Papa Eleuterio

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Sant'Eleuterio
Papa · Martire
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Sandro Botticelli, Sant'Eleuterio papa (1481 - 1482), affresco; Città del Vaticano, Cappella Sistina
Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte anni
Nascita Nicopoli d'Epiro
Morte Roma
26 maggio 189
Sepoltura Necropoli vaticana
Appartenenza
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Ordinato diacono
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Incarichi ricoperti
prima dell'elezione
Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
13° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
175
Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
pontificato
189
(per decesso)
Durata del
pontificato
14 anni
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore Papa Sotero
Successore Papa Vittore I
Extra Anni di pontificato


Cardinali creazioni
Proclamazioni
Antipapi
Eventi
Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 26 maggio
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
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Incoronazione
Investitura
Predecessore
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Onorificenze
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Nomi postumi
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Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 26 maggio, n. 2:
« Sempre a Roma, sant'Eleuterio, Papa, al quale i celebri martiri di Lione, a quel tempo detenuti in prigione, scrissero una nobile lettera sul mantenimento della pace nella Chiesa. »

Papa Sant'Eleuterio (Nicopoli d'Epiro; † Roma, 26 maggio 189) è stato il 13° vescovo di Roma e papa greco all'incirca, dal 175 al 189. venerato come santo e martire.

Biografia

Il suo nome in greco significa "uomo libero", qualcuno dice che si riferisce al fatto che si trattasse di un liberto, ma la Tradizione riporta soltanto che era un diacono della chiesa di Roma.

Egesippo riporta che Eleuterio nacque a Nicopoli, arrivò a Roma sotto Papa Aniceto, fu suo diacono e partecipò, in qualità di segretario, al suo incontro con San Policarpo.

Durante il suo pontificato l'eresia montanista giunse al suo culmine, tanto che, allo scopo di presentare le differenze tra cristiani e montanisti, i cristiani scrissero ben 4 apologie.

Nel 177 si scatenò in maniera feroce la persecuzione di Marco Aurelio.

Celebri sono i martiri di Lione, soprattutto San Potino e Santa Blandina. Nel racconto del loro martirio e nelle loro lettere, secondo quanto riporta Eusebio di Cesarea, viene citato anche Eleuterio.

A Roma, sempre nel 177, fu martirizzata anche Santa Cecilia[1].

Nello stesso anno, Sant'Ireneo, futuro vescovo di Lione, accompagnò alcuni vescovi per discutere con Eleuterio il problema del montanismo. Successivamente, anche il vescovo Abercius di Hierapolis in Frigia si recò a Roma per discutere dello stesso problema.

Fu solo con la morte di Marco Aurelio e l'ascesa al trono di suo figlio Commodo che le persecuzioni cessarono e la Chiesa si poté dedicare al problema dell'eresia montanista.

A volte viene rimproverato ad Eleuterio un certo attendismo e un'indecisione nell'intervenire nei confronti di questa eresia. Il suo comportamento potrebbe essere, invece, visto come un atteggiamento pastorale per cercare di risolvere in maniera indolore la separazione. Atteggiamento che, tuttavia, non portò alcun frutto. Durante il suo pontificato Eleuterio dovette scontrarsi anche con altre eresie che continuavano a propagare le loro dottrine, soprattutto lo gnosticismo ed il marcionismo.

Il Liber Pontificalis, dice che tenne una corrispondenza con un re britannico, Lucio, che era desideroso di essere convertito al Cristianesimo.Questa tradizione (romana, non britannica) non sembra avere fondamento storico. Alla fine del II secolo, infatti, l'amministrazione romana era profondamente radicata in Britannia, quindi non ci sarebbero potuti essere nell'isola dei veri re locali. Che qualche capo tribù, noto come re, avesse potuto chiedere al vescovo di Roma delle delucidazioni sulla fede cristiana sembra abbastanza improbabile per quel periodo. L'assunto, privo di fondamento, contenuto nel Liber Pontificalis, una serie di biografie papali che nella sua più antica forma non può essere retrodatato alla prima metà del VI secolo, non è una base sufficiente per accettare questa asserzione.

Da alcuni studiosi questa storia viene considerata una storia intesa a dimostrare l'origine romana della Chiesa britannica, e di conseguenza la naturale soggezione di questa a quella di Roma. San Beda il Venerabile, il primo scrittore inglese (673-735) a citare ripetutamente la storia, non la apprese da fonti britanniche, bensì dal Liber Pontificalis. Adolf von Harnack suggeriva una teoria alternativa: nel documento da cui il compilatore del Liber Pontificalis trasse le sue informazioni, il nome trovato non era Britanio, ma Britio, l'attuale nome (Birtha - Britium) della fortezza di Edessa. Il re in questione sarebbe, perciò, Lucius Aelius Septimus Megas Abgar IX, di Edessa, un re cristiano. L'affermazione originale del Liber Pontificalis, in base a questa ipotesi, quindi non aveva niente a che fare con la Britannia. Il riferimento era ad Abgar IX di Edessa. Ma il compilatore del Liber Pontificalis cambiò Britio in Britanio, e così fece del siriaco Lucio un re britannico.

Una diversa teoria ritiene che il re britannico Lucio sia da identificare con Lucio Artorio Casto che, proprio nel periodo del pontificato di Eleuterio, ebbe un ruolo di comando straordinario sulle truppe romane in Britannia. Lucio Artorio Casto, prima della Britannia, prestò servizio in Palestina e in Campania e probabilmente conosceva il cristianesimo. La sua vita è ricostruibile attraverso due epigrafi ritrovate in Dalmazia, una delle quali, CIL III 1919, è particolarmente ricca di informazioni. Questa ipotesi spiegherebbe meglio perché il capo militare (dux secondo l'epigrafe) della Britannia si fosse rivolto al vescovo di Roma, mentre Abgar di Edessa si sarebbe rivolto più probabilmente ai capi delle comunità cristiane d'oriente, come Alessandria. Si comprende meglio anche perché Beda abbia accettato come vera la storia di re Lucio.

Dopo la sua morte, Eleuterio fu sepolto nella Necropoli vaticana, vicino alla Tomba di Pietro.


Predecessore: Papa Successore:  
papa Sotero 175 - 189 papa Vittore I I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
papa Sotero {{{data}}} papa Vittore I
Note
  1. La Passio leggendaria vuole che, la giovane cristiana, promessa in sposa al pagano Valeriano fosse riuscita a convincere il proprio sposo a lasciarle la propria "verginità". Oltre al marito riuscì a convertire anche il cognato Tiburzio. Denunciati al prefetto Almachio, furono condannati a morte. A Cecilia fu riservato l'orrendo supplizio della soffocazione attraverso i vapori di un calidarium. Dopo tre giorni di martirio ne uscì completamente illesa e, solo allora, fu decapitata.
Fonti
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni