Diocesi di Nardò-Gallipoli

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Diocesi di Nardò-Gallipoli
Dioecesis Neritonensis-Gallipolitana
Chiesa latina

Nardò cattedrale.JPG
Vescovo Fernando Tarcisio Filograna
Sede Nardò

sede vacante
Nardò

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Suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce
Regione ecclesiastica Puglia
Regione ecclesiastica
Collocazione geografica della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
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coadiutore
vicario Mons. Luigi Ruperto
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Parrocchie 68
Sacerdoti

144 di cui 128 secolari e 16 regolari
1.460 battezzati per sacerdote

19 religiosi 105 religiose 4 diaconi
211.600 abitanti in 587 km²
210.251 battezzati (99,3% del totale)
Eretta VI secolo (Gallipoli) , 13 gennaio 1413 (Nardò)
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Piazza Pio XI 24, 73048 Nardò [Lecce], Italia
tel. +390833871659 fax. 0833.87.46.51 @

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

La diocesi di Nardò-Gallipoli (in latino: Dioecesis Neritonensis-Gallipolitana) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2010 contava 210.251 battezzati su 211.600 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Fernando Tarcisio Filograna.

Territorio

La diocesi comprende la porzione occidentale del Salento.

Sede vescovile è la città di Nardò, dove si trova la Cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine. A Gallipoli si trova la Concattedrale di Sant'Agata, l'antico Palazzo vescovile e palazzo del seminario (ora sede del Museo diocesano).

Il territorio è suddiviso in 68 parrocchie.

Storia

La diocesi di Gallipoli

Secondo numerose fonti storiografiche cattoliche accertate, il cristianesimo sarebbe stato diffuso a Gallipoli dallo stesso apostolo San Pietro, il quale lasciò il governo della Chiesa a San Pancrazio di Taormina, di fatto primo Vescovo della diocesi di Gallipoli. Incerta è però la data esatta di istituzione della suddetta diocesi: alcuni la collocano nel IV secolo, altri nel VI. A testimoniare il fatto che Pietro sarebbe giunto nella città di mare e, in generale, nel Salento, sono alcune chiese che prendono il suo nome (ad esempio "San Pietro Cucurizzutu"). Inoltre sino al 1700 nella città di Alezio, a pochi chilometri da Gallipoli, esisteva un sacro edificio e un pozzo recante sui rispettivi quattro lati le lettere "P.C.A.D." ossia Pancratio Callipolitano Antistiti Dicatum, "Dedicato a Pancrazio primo vescovo gallipolitano".

Nel corso della sua storia millenaria numerosi sono stati i pastori illuminati dalla sapienza e dalla luce di Dio, tanto da far diventare la sede gallipolina una delle più importanti e redditizie d'Italia. Sino all'anno 1513 la diocesi osservava il rito greco-bizantino: la data viene tramandata dagli scritti di un cittadino, Francesco Camaldari, il quale poté accertare che l'ultima Messa in greco fu in onore della madre, dipartita nello stesso anno.

A ricordare il forte legame tra Oriente e Occidente, durante il solenne Pontificale della Patrona della diocesi Agata e titolare della magnifica Basilica Cattedrale di Gallipoli, il Vangelo è proclamato in greco.

La Basilica Cattedrale di Gallipoli è dedicata a Sant'Agata, patrona della città e della diocesi omonima. È stata elevata dal Sommo Pontefice Pio XII al rango di Basilica Pontificia minore, su richiesta dell'allora vescovo Nicola Margiotta e, il 21 novembre 1940 con Regio decreto, monumento nazionale da Vittorio Emanuele III, per la sua importanza storico-artistica ed architettonica.

Nel XIX secolo (come descritto nelle "Memorie istoriche della città di Gallipoli" di Bartolomeo Ravenna) il capitolo era formato da ben diciannove canonici, tra cui sette dignità così ripartite: Arciprete, arcidiacono, decano, cantore, tesoriere, primicerio e preposito. Le "sotto dignità" erano tre: secondo cantore, secondo tesoriere e secondo primicerio. Altri diciotto presbiteri erano gli addetti al coro e all'animazione dei solenni pontificali officiati dal vescovo. Sino all'anno 1741 i canonici e capitolari erano riconoscibili da una cotta e mozzetta di lana di raso nera, a differenza delle dignità che indossavano gli stessi paramenti, seppur di color violaceo. A partire dalla seconda metà del Settecento il vescovo Serafino Branconi, adattandosi alle indicazioni di Benedetto XIV, obbligò i canonici ad indossare il rocchetto e la cappa magna violacea con seta cremisi e, solo d'inverno, con pelle bianca di coniglio.

L'attuale basilica pontificia cattedrale è sede di un'Arcipretura e di un capitolo di canonici, composto dal presidente, teologo e primicerio e da tre altri membri.

La diocesi di Nardò

È probabile che Nardò fosse già diocesi nei primi secoli dell'era cristiana. La presenza di una diocesi antica è testimoniata nella supplica di Giovanni de Epifanis all'antipapa Giovanni XXIII. Però l'esistenza di una diocesi non ha riscontri storici e tanto meno può essere datata.

La cattedrale di Nardò risale ai secoli VII - XI.

Dal 761 Nardò fu governata dagli archimandriti basiliani.

A partire dal 1090 il governo spirituale di Nardò divenne un'abbazia territoriale benedettina.

Il 27 febbraio 1674 fu inaugurato il seminario diocesano, dedicato a san Filippo Neri. Nel 1980 è stata rivestita della dignità di Basilica Minore Pontificia, sotto il lungo episcopato di Antonio Rosario Mennonna, al termine dei lavori di restauro.

L'accorpamento

Il 20 febbraio 1984, con il decreto Instantibus votis la diocesi di Gallipoli fu "accorpata", non senza polemiche da parte del popolo gallipolino, alla più giovane e più grande, territorialmente, diocesi di Nardò, nata nel XIV secolo. Da quel giorno la diocesi assunse la denominazione attuale.

Il 30 settembre 1986, nel piano generale di riordino delle diocesi , sono state definitivamente unite e negli anni finora trascorsi da tale data, nonostante diverse difficoltà, affrontate anche energicamente dai loro pastori, si è giunti a una crescente comunione ecclesiale.

Vicari

Mons.Luigi Ruperto (Vicario generale)

Don Luca Albanese (Vicario episcopale per gli affari amministrativi)

Don Adriano Dongiovanni (Vicario episcopale per le Persone e gli Stati di vita)

Don Piero Nestola (Vicario episcopale per il sociale)

Mons. Gianni Piero De Santis (Vicario episcopale per l'Evangelizzazione)

Cronotassi dei vescovi

Vescovi di Nardò

Vescovi di Gallipoli

Vescovi di Nardò-Gallipoli

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 211.600 persone contava 210.251 battezzati, corrispondenti al 99,1% del totale.

Note
  1. Nel 1784 fu nominato vescovo di Melfi e Rapolla da Ferdinando IV, senza mai ottenere la conferma pontificia. La sede di Gallipoli fu considerata vacante.
Fonti
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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