisti del XVI secolo. Si noti:

Sala X - Tiziano e la scuola veneta

La sala contiene opere di alcuni allievi di Raffaello, di Tiziano Vecellio e della scuola veneta del XVI secolo. Vi sono esposti, fra gli altri:

Tiziano Vecellio, Madonna dei Frari (1533 - 1535), olio su tavola trasportato su tela

Sala XI - Barocci

La sala accoglie gli artisti del tardo Cinquecento, tra cui spiccano:

Sala XII - Caravaggio

La sala, dalla particolare forma ottagonale, conserva i dipinti del primo periodo barocco (XVII secolo), tra le opere presenti:

Guido Reni, Crocifissione di san Pietro (1604 - 1605), olio su tavola

Sale XIII - XIV, Pietro da Cortona

La sala presenta le opere del periodo barocco (XVII secolo), tra cui spiccano:

Sale XV - XVI, Crespi e Wenzel

La sala conserva le opere, databili dal XVII - XIX secolo. Di rilievo:

Donato Creti, Osservazioni astronomiche (1711), olio su tela
  • Osservazioni astronomiche (1711), olio su tela, di Donato Creti, commissionata dal conte bolognese Luigi Marsili:[87] questi fece dipingere al pittore tutti i pianeti in tanti q­retti e ne fece dono al papa per convincerlo dell'importanza per la Chiesa di avere un proprio osservatorio astronomico. Il dono permise di raggiungere lo scopo, poiché con il sostegno di papa Clemente XI (1700 - 1721) venne inaugurato, poco dopo, a Bologna il primo osservatorio astronomico pubblico d'Italia. Nelle composizioni è dominante la presenza dei pianeti, osservati con telescopi e diversi strumenti ottici (per i quali il pittore ebbe precise istruzioni) da piccole figure umane in abiti settecenteschi, riassorbite nella vastità del paesaggio notturno. Gli otto dipinti di piccolo formato raffigurano il sistema planetario allora conosciuto:
    • Sole,
    • Luna,
    • Mercurio,
    • Venere,
    • Marte,
    • Giove,
    • Saturno,
    • Cometa.[88]
  • Ritratto di papa Benedetto XIV (1740), olio su tela, di Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnolo: questo dipinto di dimensioni monumentali fu commissionato all'artista dal cardinale Prospero Lambertini, arcivescovo di Bologna, per il Seminario Maggiore della sua città nel 1739. L'anno successivo il committente fu eletto pontefice con il nome di Benedetto XIV (1740 - 1758): fu quindi chiesto al pittore di modificare il ritratto, poiché il papa aveva espresso il desiderio di averlo a Roma. Le radiografie eseguite durante il restauro (1981) hanno rivelato le diverse fasi della composizione fino alla stesura finale, che risulta fortemente modificata. Il Crespi aumentò, infatti, le dimensioni della figura del protagonista, cambiò le vesti e aggiunse attributi (tiara con il triregno) che testimoniano la carica papale appena assunta.[89]
  • Riposo durante la fuga in Egitto (prima metà del XVIII secolo), olio su tela, di Francesco Mancini: il fu acquistato nel 1772 da Clemente XIV (1769 - 1774) con altri due quadri di soggetto mitologico dello stesso autore.[90]
  • Ritratto di papa Pio VI (1775), olio su tela, Pompeo Batoni e bottega. Il dipinto si presenta ancora allo stato di abbozzo, è considerato uno studio, eseguito molto probabilmente dal vero, per quello ufficiale del Papa (ora nel Museo di Roma). Il pontefice è raffigurato seduto in trono e tiene sulla mano sinistra un foglio di carta sul quale, nella versione del Museo di Roma, è scritto:[91]
« Alla Santità di N.ro Sig.re papa Pio VI per P. Batoni Pinxit 1775»
  • Ritratto di re Giorgio IV d'Inghilterra (1816), olio su tela, di Thomas Lawrence: il dipinto, che raffigura il Principe Reggente, futuro sovrano inglese, venne donato a papa Pio VII (1800 - 1823) dopo la sua ascesa al trono d'Inghilterra (1820) nel clima di collaborazione instauratosi tra il Regno Unito e la Santa Sede all'indomani della caduta di Napoleone. Si tratta di un vero e proprio ritratto storico: Giorgio IV, decorato delle insegne dei massimi ordini cavallereschi, è rappresentato in piedi, di grandezza maggiore del vero, accanto a un tavolo donatogli dal re di Francia Luigi XVIII, sul quale sono poggiate la corona e una lettera dello stesso papa Pio VII. Il ritratto intende celebrare il committente, la cui regalità è sottolineata dalla ricchezza sontuosa dell'abito.[92]
  • Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, olio su tela, di Peter Wenzel, pittore animalista, vale a dire specializzato in un genere molto singolare, che lo portò a riprodurre con straordinario naturalismo animali delle specie più diverse, "fotografati" per così dire, nei loro atteggiamenti di stasi o di lotta. Il Paradiso terrestre costituisce la prova di più alto virtuosismo, dal momento che l'artista raduna intorno alle figure di Adamo ed Eva quelle di oltre duecento animali di tutto il mondo, riprodotti non solo con abilità pittorica, ma anche con approfondita conoscenza e precisione scientifica. Nel 1831, Gregorio XVI (1831 - 1846) acquistò venti opere del pittore austriaco Wenzel Peter per l'arredo della Sala del Concistoro nell'Appartamento Papale di rappresentanza.[93]

Sala XVII - Modelli della Cattedra di San Pietro

Gian Lorenzo Bernini, Modelli per le statue degli Angeli della Cattedra di san Pietro (1658 - 1667), gesso

Nella sala sono esposti i modelli in creta mista a paglia su armatura in ferro e vimini per le figure bronzee della Cattedra di san Pietro.[94] Sono opere di grande interesse documentario e artistico sia per l'alta qualità del modellato, che testimonia un sicuro intervento del Bernini, sia per il fatto che da esse sono state tratte le forme per la fusione. I modelli per la Cattedra comprendono:

Il grandioso monumento dell'abside della Basilica di San Pietro in Vaticano (1658 - 1666), in marmo, stucco e bronzo dorato, fu eseguito da Gian Lorenzo Bernini e collaboratori, durante il pontificato di Alessandro VII (1655 - 1667). La sua realizzazione fu dovuta all'esigenza di trasferire la reliquia della cattedra lignea su cui, secondo la tradizione medioevale, san Pietro sedeva per insegnare ai primi cristiani (in realtà è il trono che l'imperatore Carlo il Calvo donò al papa Giovanni VII nell'875) dalla Cappella Battesimale all'abside della Basilica. Il grande trono bronzeo, in cui è custodita la cattedra in legno, si staglia fra le nuvole, circondato da angeli e da quattro grandi figure di Dottori della Chiesa:

Sala XVIII - Icone bizantine

L'ultima sala conserva la collezione di icone bizantine, databili dal XV al XIX secolo, di provenienza slava e greca. Di rilievo:

  • Icona con San Nicola di Bari e storie della sua vita (fine XV- inizio XVI secolo), tempera su tavola, argento e filigrana d'oro, di ambito russo di Novgorod: questa opera è una delle più antiche della collezione vaticana.[96] Sul retro del dipinto compaiono due iscrizioni:
  1. più antica, in caratteri paleoslavi, ricorda che l'icona fu donata, come ex voto, in memoria del fratello Giovanni da Eudochia, dalla figlia del principe russo Michele Godunov, a un monastero russo nel 1571, per questa occasione venne arricchita da una copertura in argento e filigrana d'oro;
  2. in latino, riferisce che Francesco Vettori, prefetto e curatore del Museo della Biblioteca Apostolica Vaticana, la donò nel 1763 a papa Clemente XIII (1758 - 1769) in occasione di una sua visita ufficiale.
Base della Colonna Antonina (161 - 162 d.C.), granito rosso

Cortile della Pinacoteca

Completa la visita della Pinacoteca, il cortile dove è collocata:

  • Base della Colonna Antonina (161 - 162 d.C.), in granito rosso egiziano, eretta nel Campo Marzio (oggi l'area di Montecitorio), in onore di Antonino Pio (138161 d.C.), dai figli Marco Aurelio e Lucio Vero. La Colonna Antonina fu rinvenuta con la sua base nel 1703, ma solo quest'ultima oggi è superstite (custodita nei Musei Vaticani sin dal 1787). Sui lati, con iscrizione dedicatoria, è rappresentata:

Galleria fotografica

Note
  1. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  2. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  3. Ibidem
  4. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  5. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  6. Ibidem
  7. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  8. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  9. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  10. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  11. Ibidem
  12. Ibidem
  13. Ibidem
  14. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  15. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  16. Ibidem
  17. Ibidem
  18. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  19. Ibidem
  20. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  21. Ibidem
  22. Ibidem
  23. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  24. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  25. Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 2, Editore Electa-Bruno Mondadori, Firenze 1991, p. 267
  26. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  27. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  28. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  29. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  30. Ibidem
  31. Ibidem
  32. Ibidem
  33. Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 2, Editore Electa-Bruno Mondadori, Firenze 1991, pp. 357 - 358
  34. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  35. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  36. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  37. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  38. Ibidem
  39. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  40. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  41. Ibidem
  42. Ibidem
  43. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  44. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  45. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  46. Ibidem
  47. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  48. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  49. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  50. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  51. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  52. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  53. Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 3, Editore Electa-Bruno Mondadori Editore, Firenze 1991, pp. 150 - 151
  54. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  55. Ibidem
  56. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  57. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  58. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  59. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  60. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  61. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  62. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  63. Ibidem
  64. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  65. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  66. Ibidem
  67. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  68. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  69. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  70. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  71. Ibidem
  72. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  73. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  74. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  75. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  76. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  77. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  78. Ibidem
  79. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  80. Ibidem
  81. Ibidem
  82. Ibidem
  83. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  84. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  85. Ibidem
  86. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  87. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  88. Nei pianeti che compongono il Sistema solare manca il pianeta Urano, perché venne scoperto solo nel 1781
  89. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  90. Ibidem
  91. Ibidem
  92. Ibidem
  93. Ibidem
  94. Ibidem
  95. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  96. Scheda dell'opera nel sito dei Musei Vaticani
  97. Ibidem
  98. Ranuccio Bianchi Bandinelli, Mario Torelli, L’Arte dell’Antichità classica. Etruria e Roma, Editore UTET, Torino 1986, n. 141
Bibliografia
  • AA.VV., Guida ai Musei e alla Città del Vaticano, Editore Scala, Firenze 1989, pp. 104 - 112
  • Umberto Baldini et al., Pinacoteca Vaticana, Editore Bompiani-Sonzogno-Fabbri, Milano 1992
  • Adele Breda et al., La Pinacoteca Vaticana. Catalogo dell'esposizione, Editore Musei Vaticani, Città del Vaticano 2008 - ISBN 9788882716172
  • Barbara Furlotti, Guida ai capolavori della Pinacoteca Vaticana, Editore Scala, Firenze 2008
  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Editore Touring, Milano 2005, pp. 107 - 108 ISBN 9788836536535
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Collegamenti esterni

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