Elezione papale del 1130
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| Durata | 14 febbraio 1130 | ||
|---|---|---|---|
| Luogo | Chiesa dei Santi Andrea e Gregorio al Celio (Roma) | ||
| Partecipanti | 30 | ||
| Scrutini | 1 | ||
| Decano | Pietro di Porto | ||
| Protodiacono | Gregorio Papareschi | ||
| Eletto Papa |
Gregorio Papareschi Innocenzo II | ||
| Precedente |
Elezione papale del 1124 | ||
| Successivo |
Elezione papale del 1143 eletto Guido Ghefucci da Castello Celestino II | ||
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L'elezione papale del 1130 ebbe luogo in seguito alla morte di papa Onorio II ed ebbe come effetto una duplice elezione: una parte dei cardinali, guidata dal cardinale cancelliere Aymery de la Châtre, elesse Gregorio Papareschi, che prese il nome di Innocenzo II, ma la restante parte dei cardinali considerò illegittima l'elezione e procedette ad un'altra, eleggendo Pietro Pierleoni, che prese il nome di Anacleto II.
Situazione
Dopo la precedente, turbolenta elezione di papa Onorio II, i conflitti fra le famiglie importanti romane continuarono, riflettendo anche le posizioni pro o contro il Sacro Romano Impero, iniziato con il Concordato di Worms, che aveva posto fine alla lotta per le investiture.
Molti cardinali, specialmente quelli più anziani, ritenevano l'intesa raggiunta a Worms come una rinuncia ai principi della cosiddetta Riforma gregoriana e tendevano a considerarla solo un espediente tattico. Essi sostenevano la tradizionale alleanza del papato con i Normanni del sud Italia. Alcuni di essi erano legati agli antichi centri monastici del meridione italiano, come l'Abbazia di Montecassino. Uno dei principali esponenti di questa corrente era il cardinale Pietro Pierleoni, membro di una delle famiglie più potenti di Roma.[1]
La corrente opposta era capeggiata dal cardinale Aymery de la Châtre, che era stato nominato cardinale e poi Cancelliere della Santa Sede poco dopo la firma del Concordato di Worms e che era uno dei principali artefici della nuova politica pontificia. Egli ed i suoi colleghi di corrente politica vedevano in questo compromesso una buona soluzione sia per la Chiesa che per l'Imperatore e non credevano nel vassallaggio dei Normanni nei confronti della Santa Sede, avendo quelli mostrato tendenze troppo espansionistiche. Inoltre essi erano alleati con la potente famiglia romana dei Frangipani, avversari della famiglia Pierleoni.[2]
Elezione di Innocenzo II
Dopo la morte di Onorio II, avvenuta nel monastero romano di San Gregorio nella notte fra il 13 e il 14 febbraio del 1130, a seguito di una lunga malattia, il cardinale Aimerico de la Chatre organizzò un frettoloso funerale sul luogo e convocò immediatamente i membri della commissione cardinalizia presso il monastero per procedere alla elezione del successore. Ma i cardinali Pierleoni e Gionata, rendendosi conto che la commissione avrebbe certamente eletto un sostenitore del cancelliere, si ritirarono dalla commissione, sperando che la mancanza del quorum avrebbe impedito a questa di operare,[3] ma Aimerico ignorò questa circostanza e riunì la commissione anche con soli sei membri. Nonostante le proteste del cardinale Pietro Pisano, che era un dotto canonista, la commissione elesse uno dei suoi membri, il cardinale Gregorio Papareschi, cardinale diacono di Sant'Angelo in Pescheria, che accettò la nomina e prese il nome di Innocenzo II.[3][4] Egli venne intronizzato nella Basilica lateranense il 14 febbraio, di prima mattina.[3] La sua elezione venne subito riconosciuta da sei altri cardinali: due cardinali vescovi (Giovanni di Ostia e Mathieu di Albano), quattro cardinali presbiteri (Joselmo di Santa Cecilia, Giovanni di San Crisogono, ma l'identità del quarto è incerta: molto probabilmente si trattava di Gerardo di Santa Croce).[5] In breve tempo ad essi si aggiunsero otto nuovi cardinali.
L'elezione di Anacleto II

La maggioranza dei cardinali allora componenti il Sacro Collegio, influenzati dal cardinal Pisano, che dichiarò invalida l'elezione del cardinal Papareschi al Soglio pontificio, non riconobbero quest'ultimo come legittimo pontefice.[4] La mattina del 14 febbraio i cardinali avversari di Aimerico si riunirono sotto la guida di Pietro Pierleoni nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio per eleggere il "loro" successore di Onorio II. Inizialmente il cardinale Pierleoni propose il nome del Decano del Sacro Collegio, cardinale Pietro Seniore, vescovo di Porto, ma questi rifiutò di accettare la nomina. Allora i cardinali ivi riuniti elessero all'unanimità lo stesso Pierleoni, che accettò e prese il nome di Anacleto II.[3]
Non si sa quanti cardinali abbiano eletto Anacleto II. Il decreto che proclamava la sua elezione, emesso quello stesso giorno, venne sottoscritto da 14 cardinali:[6]
Non si sa se i rimanenti cinque cardinali, seguaci del Pierleoni, che si ritiene fossero presenti a Roma, abbiano partecipato alle operazioni di voto.[7] Non vi è dubbio comunque che il clero minore di Roma sia stato rappresentato in questa elezione. Il decreto elettorale di Anacleto II porta le firme di alcuni di essi, compreso il suddiacono Gregorio, primicerius scholae cantorum, che venne nominato cardinale-diacono di Santa Maria in Aquiro il 21 febbraio successivo e and Rainiero, arciprete della Basilica Liberiana.[8]
Cardinali
Il Sacro Collegio contava nel febbraio 1130 probabilmente 42 o 43 cardinali. Pare che di questi non più di 36 o 37 fossero presenti a Roma alla morte di Onorio II:[9]
Elezione di papa Innocenzo II
Lista dei presenti
| Cardinale | Titolo | Ruolo durante il conclave | Nascita |
|---|---|---|---|
| Matteo di Albano, O.S.B.Clun. | Cardinale vescovo di Albano | Legato Pontificio nel Regno di Francia | |
| Giovanni, O.S.B. Cam. | Cardinale vescovo di Ostia | Priore Generale emerito della Congregazione Camaldolense | |
| Guillaume | Cardinale vescovo di Palestrina | Membro della commissione | |
| Corrado della Suburra, Canonici Regolari Lateranensi | Cardinale vescovo di Sabina | Membro della commissione; futuro Papa Anastasio IV | |
| Giovanni da Crema | Cardinale presbitero di San Crisogono | Legato in Scozia e Inghilterra emerito | |
| Pietro Cariaceno | Cardinale presbitero di Santi Silvestro e Martino ai Monti | Membro della commissione; nipote di Pasquale II | |
| Gerardo Caccianemici, Canonici regolari di Santa Maria in Reno | Cardinale presbitero di Santa Croce in Gerusalemme | Cancelliere di Santa Romana Chiesa | |
| Pierre | Cardinale presbitero di Sant'Anastasia | ||
| Joselmo | Cardinale presbitero di Santa Cecilia | ||
| Anselmo, Canonici regolari di San Pietro in Ciel d'Oro, | Cardinale presbitero di San Lorenzo in Lucina | ||
| Gregorio Papareschi, seniore, Can. Reg. Lat., | Cardinale diacono di Sant'Angelo in Pescheria. (Eletto papa Innocenzo II) | Arcidiacono di S.R.E.; Membro della commissione | |
| Romano | cardinale diacono di Santa Maria in Portico | ||
| Aymery de la Châtre, Can. Reg. Lat., | Cardinale diacono di Santa Maria Nuova | Cancelliere di Santa Romana Chiesa; Membro della commissione | |
| Gregorio Tarquini | Cardinale diacono dei Santi Sergio e Bacco | ||
| Guido di Castello | Cardinale diacono di Santa Maria in Via Lata | ||
| Matteo | Cardinale diacono di San Teodoro |
Elezione dell'Antipapa Anacleto II
Lista dei presenti
| Cardinale | Titolo | Ruolo durante il conclave | Nascita | |
|---|---|---|---|---|
| Pietro | Cardinale vescovo di Porto e Santa Rufina | Decano del Sacro Collegio | ||
| Gilles de Paris, O.S.B.Clun., | Cardinale vescovo di Frascati | |||
| Bonifacio | Cardinale presbitero di San Marco | Cardinale protopresbitero | ||
| Desiderio | Cardinale presbitero di Santa Prassede | |||
| Sasso | Cardinale presbitero di Santo Stefano al Monte Celio | Segretario papale | ||
| Sigizzone, iuniore, | Cardinale presbitero di San Sisto | Vice-Cancelliere di Santa Romana Chiesa | ||
| Pietro Gherardesca | Cardinale presbitero di Santa Susanna | Canonista e Teologo, Membro della commissione | ||
| Amico | Cardinale presbitero dei Santi Nereo ed Achilleo | |||
| Pietro Pierleoni, O.S.B.Clun., | Cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere (Eletto antipapa Anacleto II) | Legato pontificio in Francia emerito; Membro della commissione | ||
| Crescenzio | Cardinale presbitero dei Santi Marcellino e Pietro | Segretario papale | ||
| Antipapa Vittore IV | Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli | |||
| Cosma | Cardinale presbitero di Santa Sabina | |||
| Gregorio | Cardinale presbitero di Santa Balbina (titolo cardinalizio) | |||
| Matteo | Cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli (titolo cardinalizio) | |||
| Sigizzo Bianchelli, iuniore, | Cardinale presbitero dei Santi Marcellino e Pietro (titolo cardinalizio) | |||
| Alberico Tomacelli | Cardinale presbitero dei Santi Giovanni e Paolo (titolo cardinalizio) | |||
| Ugo Lectifredo | Cardinale presbitero di San Vitale | |||
| Errico | Cardinale presbitero di Santa Prisca (titolo cardinalizio) | |||
| Étienne de Bar | Cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin | |||
| Gionata, juniore, | Cardinale diacono dei Santi Cosma e Damiano (diaconia) | Membro della commissione | ||
| Gregorio, O.S.B., | Cardinale diacono di Sant'Eustachio | Abate di Ss. Andrea e Gregorio in clivo Scauri | ||
| Angelo | Cardinale diacono di Santa Maria in Domnica | |||
| Giovanni Dauferio | Cardinale diacono di San Nicola in Carcere | |||
| Stefano | Cardinale diacono Santa Lucia in Silice | |||
| Rustico de' Rustici | Cardinale diacono San Giorgio al Velabro | |||
| Pierre | Cardinale diacono di Sant'Adriano |
Lo scisma


Entrambi i papi furono consacrati ed incoronati nel medesimo giorno, il 23 febbraio. Innocenzo II ricevette la consacrazione episcopale dal cardinale Giovanni di Ostia nella chiesa di Santa Maria Nova, chiesa titolare della diaconia del cancelliere Aimerico. Anacleto II venne consacrato dal cardinale Pietro di Porto nella Basilica Vaticana. Quasi tutta l'aristocrazia romana (con la significativa eccezione della famiglia Frangipani), la maggioranza del basso clero ed il popolo di Roma riconobbero come papa Anacleto II e in maggio Innocenzo II dovette riparare in Francia.[10] Dopo questa defezione anche i Frangipani si sottomisero ad Anacleto.
In Francia però Innocenzo II trovò un forte alleato in Bernardo di Chiaravalle. Sotto l'influenza di Bernardo, quasi tutti i monarchi ed i vescovi europei riconobbero come papa l'esule Innocenzo II. Anacleto II, nonostante controllasse Roma ed il Patrimonio di San Pietro, trovò sostegno solo dai Normanni del sud dell'Italia, dalla Scozia, dall'Aquitania e da alcune città del nord Italia (fra le quali Milano).[11] e probabilmente anche dalla Polonia.[12]
Entrambe le elezioni erano state irregolari[13] poiché contrarie alle norme stabilite con il decreto di papa Niccolò II del 1059 In nomine Domini, ma entrambe le parti difendevano la legalità dei rispettivi pontefici.
I seguaci di Anacleto sostenevano che egli era stato eletto dalla maggioranza dei cardinali, dal basso clero e dal popolo di Roma. I partigiani di Innocenzo II replicavano che questi era stato eletto dalla maggioranza dei cardinali vescovi, che secondo il decreto di papa Niccolò II In Nomine Domini dovevano avere un ruolo preminente nelle elezioni dei papi. I loro avversari rispondevano con un'altra versione del decreto (falsa, ma molto popolare a quei tempi), che stabiliva che il papa veniva eletto dai cardinali (intendendo cardinali presbiteri e cardinali diaconi), mentre i cardinali vescovi potevano esprimere solo approvazione o disapprovazione. Entrambe le parti utilizzavano per analogia la regola benedettina, la quale stabiliva che in caso di doppia elezione di un abate, quella valida era quella compiuta dalla parte più "sana" (sanior pars) degli elettori, ma non vi era alcun consenso su che cosa si dovesse intendere in questo caso come «parte più sana del Sacro Collegio».[14]
Decisivi per il verdetto circa la legittimità dei due pontificati non furono gli argomenti giuridici, ma l'atteggiamento del mondo cattolico, che riconobbe quasi universalmente Innocenzo II.[15] I suoi sostenitori più importanti furono Bernardo di Chiaravalle, abate di Clairvaux, l'arcivescovo di Magdeburgo, Norberto di Prémontré, e il re di Germania Lotario II. I pochi signori laici che inizialmente avevano sostenuto Anacleto, abbandonarono a poco a poco la sua causa, ritenendola persa e solo Ruggero II, che da Anacleto aveva ricevuto la corona in cambio del suo appoggio, rimase dalla sua parte fino alla fine. Sebbene Anacleto fosse stato in grado mantenere il controllo della città di Roma e del Patrimonio di San Pietro fino alla sua morte, avvenuta nel gennaio 1138, il suo successore si affrettò a sottomettersi ad Innocenzo II, che ora viene visto come il legittimo papa.[16]
| Note | |
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