Elezione papale del 1159
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| Papa Alessandro III | |||
| Durata | dal 4 al 7 settembre 1159 | ||
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| Luogo | Antica basilica di San Pietro in Vaticano | ||
| Partecipanti | 25 | ||
| Decano | Imaro di Frascati | ||
| Camerlengo | Boso Breakspear | ||
| Protodiacono | Odone Fattiboni | ||
| Eletto Papa |
Rolando Bandinelli Alessandro III | ||
| Precedente |
Elezione papale del 1154 | ||
| Successivo |
Elezione papale del 1181 eletto Ubaldo Allucingoli Lucio III | ||
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Papa Adriano IV morì il 1° settembre 1159. Il cardinale Rolando Bandinelli, Can. Reg. Lat., titolo di San Marco, cancelliere della Santa Romana Chiesa, fu eletto suo successore il 7 settembre 1159, assumendo il nome di Alessandro III. Secondo Chacón nel libro Vitae et res gestae Pontificum Romanorum et S. R. E. Cardinalium, I, cols. 1073-1074, venticinque cardinali parteciparono all'elezione: cinque cardinali vescovi, undici cardinali presbiteri e nove cardinali diaconi. Furono creazioni dei papi Innocenzo II, Celestino II, Lucio II, Eugenio III, Anastasio IV e Adriano IV.
Il Conclave
L'elezione papale del 1159 durò dal 4 al 7 settembre 1159 e si concluse con una doppia elezione, la quale portò ad un vero e proprio scisma, che durò fino al 1178. Il gruppo maggioritario di cardinali elesse il cardinale [senese Rolando Bandinelli, che prese il nome di papa Alessandro III, ma un altro gruppo minoritario di cardinali non lo riconobbe, eleggendo Ottaviano de' Monticelli che prese il nome di Vittore IV. Una situazione analoga si era già verificata in occasione del conclave del 1130, allorché una divisione insanabile fra due correnti del Sacro Collegio portò alla duplice elezione del cardinale Gregorio Papareschi, che prese il nome di papa Innocenzo II, e del cardinale Pietro Pierleoni, che prese il nome di papa Anacleto II, creandosi così un vero e proprio scisma. Questo venne ricomposto solo otto anni dopo, con la morte di Anacleto e la rinuncia del suo successore.[1]
Lo scisma questa volta ebbe origine dalle tensioni crescenti all'interno del Sacro Collegio riguardo alla politica estera della Santa Sede. Gli Stati pontifici erano allora una specie di stato-cuscinetto fra le due potenze europee, il Sacro Romano Impero ed il normanno Regno di Sicilia. Nel periodo successivo al concordato di Worms del 1122, il papato fu più favorevole all'Impero che ai Normanni, ma durante il pontificato di Adriano IV quest'alleanza si ruppe a causa del mancato rispetto, da parte dell'imperatore Federico Barbarossa, dei termini del trattato di Costanza del 1153, che gl'imponevano di aiutare il papa a ristabilire la sua autorità a Roma condotta da un governo comunale ed alcuni altri territori soggetti al potere pontificio, che tuttavia cadevano sotto il controllo del re di Sicilia.[2]
In questa circostanza Adriano IV decise di rompere l'alleanza con l'imperatore e rappacificarsi con Guglielmo I di Sicilia, sottoscrivendo il Trattato di Benevento (1156). Negli anni seguenti crebbe la tensione fra il papato e l'impero del Barbarossa (es. la disputa alla dieta di Besançon nel 1157). Federico allora tentò, con successo, di rafforzare la sua influenza sulla Chiesa di Germania.[3] Il cambiamento d'indirizzo della politica estera pontificia produsse una frattura all'interno del Sacro Collegio, i cui componenti si suddivisero in sostenitori ed avversari della nuova politica estera, i quali non furono in grado di raggiungere un compromesso sul successore di Adriano IV.
Lista dei partecipanti
Venticinque cardinali presero parte a questa elezione; inoltre, un cardinale era assente e il suo nome è elencato di seguito.
Assenti in conclave
Il seguente cardinale non partecipò all'elezione:| Cardinale | Titolo | Ruolo durante il conclave | |
|---|---|---|---|
| Giovanni | diaconato sconosciuto. |
| Note | |
| Voci correlate | |
| Collegamenti esterni | |
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