Diocesi di Pavia

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Diocesi di Pavia
Dioecesis Papiensis
Chiesa latina

Pavia 3.jpg
vescovo Corrado Sanguineti
Sede Pavia

sede vacante
Pavia

Suffraganea dell'arcidiocesi di Milano
Regione ecclesiastica Lombardia
Regione ecclesiastica Lombardia
Collocazione geografica della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
{{{suffraganee}}}
coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Giovanni Volta
Parrocchie 99
Sacerdoti

140 di cui 113 secolari e 27 regolari
1.285 battezzati per sacerdote

31 religiosi 161 religiose 5 diaconi
188.080 abitanti in 782 km²
180.000 battezzati (95,7% del totale)
Eretta III secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Piazza del Duomo 11, 27100 Pavia, Italia
tel. +39 0382 386511 fax. +39 0382 386525 @

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica
Interno della basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, con l'abside e l'arca contenente le reliquie di sant'Agostino

La diocesi di Pavia (in latino: Dioecesis Papiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Milano appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2010 contava 180.000 battezzati su 189.171 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Corrado Sanguineti.

Territorio

La diocesi è sommariamente compresa tra il Ticino a est, il Po a sud, i colli del Lodigiano a ovest e il Lambro meridionale a nord.

Sede vescovile è la città di Pavia, dove si trova la cattedrale di santo Stefano. A Pavia si trovano pure le basiliche di san Pietro in Ciel d'Oro, che custodisce i resti di sant'Agostino e di san Michele Maggiore, antichissima chiesa che ospitava le incoronazioni dei re longobardi. Di epoca longobarda sono le basiliche Sant'Ambrogio e di San Giovanni Battista.

Il territorio è suddiviso in 99 parrocchie. Le parrocchie di Torrevecchia Pia, Vigonzone e Zibido al Lambro, fino al 1971 appartenenti all'arcidiocesi di Milano, seguivano il Rito Ambrosiano anziché quello Romano. Per esigenze pastorali, con lettera vescovile, nel 2006, fu introdotto anche qui "ad experimentum" il rito romano.

Storia

La diocesi fu eretta nel III secolo.

Nel 451 Pavia è menzionata come suffraganea del patriarcato di Aquileia.

Nel VI secolo papa Ormisda concesse a sant'Ennodio vescovo il privilegio del pallio ai vescovi di Pavia, che sarà confermato il 24 agosto 877 da papa Giovanni VIII al vescovo Giovanni II.

Nel 679 il vescovo di Pavia partecipò al concilio provinciale di Milano, indizio molto probabile dell'appartenenza di Pavia alla provincia ecclesiastica milanese.

Verso l'inizio dell'VIII secolo l'elezione del vescovo sant'Armentario suscitò alcuni contrasti per la giurisdizione metropolitica, da cui si deduce che in questo tempo la diocesi di Pavia non era soggetta all'autorità metropolitica dell'arcidiocesi di Milano, probabilmente a causa dell'emancipazione politica durante il dominio longobardo.

Nel 1423 fu indetto a Pavia un concilio, che fu poi traslato a Siena, ma le sue conclusioni tacciate di eresia, furono rifiutate e lo stesso Concilio non fu riconosciuto come concilio ecumenico.

Subito dopo il Concilio di Trento il vescovo Ippolito Rossi eresse il seminario diocesano. Lo stesso vescovo sostenne vigorosamente e vittoriosamente una controversia con san Carlo Borromeo, che voleva assoggettare la sede di Pavia alla potestà metropolitica dell'arcidiocesi di Milano. Inoltre ebbe da papa Sisto V una nuova conferma delle antiche prerogative della diocesi, fra cui l'uso del pallio.

Il 15 febbraio 1742 papa Benedetto XIV con la bolla Ad supremam equidem concesse ai vescovi di Pavia di aggiungere al proprio il titolo di arcivescovi di Amasia.

Il 1º giugno 1803 fu assegnata come suffraganea alla provincia ecclesiastica milanese e tale fu confermata il 16 novembre 1819 con la bolla Paternae Charitatis di papa Pio VII; tuttavia l'esecuzione della bolla fu rimandata al 1821. Con la stessa bolla Paternae Charitatis fu revocata l'unione del titolo di Amasia con quello di Pavia.

Il 20 giugno 1859 Pietro Maria Ferrè fu trasferito dalla diocesi di Crema alla sede episcopale di Pavia, ma dopo l'unità incontrò l'opposizione del governo italiano perché nell'elezione erano stati osservati i privilegi della corona austro-ungarica. Il vescovo non poté prendere possesso della sede e ritenne la sede di Crema come amministratore apostolico. La situazione si risolse il 27 marzo 1867, quando fu trasferito alla diocesi di Casale Monferrato.

Cronotassi dei vescovi

Personalità legate alla diocesi

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 189.171 persone contava 180.000 battezzati, corrispondenti al 95,1% del totale.

Voci correlate
Fonti
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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