Diocesi di Noto

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Diocesi di Noto
Dioecesis Netensis
Chiesa latina

La cattedrale di Noto restaurata.JPG
vescovo Antonio Staglianò
Sede Noto

sede vacante
Noto

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Suffraganea dell'arcidiocesi di Siracusa
Regione ecclesiastica Sicilia
Diocesi di Noto.png
Cattedrale di San Nicolò
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
{{{suffraganee}}}
coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Giuseppe Malandrino
Parrocchie 98 (9 vicariati )
Sacerdoti

126 di cui 100 secolari e 26 regolari
1.678 battezzati per sacerdote

34 religiosi 183 religiose 15 diaconi
213.000 abitanti in 1.355 km²
211.150 battezzati (99,3% del totale)
Eretta 15 maggio 1844
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Via Mons. Giovanni Blandini 6, 96017 Noto [Siracusa], Italia
tel. +390931835286 fax. 0931.57.33.10 @

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

La diocesi di Noto (in latino: Dioecesis Netensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Siracusa appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2010 contava 211.500 battezzati su 213.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Antonio Staglianò.

Sede vescovile è la città di Noto, dove si trova la Cattedrale di San Nicolò.

Territorio

La diocesi comprende cinque comuni nella provincia di Siracusa: Noto, Avola, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini, e quattro nella provincia di Ragusa: Modica, Ispica, Scicli e Pozzallo. La città più popolosa della circoscrizione non è la sede vescovile di Noto (23.473 abitanti), dove si trova la cattedrale di San Nicolò, bensì Modica (53.857 abitanti).

Il territorio è suddiviso in 98 parrocchie, raggruppate in 9 vicariati: Noto, Avola, Pachino, Portopalo, Rosolini, Ispica, Pozzallo, Scicli, Modica.

Storia

La città di Noto venne eretta a sede vescovile e la Chiesa madre a Cattedrale da papa Gregorio XVI con la bolla "Gravissimum sane munus" il 15 maggio 1844, concretizzando l'impegno del suo predecessore Pio VII il quale si era proposto di accrescere in Sicilia il numero delle diocesi per rendere più agevole il servizio pastorale dei vescovi, modificando così i confini dell'arcidiocesi di Siracusa.

Il desiderio dei Netini di avere in città la sede vescovile risaliva al 1212, quando Isimbardo Morengia, signore della città, fondava con la dote di quattro feudi il monastero cistercense di S. Maria dell'Arco. Insignita del titolo di città da Alfonso il Magnanimo il 27 dicembre 1432, in un momento di particolare prestigio anche culturale, Noto richiese l'erezione a diocesi il 14 giugno 1433 a papa Eugenio IV e ancora il 22 gennaio 1450 a Niccolò V. Altre iniziative vengono promosse nel 1594 e nel 1609; le argomentazioni addotte a favore della nuova sede vescovile erano diverse, tra queste la presenza di due prestigiosi centri di spiritualità: l'abbazia benedettina di Santa Lucia del Mendola e quella cistercense di Santa Maria dell'Arco, allora rilevanti motivi ecclesiastici, e l'essere la città di Noto Capovalle e al pari delle altre due esistenti in Sicilia, Messina e Mazara, meritava la sede vescovile. L'ostacolo alla realizzazione di tale desiderio veniva dall'opposizione dei vescovi di Siracusa dalla cui diocesi quella di Noto doveva trarre territorio, facendole perdere potere e introiti. A metà del XIX secolo Noto vede concretizzare l'antico desiderio, approfittando dei tumulti verificatisi a Siracusa durante l'epidemia di colera che portano al trasferimento a Noto, da parte di Ferdinando II, della sede della provincia.

È proprio in questo periodo che re Ferdinando II chiede alla Santa Sede di erigere la diocesi di Noto, approfittando del fatto che la sede vescovile di Siracusa era vacante per la morte del vescovo Giuseppe Amorelli avvenuta il 13 dicembre 1840. Alla nuova diocesi, oltre a Noto furono assegnati, sottraendoli a Siracusa, i comuni di Avola, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, Giarratana, Modica, Pachino, Palazzolo Acreide, Pozzallo, Portopalo, Rosolini, Scicli e Spaccaforno (ora Ispica). Nel 1950 papa Pio XII eresse la diocesi di Ragusa e con la bolla "Quam quam est" del 1º ottobre 1955 cedette alla nuova diocesi il comune di Giarratana, mentre Palazzolo Acreide, Buccheri, Buscemi, Cassaro e Ferla, piccoli comuni montani della provincia di Siracusa, ritornano a quella aretusea.

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 213.000 persone contava 211.500 battezzati, corrispondenti al 99,3% del totale.

Fonti
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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