Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata

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Questa voce tratta dell'abbazia territoriale.
⇒  Se cercavi la corrispondente descrizione architettonica e storico-artistica, vedi Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata
Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata
Territorialis Abbatia B. Mariae Cryptaeferratae
Chiesa italo-greca
Manuel Nin Güell, O.S.B.
Titolare sede vacante
Parrocchie 1
Sacerdoti 4 di cui e 4 regolari
2 battezzati per sacerdote
9 abitanti in 1 km²
9 battezzati (100,0% del totale)
Nazione bandiera Italia
Regione ecclesiastica Lazio
Sede Grottaferrata
Suffraganea
Sede immediatamente soggetta alla Santa Sede
Eretta 26 settembre 1937
Rito bizantino
Indirizzo
Corso del Popolo, 128
00046 Grottaferrata (RM)
Collegamenti esterni
Sito ufficiale
Dati online 2023 (gc ch)
Collegamenti interni
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica


L'Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata è un'abbazia territoriale (in latino: Territorialis Abbatia B. Mariae Cryptaeferratae) è una della Chiesa bizantina cattolica in Italia immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla regione ecclesiastica Lazio.

Territorio

L'abbazia territoriale comprende la sola abbazia di Grottaferrata e la chiesa abbaziale, dedicata a Santa Maria delle Grazie, è l'unica parrocchia.

Nel territorio sono presenti ordini religiosi che professano il rito bizantino, quali: la congregazione delle suore basiliane figlie di Santa Macrina e l'ordine basiliano.

Storia

L'abbazia viene fondata nel 1004 da San Nilo da Rossano, sul terreno di un'antica villa romana concesso ai monaci dal feudatario del luogo Gregorio I dei Conti di Tuscolo.

L'abate Nilo, nato nella Calabria bizantina e quindi greco di origine e di rito, fondatore di vari monasteri, decise di fondare un monastero sui colli di Tuscolo, sui ruderi di una grande villa romana, dove secondo la tradizione gli è apparsa la Madonna.

Anche se l'abbazia non venne vista compiuta da Nilo, poiché questi morì a Tusculum l'anno successivo al suo arrivo nell'attuale zona di Grottaferrata. I lavori vennero terminati sotto il controllo di san Bartolomeo, co-fondatore dell'abbazia. Le reliquie di Bartolomeo si dovrebbero ancora trovare nell'abbazia, anche se non sono state ritrovate assieme a quelle di Nilo.

L'abbazia sarà spesso saccheggiata e occupata da eserciti di ogni provenienza: tedeschi, napoletani, francesi o semplicemente i vicini marinesi. Per risolvere questa situazione di fragilità dell'abbazia l'abate commendatario Giuliano Della Rovere, nel 1483 inizia a far costruire le potenti mura che ancora oggi circondano l'Abbazia.

Comunque dal XVI secolo l'abbazia è sottoposta alla Commenda prima dei Colonna, poi dei Farnese, e dal 1626 del cardinal Barberini. Seguiranno poi vari abati commendatari, come il Rezzonico, il Guadagni, e infine il cardinal Consalvi, che subisce nel 1807 l'abolizione francese del feudalesimo e dunque della Commenda.

Alla metà dell'Ottocento l'Abbazia vive momenti di tensione: un'archibugiata ferisce il 3 novembre 1833 l'abate Riva che denuncia il clima di tensione che c'è all'interno dell'Abbazia al vescovo di Frascati cardinal Mario Mattei. Il 12 dicembre dello stesso anno il Papa nomina lo stesso cardinal Mattei visitatore apostolico presso l'Abbazia, con il compito di riportare i monaci alla serenità. Il regime della visita apostolica verrà abolito solo il 10 settembre 1869, quando le acque e gli animi si sono calmate.

Il 26 settembre 1937 con la bolla Pervetustum Cryptaeferratae di papa Pio XI il monastero fu elevato ad abbazia territoriale ossia monastero esarchico nullius. Intanto si catalogavano i libri della Biblioteca Abbaziale: verranno contati 1098 manoscritti, 50 incunanboli, 40.000 volumi a stampa e 300 periodici.

Cronotassi degli esarchi

Statistiche

Note


Fonti
Voci correlate
Collegamenti esterni