Sant'Alfonso Maria de' Liguori

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Sant'Alfonso Maria de'Liguori, C.SS.R.
Vescovo
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al secolo
Santo
Dottore della Chiesa
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Sant'Alfonso Maria de' Liguori (1850 ca.)
Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 90 anni
Nascita Marianella
27 settembre 1696
Morte Nocera de'Pagani
1º agosto 1787
Sepoltura
Appartenenza
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Vestizione [[{{{aVest}}}]]
Professione religiosa [[{{{aPR}}}]]
Ordinato diacono
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Ordinazione presbiterale 21 dicembre 1726
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Consacrazione vescovile 20 giugno 1762 dal card. Ferdinando Maria de Rossi
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Creazione
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Eletto Antipapa {{{antipapa}}}
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° vescovo di Roma
Elezione
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Extra Anni di pontificato


Cardinali creazioni
Proclamazioni
Antipapi {{{antipapi}}}
Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione 15 settembre 1816, da Pio VII
Canonizzazione 26 maggio 1839, da Gregorio XVI
Ricorrenza 1º agosto
Altre ricorrenze
Santuario principale Basilica pontificia di Sant'Alfonso Maria de' Liguori (Pagani)
Attributi Baculo pastorale
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di Napoli, teologi, moralisti, confessori
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Incoronazione
Investitura
Predecessore
Erede
Successore
Nome completo {{{nome completo}}}
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Onorificenze
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Nomi postumi
Altri titoli
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Padre {{{padre}}}
Madre {{{madre}}}
Coniuge

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Consorte

Consorte di

Figli
Religione {{{religione}}}
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Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Invito all'ascolto
Firma autografa
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Virgolette aperte.png
A che serve guadagnarsi tutto il mondo, e perdere l'anima? Ogni cosa finisce, l'eternità non finisce mai. Si perda tutto e non si perda Dio.
Virgolette chiuse.png
(Massime spirituali che deve tenere un cristiano)
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 1º agosto, n. 1:
« Memoria di sant'Alfonso Maria de' Liguori, vescovo e dottore della Chiesa, che rifulse per la sua premura per le anime, i suoi scritti, la sua parola e il suo esempio. Al fine di promuovere la vita cristiana nel popolo, si impegnò nella predicazione e scrisse libri, specialmente di morale, disciplina in cui è ritenuto un maestro, e, sia pure tra molti ostacoli, istituì la Congregazione del Santissimo Redentore per l'evangelizzazione dei semplici. Eletto vescovo di Sant'Agata dei Goti, si impegnò oltremodo in questo ministero, che dovette lasciare quindici anni più tardi per il sopraggiungere di gravi malattie. Passò, quindi, il resto della sua vita a Nocera dei Pagani in Campania, tra grandi sacrifici e difficoltà. »

Sant'Alfonso Maria de'Liguori chiamato anche Doctor Magnificus (Marianella, 27 settembre 1696; † Nocera de'Pagani, 1º agosto 1787) è stato un vescovo e fondatore italiano proclamato Dottore della Chiesa da Pio IX nel 1871. Pio XII nel 1950 gli conferì il titolo di "celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti". Fu Vescovo di Sant'Agata dei Goti e fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore..

Gli studi

Nacque a Marianella nei pressi di Napoli, il 27 settembre 1696, di famiglia nobile, primo di otto figli nati da Giuseppe De' Liguori e Anna Maria Caterina Cavalieri.

Il padre, un nobile cavaliere del seggio di Portanova nonché ufficiale superiore della marina militare, lo affidò sin da piccolo a precettori di rango, tra cui il pittore Francesco Solimena che gli insegnò i rudimenti della sua arte in cui, negli anni a venire, Alfonso diede prova di abilità.

All'età di soli dodici anni si iscrisse all'Università di Napoli e quattro anni dopo, nel 1713 conseguì il dottorato in diritto civile e canonico (dopo aver sostenuto un esame col grande filosofo e storico Giambattista Vico), cominciando ad esercitare la professione di avvocato già all'età di sedici anni grazie ad una speciale dispensa vicereale.

Nel 1718 ottenne la nomina a giudice del "Regio Portulano" di Napoli e dopo pochi anni era già ambasciatore del viceré cardinale Altan.

La vocazione e l'attività sacerdotale

Le sue frequentazioni alla Confraternita dei Dottori presso l'Oratorio dei Filippini con l'assunzione del compito di visitare e di assistere i malati del più grande ospedale di Napoli, chiamato degli Incurabili, furono l'occasione che gli permisero di avviarsi sul cammino verso il seminario.

Un cammino tuttavia non facile, vista l'opposizione del padre che lo voleva sposo di una lontana parente, ma facilitato dalla delusione professionale patita da Alfonso in seguito alla sconfitta in un processo di Filippo Orsini Gravina, da lui patrocinato, contro Cosimo III Granduca di Toscana.[1]

Fu così che, il 27 agosto 1723 deponendo la sua spada da cavaliere ai piedi della statua della Madonna della Mercede pronunciò le parole che lo portarono verso il sacerdozio: "mi impegno a entrare fra i Padri dell'Oratorio".

Fu ordinato sacerdote il 17 dicembre 1726, all'età di trent'anni e, come risultato di un compromesso con il padre, sempre contrario alla sua scelta, non poté entrare nell'ordine dei Filippini, divenendo sacerdote diocesano con residenza nella casa paterna.

Non limitando la sua predicazione alle chiese, organizzò delle riunioni serali (le cosidette "Cappelle serotine"), chiamando a raccolta i fedeli più umili a cui spiegava il Vangelo con modi semplici davanti alla chiesa di Santa Teresa degli Scalzi. Le riunioni vennero inizialmente ostacolate dalle autorità civili e religiose ma, in seguito alla caparbietà del sacerdote e dei suoi fedeli, furono approvate dal Cardinale Pignatelli.

Nel 1730, per riprendersi dai postumi di una malattia ai polmoni, fu inviato dai medici sulle alture di Scala e Ravello, nel salernitano, dove iniziò la sua opera di divulgazione della Parola di Dio ai poveri contadini.

La Congregazione del Santissimo Redentore

Nel 1732 lasciò definitivamente Napoli ritirandosi nuovamente a Scala dove fondò la Congregazione del Santissimo Redentore (conosciuti anche come Redentoristi), approvata nel 1749 da Papa Benedetto XIV.

La vita della nuova Congregazione fu travagliata a causa dei divieti tipici di un'epoca alquanto ostile agli ordini religiosi, ma il sacerdote, forte della sua esperienza giuridica, escogitando la formula di Congregazione religiosa, pienamente legale nel Regno di Napoli, riuscì a reggere a tutte le pressioni contrarie.

I Redentoristi, con la loro predicazione improntata alla semplicità apostolica, raggiunsero con le loro missioni vaste zone del Regno giungendo sino in Italia centrale ed in Polonia.

Negli anni successivi alla fondazione della Congregazione, Alfonso si dedicò alla stesura di numerose opere ascetiche, dogmatiche, morali ed apologetiche, tra cui la Theologia moralis (1753-1755) e "La pratica del confessore" (1755). Fu anche compositore di molte canzoni in lingua italiana e dialettale, tra cui la famosissima "Tu scendi dalle stelle". [2]

Nel 1762 fu consacrato vescovo di Sant'Agata de' Goti da Papa Clemente XIII.[3]

Dovette abbandonare l'incarico nel 1775 per problemi di salute (soffriva di una forma di artrite che gli incurvò la spina dorsale).Si trasferì nella casa dei Redentoristi di Pagani, dove rimase fino alla morte che lo colse il 1 agosto 1787.

Fu beatificato nel 1816 e canonizzato nel 1839. Pio IX lo proclamò nel 1871 Dottore della Chiesa mentre Pio XII nel 1950 gli conferì il titolo di "celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti".

Alcune reliquie

Nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura in Roma, presso la tomba di Pio IX, si trovano le spoglie di alcuni santi canonizzati da Pio IX, tra cui Sant'Alfonso de' Liguori e San Francesco di Sales dichiarati dottori della Chiesa. Le reliquie di questi santi sono collocate in un altare apposito della cappella, incastonate nei medaglioni.

Genealogia episcopale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Superiore generale della Congregazione del Santissimo Redentore Successore: Quadrato trasparente.png
Congregazione non ancora fondata 6 maggio 1743 - 1º agosto 1787 Andrea Villani I
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Congregazione non ancora fondata {{{data}}} Andrea Villani
Predecessore: Vescovo di Sant'Agata de' Goti Successore: BishopCoA PioM.svg
Flaminio Danza(Ch) 14 giugno 1762 - 26 giugno 1775 Onofrio de Rossi(Ch) I
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con
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Flaminio Danza(Ch) {{{data}}} Onofrio de Rossi(Ch)


Note
  1. Il santo esercitò la professione di avvocato per circa dieci anni nell'attuale Castel Capuano di Napoli, allora sede del tribunale, fino a quando difese Filippo Orsini duca del piccolo feudo di Gravina, in una lite d'importanza europea contro il potente granduca di Toscana Cosimo III de' Medici, riguardo alla successione del feudo di Amatrice nel reatino, il cui valore era stimato in circa 600.000 ducati d'oro. Si trattava di stabilire se un nuovo titolo di accessione a una proprietà (in quel caso, la successione del nuovo feudo), aggiunto a un diritto feudale preesistente, annullasse il diritto preesistente mettendo in piedi la nuova accessione come nuovo e unico titolo feudale valido. Il problema, discusso e non risolto dai giuristi italiani del tempo, aveva soluzioni giurisprudenziali diverse nel diritto feudale tosco-mediceo e nel diritto feudale spagnolo che vigeva nel "Vicereame di Napoli": per il primo "qualitas nova facit feudum novum", mentre per il secondo "qualitas nova non facit feudum novum". Alfonso a Napoli sostenne la seconda posizione, favorevole agli Orsini, perché era la convinta posizione che aveva espresso anche nella sua tesi di laurea. La via d'uscita naturale, dato il dubbio giurisprudenziale, sembrava quella di una transazione fra le parti, e così difatti avvenne due anni dopo, quando la causa fu chiamata in appello a Vienna. Ma intanto a Napoli, entrarono in gioco l'influenza politica del granduca di Toscana e pressioni varie, con opportuni donativi spediti da Firenze al presidente del tribunale di Napoli, elementi che spinsero a emettere una sentenza secondo il diritto mediceo, contraria alla difesa di Alfonso, che ne rimase amareggiato al punto di deciderlo ad abbandonare l'esercizio forense. Scrisse poi: "Io non scelsi di fare il magistrato, che si pone dalla parte della legge, ma di fare l'avvocato, che si pone tra l'imputato e la legge: la legge non deve mai essere consi­derata nella sua materialità, ma va sempre interpretata. L’ignoranza scusa e la legge dubbia non obbliga. Molte cause si perdono, per l’esattezza ed onestà degl’Avvocati. Sulla legge vi è un primato, quello della coscienza. Dio prima ha creato l’uomo libero e poi sono venute le leggi per educarlo alla libertà". Cominciò a capire che l’umiliazione gli era stata mandata da Dio per staccarlo dalla carriera e dai successi, che lo avevano portato a trascurare la preghiera e le pratiche di pietà. Iniziò perciò lo studio della Teologia, superando la forte opposizione del padre e rinunciando ai suoi diritti di figlio primogenito.
  2. Egli diede anche grande importanza alla diffusione della devozione al Sacro Cuore di Gesù (Santa Margherita Maria Alacoque), allora combattuta aspramente dagli ambienti rigoristi e giansenisti, con i quali simpatizzò poi Giuseppe Mazzini, che la tacciavano di "stravagante novità devozionista". Fu autore raccomandato da San Giuseppe Cafasso e da San Giovanni Bosco. Søren Kierkegaard scrisse che la lettura di Sant'Alfonso de' Liguori lo aveva staccato senza rimpianti dal quietismo protestante.
  3. Alfonso aveva 66 anni, inizialmente rifiutò l'incarico sentendosi indegno, ma il Papa lo obbligò ad accettare. Quando tornò in udienza dal Papa, gli disse: "Beatissimo Padre, giacché vi siete degnato di farmi vescovo, pregate Dio che adesso io non mi perda l'anima". Due anni dopo, nel 1764, scoppiò una terribile carestia. Alfonso l'aveva prevista. Dispose per tempo che il palazzo episcopale venisse riempito di cereali e legumi, provviste che tornarono utilissime alcuni mesi dopo quando di pane non ce n’era più e al palazzo iniziarono a presentarsi 500 persone al giorno. Quando le derrate finirono, vendette la propria carrozza, l’anello vescovile e la croce pettorale per procurarsene altre.
Voci correlate
Collegamenti esterni