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Domeniche

I

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Canto al Vangelo - cfr. Mt 4,4:
    Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
  • Vangelo - Mt 4,1-11: I quaranta giorni di digiuno osservati da Gesù.
    Gesù nella sua vita pubblica affrontò e vinse le tentazioni di operare miracoli populistici, di sfruttare il clamore delle piazze, di servire Satana invece che il Padre, insomma di cercare il tutto-subito-facile-per me. Alla luce di quelle, l'evangelista costruisce, con arte e fine didattica, questo racconto, sempre illuminante per la nostra vita, il particolare in Quaresima.
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  • Lettura - Is 57,21-58,4a: Non digiunate tra litigi e alterchi.
    La terza parte del libro di Isaia (cap. 55-66) ha di mira specialmente il dopo esilio (538 - 500 a.C.) con la faticosa ripresa della vita e del culto in Giudea. Il profeta riparla del Dio trascendente, ma anche vicino all'uomo, attento alle sue afflizioni e ai suoi progetti, alle sue parole e ai suoi gesti religiosi, ma a volte bacati di orgoglio e falsità. Il brano odierno sembra un dialogo serrato tra Dio, il profeta, il popolo. Anche noi ne siamo coinvolti.
  • Salmo - Sal 51[50],3-6b.8.11 - Rit.: Pietà di me, o Dio, nel tuo amore.
  • Epistola - 2Cor 4,16b-5,9: Se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno.
    Il brano è complesso, anche per l'intreccio di varie immagini e di frasi per noi non chiare. Il senso però risplende: quaggiù siamo come in esilio, pur camminando già alla luce di Cristo e in attesa della gloria futura dopo le tribolazioni terrene, legate al corpo e all'anima sempre fragili e mortali. Intanto cerchiamo di piacere al Signore di questa e dell'altra vita.
  • Vangelo - Mt 4,1-11: I quaranta giorni di digiuno osservati da Gesù.
    Da bravo catechista e predicatore, l'evangelista costruisce con arte un racconto facile per la memoria e utile per la vita. Alla sua base le tentazioni subite da Gesù nel suo ministero pubblico: quella di sfruttare per sé i suoi poteri taumaturgici invece che per gli altri; quella di accontentare solo gli immediati desideri della gente: quella di servirsi di Dio invece di servirlo. Con la parola e con l'esempio Gesù si mise sulla strada del Servo, benché impegnativa e dolorosa.
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  • Epistola - 1Cor 9,24-27: Come atleti, anche noi dobbiamo astenerci da ciò che nuoce.
    Ogni atleta sottopone ad un duro esercizio il proprio corpo, ben sapendo a quale premio ambisce. Così il cristiano deve sapere che il suo cammino ascetico e penitenziale non è fine a se stesso, ma mira ad una più profonda comunione con il Signore.
  • Canto al Vangelo - cfr. Mt 4,4:
    Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
  • Vangelo - Mt 4,1-11: I quaranta giorni di digiuno osservati da Gesù.
    Custodire la parola di Dio nel cuore, lasciandosi da essa nutrire, consente a Gesù di vincere le tentazioni che vorrebbero separarlo dal Padre. La parola custodisce anche noi nella relazione con Dio, generandoci come suoi figli nella vita vera.

II

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Lettura - Es 20,2-24: La teofania al Sinai e la rivelazione del Decalogo.
    Questa pagina trasmette una delle antiche versioni del Decalogo. È incorniciata tra alcuni aspetti della fede in Dio: salvatore, santo, geloso come uno sposo amante, severo e misericordioso, lontano eppur vicino, tremendo e benedicente. Ai primi posti i doveri verso Dio, strettamente connessi però a quelli verso il prossimo, anche verso lo schiavo e il bestiame. Azioni e desideri: tutto deve stare sotto controllo. Pur legato a una vecchia cultura, il Decalogo è ancora luminoso.
  • Salmo - Sal 19[18],8ab.9c-10.15 - Rit.: Signore, tu solo hai parole di vita eterna.
  • Vangelo - Gv 4,5-42: La Samaritana.
    Con mirabile arte l'evangelista intreccia soprattutto due cammini intorno a un pozzo, tradizionale luogo di incontri: quello di Gesù, stanco, assetato, senza secchio per poter bere; e quello della samaritana che, condotta magistralmente dal misterioso viandante, scopre la capacità di lui di dare un'acqua diversa e divina (tanto che abbandona il suo secchio e il pozzo) e insieme la propria realtà: donna straniera e peccatrice, condannata quindi dalla legge, ma ancora capace di verità e di missione evangelizzatrice.
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  • Lettura - Dt 5,1-2.6-21: Il Decalogo.
    Il Decalogo nella Bibbia è presente in forme leggermente diverse, perché trasmesso da varie tradizioni. Una delle più antiche è questa del Deuteronomio. Il Decalogo indicava a Israele una strada per la vita: la fede in Dio salvatore, santo, geloso come uno sposo amante, severo e misericordioso come un padre, lontano eppur vicino, tremendo e benedicente; ai doveri verso Dio si agganciano quelli verso il prossimo, anche verso lo schiavo, lo straniero e il bestiame. Pur legato a una cultura antica, il Decalogo è ancora luminoso per tutti, specialmente nella rilettura che la Chiesa compie nella luce del Vangelo.
  • Salmo - Sal 19[18],8ab.9c-10.15 - Rit.: Signore, tu solo hai parole di vita eterna.
  • Epistola - Ef 4,1-7: A ciascuno è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.
    Alla luce di Cristo l'ebreo Paolo indica alla Chiesa una specie di nuovo Decalogo, arricchendo quello per Israele e aprendolo alla nuova comunità.
  • Vangelo - Gv 4,5-42: La Samaritana.
    I pozzi erano normali luoghi di incontro anche matrimoniali. Con mirabile arte Giovanni ricostruisce un incontro e due cammini: quello di Gesù. uomo stanco e assetato e quello della samaritana, che, guidata con finezza da lui, scopre un'acqua viva e zampillante per la vita eterna e per una nuova religione (tanto che abbandona pozzo e vecchia brocca); ma riscopre anche se stessa: donna straniera e peccatrice, sotto la condanna della legge, ma ancora capace di verità e di evangelizzazione. I discepoli di Gesù non capiscono, capiranno dopo e lo annunceranno a tutti con la parola e col battesimo.
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  • Lettura - Dt 11,18-28: Ponete nel cuore queste parole, insegnatele ai figli.
    Mosè invita il popolo ad ascoltare la parola di Dio, anzi ad averla sempre nel cuore e «davanti a sé», in ogni spazio e tempo della vita. La parola è infatti fonte di benedizione, perché il suo ascolto consente di rimanere stabilmente nell'amore di Dio.
  • Salmo - Sal 19[18],8ab.9c-10.15 - Rit.: Signore, tu solo hai parole di vita eterna.
  • Epistola - Gal 6,1-10: Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo.
    Portare i pesi gli uni degli altri significa correggere il fratello e fare del bene verso tutti. Occorre esaminare la propria condotta non per chiudersi in se stessi, ma per dimorare in quello Spirito che ci conduce nella comunione con Dio e con i fratelli.
  • Vangelo - Gv 4,5-42: La Samaritana.
    Gesù promette alla Samaritana un'acqua che la disseterà per sempre. La donna, abbandonata la sua anfora, porta l'annuncio ai suoi concittadini, divenendo sorgente per altri. L'acqua che Gesù ci dona ci disseta, facendoci prendere cura della sete di altri.

III

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Epistola - Gal 3,6-14: Chi ha fede viene benedetto insieme ad Abramo che credette.
    Nella forte polemica contro cristiani ancora troppo fiduciosi nella legge e nelle proprie opere meritorie, Paolo richiama l'esempio di Abramo: non aveva ancora la legge e non era ancora circonciso, eppure Dio lo ritenne «giusto» per la sua fede nelle opere di Dio. Del resto, la legge, pur divina, da sola procura maledizione sul peccatore, non salvezza. Gesù, considerato «maledetto» per la sua morte in croce, riapre per tutti la vita nello Spirito.
  • Canto al Vangelo - cfr. Gv 8,46-47:
    Credete in me, dice il Signore; chi è da Dio ascolta le parole di Dio.
  • Vangelo - Gv 8,31-59: Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia.
    Con il suo stile Giovanni ricostruisce un drammatico scontro di Gesù con alcuni giudei pur già aperti verso di lui. A loro il Signore chiede una fede più matura, più decisa, non solo in Dio, ma anche in lui stesso! Questa fede li avrebbe veramente resi figli di Abramo e «liberi» dalle loro più profonde schiavitù. La reazione finale a base di pietre?... In parte comprensibile. E se fossi stato là «io»?
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  • Epistola - 1Ts 2,20-3,8: Nessuno per le tribolazioni si lasci turbare nella fede.
    A Tessalonica (in Macedonia) era nata una delle prime Chiese europee (intorno al 50). Paolo e Timoteo vi avevano portato il Vangelo, ma poi insidie e persecuzioni da parte di alcuni ebrei costrinsero Paolo ad allontanarsi fino ad Atene. Preoccupato per quei cristiani vi aveva reinviato Timoteo. Ritornato costui, Paolo si sente consolato per le belle notizie ricevute. Bella testimonianza di amore fra discepoli di Dio.
  • Vangelo - Gv 8,31-59: Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia.
    Pietre le parole di Gesù e pietre quelle dei suoi interlocutori! Con il suo linguaggio caratteristico, Giovanni ricostruisce un drammatico scontro tra Gesù e Giudei pur già credenti in lui. Il Signore chiede una fede più matura e più decisa, non nel Dio di Abramo, ma anche nell'"io sono" del Figlio! Questa fede "libera" anche dalle più profonde e vere schiavitù. E noi? Gli avremmo creduto o gli avremmo tirato pietre?
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  • Epistola - Rm 3,21-26: Cristo, giusto e giustificatore, strumento di espiazione.
    Gesù è il profeta promesso da Dio a Mosè. Più che un profeta: in lui tutti coloro che hanno peccato vengono nuovamente resi giusti. In questo infatti consiste la giustizia di Dio: nel rendere anche noi giusti in forza della fede in Gesù.
  • Vangelo - Gv 8,31-59: Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia.
    La prima lettura ci parla della promessa di Dio a Mosè. Il Vangelo, del desiderio di Abramo di vedere il giorno del Messia. Gesù viene a compiere le nostre attese. Egli ci rende liberi, rivelandoci la verità del Padre e la verità del nostro essere figli.

IV

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Lettura - Es 34,27-35,1: Mosè rimane con il Signore, riceve le due tavole della Testimonianza e il suo viso diviene raggiante.
    Più che alla descrizione dei fatti, anche questa pagina tende a valorizzare la figura di Mosè: privo di sostegni umani (il digiuno), egli riceve da Dio, sulla montagna e nella tenda sacra, la luce della parola e della legge. Questa gli illumina mente, volto e parole. Eppure era una luce passeggera e limitata, oltre che aggiornabile di volta in volta, di tempi in tempi. Così fu la Torah degli ebrei.
  • Salmo - Sal 36[35],6-11 - Rit.: Signore, nella tua luce vediamo la luce.
  • Epistola - 2Cor 3,7-18: Non velàti come Mosè, riflettiamo come in uno specchio la gloria del Signore.
    Brano complesso, in cui Paolo enuncia sia gli splendori dell'antica Torah e del suo ministro Mosè, sia i loro limiti. La vera luce di Dio risplende sul volto di Cristo e si riverbera nel suo apostolo, nella sua Chiesa. Paolo si augura che un giorno anche altri ebrei come lui possano arrivare, senza più veli, alla luce piena della Parola del loro Dio. Ciò sta avvenendo ai nostri giorni.
  • Vangelo - Gv 9,1-38b: Il cieco nato.
    Con la sua arte Giovanni ci coinvolge in un fatto illuminante. Gesù si proclama, scandalosamente per i suoi, «luce del mondo», ma fa del fango con la saliva! Difatti egli illumina la vicenda del nato cieco, gli procura la vista degli occhi e del cuore, lo libera dai giudizi materiali della sua gente di cui smaschera la profonda cecità. Il brano allude anche alla luce della parola che dal battesimo in poi ci è donata.
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  • Lettura - Es 33,7-11a: Dio parla faccia a faccia con Mosè nella tenda del convegno.
    Storia e catechesi si intrecciano anche in questa pagina. Essa ricordava a Israele due segni della presenza di Dio: una "tenda", non ancora quindi un tempio fisso e sontuoso, e Mosè, l'intermediario tra la parola di Dio e il suo popolo. Questo era ancora tenuto lontano, mentre con Mosè Dio aveva un rapporto, come dice l'immagine, da faccia a faccia. Benché nemmeno quel grande profeta potesse vedere il vero volto: questo rimaneva sempre un mistero.
  • Salmo - Sal 36[35],6-11 - Rit.: Signore, nella tua luce vediamo la luce.
  • Epistola - 1Ts 4,1b-12: Trattate il vostro corpo con santità e rispetto.
    A Tessalonica (in Macedonia) era nata da poco una bella comunità cristiana. A questa Paolo scrive la sua prima lettera (intorno al 50): la loda e la incoraggia a crescere in mezzo a un mondo pagano, per esservi intermediaria di vera vita: casta, rispettosa, caritatevole e santamente libera.
  • Canto al Vangelo - cfr. Gv 8,12:
    Io sono la luce del Mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita.
  • Vangelo - Gv 9,1-38b: Il cieco nato.
    Con la sua arte drammatica Giovanni ci coinvolge in un episodio illuminante: più di Mosè e della sua divina legge è Gesù la vera "luce del Mondo", è lui la vera presenza di Dio e la rivelazione del suo volto! Eppure tutto è ancora nascosto in poveri mezzi: fango, acqua, parole, incontri, discussioni, ostilità, fede umana. Poveri sono anche i mezzi per la nostra salvezza: la Parola della Bibbia, i sacramenti, la vita di chiesa con le sue ombre e luci.
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  • Epistola - 1Ts 5,1-11: Dio ci ha destinati alla salvezza per mezzo di Cristo.
    Insieme all'acqua, altro simbolo battesimale è la luce. San Paolo ci invita ad essere figli della luce e del giorno anche nelle tenebre della storia. Ci è possibile perché Cristo, luce del mondo, rimane sempre con noi e ci risveglia dal sonno della morte.
  • Vangelo - Gv 9,1-38b: Il cieco nato.
    I due simboli dell'acqua e della luce sono uniti nel racconto del cieco nato. Gesù lo invia a lavarsi nelle acque di Siloe per ricevere la luce degli occhi. Vedere significa «vedere Gesù»: rinascere come creature nuove, rigenerate dalla sua Parola.

V

anno A anno B anno C
Domenica modifica
  • Lettura - Es 14,15-31: Il passaggio del Mar Rosso.
    Il tono epico dei racconti di trionfo anima questa pagina. Sfidato dal «divino» e già ostinato faraone, Dio risponde sfruttando quell'ostinazione e dimostrando la propria potenza veramente divina: mediante un «angelo», ossia un temporale con nubi, folgori, vento, pioggia e pantano che frenò le ruote dei carri e pure con terremoto e maremoto, Dio salvò il suo popolo dallo strapotere faraonico e dalla morte. Un segno della «gloria e della grazia» di Dio celebrato dagli ebrei specialmente a pasqua.
  • Salmo - Sal 106[105],1-2.4.9-10.12.47-48a - Rit.: Mia forza e mio canto è il Signore.
  • Vangelo - Gv 11,1-53: La risurrezione di Lazzaro.
    Lazzaro e le due sorelle, amici di Gesù, ne provocano umano pianto. Ma lui con potenza divina, vince la morte con un segno «glorioso»: Lazzaro ritorna nella vita mortale, Gesù passerà a una vita sciolta dai legami terreni, segno e anticipo della salvezza di tutti coloro che accoglieranno il Crocifisso come Signore della vita. Rimane sempre la possibilità di chiudere la tomba del cuore ai richiami misteriosi di Dio. Meglio «rischiare», con Tommaso, anche di morire con quel misterioso Gesù!
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  • Lettura - Dt 6,4a.20-25: Quando tuo figlio ti domanderà, risponderai: eravamo schiavi del faraone e il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente.
    Questo libro risente, amplifica e attualizza per vari tempi il testamento spirituale di Mosè. Il brano odierno si inseriva in una catechesi familiare e richiamava la storia della liberazione di Israele dallo strapotere del faraone e dal rischio della morte; questo richiamo alla fede tradizionale produceva l'invito alla fedeltà alla legge di Dio come via alla vita.
  • Salmo - Sal 105[104],2-3.23-24.43.45 - Rit.: Il Signore fece uscire il suo popolo fra canti di gioia.
  • Vangelo - Gv 11,1-53: La risurrezione di Lazzaro.
    Anche questa pagina, fondata su ricordi storici, era una ben costruita catechesi per le Chiese giovannee. Mirabili gli intrecci: tra amici e nemici di Gesù; tra la potenza vitale e "glorioso-divina" di Gesù e la sua umanità (il suo pianto); tra l'esperienza della morte, come quella dell'antico Israele e di ogni storia umana, il risorgere alla vita di Lazzaro, anticipo della risurrezione di Gesù e nostra. Era ed è sempre difficile crederci. Con Tommaso e tanti martiri vale la pena di rischiare anche di "morire con Lui".
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  • Epistola - Rm 1,18-23a: La signoria di Dio parla nella creazione, perciò sono inescusabili coloro che hanno fatto dell’uomo un dio.
    Se la prima lettura ci parla di un Dio che si è rivelato nella storia, Paolo ci invita a contemplare come Dio si manifesta nella creazione. La vera sapienza non si limita a indagare i fenomeni naturali, ma ne ricerca l'origine trascendente e il senso.

Giorni feriali

I settimana

Lettura, Epistola e Salmo anno dispari Lettura, Epistola e Salmo anno pari Alleluia e Vangelo
lunedì modifica
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  • Vangelo - Mt 5,1-12a:
    Le beatitudini proclamate da Gesù inaugurano nel mondo una nuova giustizia. Gesù si rivolge a varie categorie di persone tra le quali predomina quella dei poveri e promette la felicità (beatitudine) se sapranno mettere la loro fiducia nel Signore.
martedì modifica
  • Proverbi - Pr 2,1-10: Se custodirai in te i miei precetti, comprenderai il timore del Signore e troverai la conoscenza di Dio.
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mercoledì modifica
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giovedì modifica
  • Proverbi - Pr 3,27-32: Non negare un bene a chi ne ha il diritto.
    Il sapiente insegna ad aiutare il prossimo e a non tramare il male contro di lui.
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  • Proverbi - Pr 4,1-9: A costo di tutto ciò che possiedi, acquista l’intelligenza.
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  • Vangelo - Mt 5,20-26:
    Per entrare nel regno di Dio occorre superare il concetto di giustizia degli scribi e dei farisei, in particolare con l'attenzione a non offendere mai il fratello; prima di presentare un'offerta all'altare occorre riconciliarsi con il fratello e mettersi d'accordo con lui.
Lettura vespertina anno I Lettura vespertina anno II
venerdì modifica
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Lettura, Epistola e Salmo anno dispari Lettura, Epistola e Salmo anno pari Alleluia e Vangelo
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II settimana

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  • Vangelo - Mt 5,38-48:
    La vecchia legge mirava a contenere la vendetta nei limiti, non facili, della perfetta parità: occhio per occhio, dente per dente, la nuova legge, oltrepassando la stretta giustizia, chiede al discepolo di Cristo di rinunciare anche al proprio diritto, per imitare la pazienza e il rispetto che Dio dimostra a noi. Gesù poi prende posizione rispetto all'insegnamento del suo tempo che chiedeva l'amore solo per il prossimo, e lo estende anche ai nemici, motivando ciò con il fatto che il Padre dona a tutti il sole e la pioggia: il discepolo deve essere perfetto come il Padre.
giovedì modifica
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Lettura vespertina anno I Lettura vespertina anno II
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oppure, nell'anno B:
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  • Canto al Vangelo - cfr. Mc 1,27b-27c:
    Ecco un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!

III settimana

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  • Canto al Vangelo - cfr. Sal 119[118],103:
    Gloria e lode a te, Cristo Signore! Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse, più del miele per la mia bocca.
  • Vangelo - Mt 6,16-18: Lettura del Vangelo secondo Matteo.
    Gesù raccomanda di non praticare il digiuno per essere visti dagli uomini, ma di viverlo in segreto, cioè unicamente per Dio.
mercoledì modifica
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  • Vangelo - Mt 6,19-24: Vangelo secondo Matteo.
    Gesù insegna a non accumulare ricchezze sulla terra, ma piuttosto in cielo. Con l'immagine della lucerna invita ad avere uno sguardo luminoso perché tutto il corpo sia nella luce.
giovedì modifica
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  • Canto al Vangelo - cfr. Sal 104[103],27-28b:
    Gloria e lode a te, Cristo Signore! Tutti da te aspettano, o Signore, che tu dia loro cibo a tempo opportuno: apri la tua mano, si saziano di beni.
  • Vangelo - Mt 6,25-34: Vangelo secondo Matteo.
    Non ci si deve preoccupare per il cibo, le bevande, i vestiti. Gesù indica come modello degli uccellini e i fiori, e invita a cercare anzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia: Dio darà il resto in aggiunta.
Lettura vespertina anno I Lettura vespertina anno II
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  • Salmello - Sal 34[33],16.2 - Rit.: Gli occhi del Signore sui giusti,...
  • Terza lettura - Dt 6,4-19: Ascolta, Israele... Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore. Quando il Signore ti avrà condotto alle città grandi e belle che non hai edificato, temerai il Signore, tuo Dio, e lo servirai, perché tu sia felice, dopo che egli avrà scacciato tutti i tuoi nemici davanti a te.
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sabato modifica
  • Epistola - 1Ts 2,13-20: Voi avete ricevuto la parola della predicazione, accogliendola non come parola di uomini ma quale essa è, parola di Dio.
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IV settimana

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  • Proverbi - Pr 16,1-6: Affida al Signore le tue opere e i tuoi progetti avranno efficacia.
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  • Vangelo - Mt 7,1-5:
    Gesù comanda di non giudicare nessuno, per non essere giudicati da Dio; paragona poi a una pagliuzza quanto di male vediamo negli altri, e a una trave quanto c'è in noi: ognuno deve anzitutto lavorare su se stesso.
martedì modifica
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  • Proverbi - Pr 23,29-32: Non guardare il vino come scintilla nella coppa; finirà per morderti come un serpente.
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  • Vangelo - Mt 7,6-12: Lettura del Vangelo secondo Matteo.
    Gesù insegna a dare le cose sante a chi le può apprezzare, a vivere la regola d'oro, a entrare nel Regno di Dio per la porta stretta.
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  • Vangelo - Mt 7,21-29:
    Per entrare nel Regno di Dio occorre fare la volontà di Dio. Attraverso la parabola delle due case Gesù inculca la necessità di ascoltare la sua parola e di metterla in pratica.
Lettura vespertina anno I Lettura vespertina anno II
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  • Epistola - 1Ts 5,12-23: Ammonite chi è indisciplinato, fate coraggio a chi è scoraggiato, sostenete chi è debole.
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  • Canto al Vangelo - cfr. 1Pt 2,9:
    Voi siete sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui.

V settimana

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  • Vangelo - Gv 7,43-53: Incapacità delle guardie di arrestare Gesù.
    I discorsi di Gesù impressionano tra la folla che si domanda se egli è veramente il profeta annunciato o il Messia, e il dubbio è acuito dalla convinzione che il Cristo verrà da Betlemme. Le guardie, mandate per arrestare Gesù, non lo fanno, perché sono colpite da come egli parla. Ai farisei si oppone uno di loro, Nicodemo, a cui però viene portato l'argomento dell'origine galilaica di Gesù.
Lettura vespertina anno I Lettura vespertina anno II
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  • Salmello - 1Re 1 - Rit.: Elia gridò al Signore...
  • Terza lettura - Es 32,7-14: Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.
  • Salmello - Sal 1 - Rit.: «Benedite Dio nelle vostre assemblee,...
  • Quarta lettura - Dt 8,1-7a: Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto.
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Sabato in Traditione Symboli Lettura, Salmo, Epistola e Vangelo
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  • Vangelo - Mt 11,25-30: Padre, hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
    Gesù loda il Padre perché si è rivelato ai piccoli; solo il Figlio conosce il Padre, e viceversa, e solo il Figlio può rivelare il Padre; Gesù può quindi invitare tutti sé: il suo giogo è leggero.




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