Diocesi di Alife-Caiazzo

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Diocesi di Alife-Caiazzo
Dioecesis Aliphana-Caiacensis o Caiatina
Chiesa latina

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vescovo Giacomo Cirulli
Sede Alife

sede vacante
Alife

Amministratore apostolico
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Suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli
Regione ecclesiastica Campania
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Mappa della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
Coadiutore
Vicario
Provicario
generale
Ausiliari

Vescovi emeriti:

Valentino Di Cerbo
Parrocchie 44
Sacerdoti

50 di cui 44 secolari e 6 regolari
1.240 battezzati per sacerdote

32 religiosi 35 religiose 6 diaconi
62.200 abitanti in 580 km²
69.000 battezzati (99,7%% del totale)
Eretta V secolo (Alife) e X secolo (Caiazzo)
Rito romano
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Concattedrale {{{concattedrale}}}
Santi patroni
Indirizzo
Via Angelo Scorciarini Coppola 230/B, 81016 Piedimonte Matese [Caserta], Italia
tel. +390823543618 fax. 0823.54.36.15 @
Coordinate geografiche
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Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Dati online 2019 (gc ch )

Dati dal sito web della CEI
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica
Monsignor Valentino Di Cerbo

La diocesi di Alife-Caiazzo (in latino: Dioecesis Aliphana-Caiacensis o Caiatina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2018 contava 62.000 battezzati su 62.200 abitanti.

Dal 26 febbraio 2021 è unita in persona episcopi alla Diocesi di Teano-Calvi e dal 23 febbraio 2023 anche alla Diocesi di Sessa Aurunca.


Territorio

La diocesi comprende 24 comuni campani (Alife, Caiazzo, Piedimonte Matese, Formicola, Ruviano, Liberi, Dragoni, Castel di Sasso, San Potito Sannitico, Castello del Matese, Raviscanina, Letino, Ailano, Baia e Latina, Castel Campagnano, Pontelatone, Sant'Angelo d'Alife, Prata Sannita, San Gregorio Matese, Piana di Monte Verna, Pratella, Valle Agricola, Alvignano e parte del comune di Gioia Sannitica con i borghi di Calvisi e Carattano[1]) con una popolazione di circa settantamila abitanti.

Sede vescovile è la città di Alife, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Caiazzo si trova la concattedrale dedicata anch'essa a Maria Santissima Assunta.

Il territorio è suddiviso in 44 parrocchie.

Storia

Nel 1978 le diocesi di Alife e Caiazzo furono unite in persona episcopi; dal 30 settembre 1986 sono pienamente unite.

Fino al 1978, ognuna delle due diocesi ha avuto lunga e complessa storia.

Storia della diocesi di Alife

Secondo la tradizione fu San Pietro il primo annunciatore del Vangelo ad Alife e quindi le origini dell'episcopato risalirebbero ad epoca apostolica, per altri l'istituzione di una diocesi è di epoca costantiniana.

Tra i partecipanti dei concili svoltisi a Roma nel 499 e nel 501 sotto papa Simmaco è presente Clarus, che si può considerare come il primo vescovo di Alife di cui si hanno notizie certe.
Si può affermare comunque che nel 533 il cristianesimo fosse molto diffuso in questa zona come ha potuto dimostrare il ritrovamento della lapide di tre fratellini, sulla quale i bambini sono definiti cristiani.
Al VI secolo risale anche un frammento d'iscrizione in cui è nominato un altro vescovo, Severo.

Nell'876 un'incursione di saraceni distrusse l'intera città compresa la cattedrale situata tra le odierne Porta Romana e Porta Piedimonte.

Nel periodo di dominazione longobarda Alife restò senza vescovo. Il 26 maggio 969, papa Giovanni XIII nominò Landolfo arcivescovo di Benevento concedendogli la facoltà di eleggere vescovi suffraganei, fra i quali quello di Alife. Il vescovo della ricostituzione è Paolo.

Nella cripta della nuova cattedrale in diverse epigrafi sono ricordati i nomi dei vescovi a partire dall'inizio dell'XI secolo con i nomi latinizzati di Gosfridus, Vitus vivente nel 1020 e Arechis in carica nel biennio 1059-1061.

Nella seconda metà del secolo la famiglia normanna Quarell Drengot conquistò il territorio alifano e l’episcopato acquistò notevole importanza. Nel 1131 il secondo Rainulfo, conte di Alife, Caiazzo e Sant'Agata de'Goti, chiese e ottenne dall'antipapa Anacleto II le reliquie di San Sisto I papa e martire, divenuto poi protettore della città e della diocesi.
A lui fu dedicata la Cattedrale, che nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni e ricostruzioni e attualmente è dedicata a Santa Maria Assunta. I vescovi del XII secolo noti in storiografia sono Roberto, Pietro, Baldovino e Landolfo.

Altre figure di vescovi che emersero durante il medioevo furono: Alferio, eletto vescovo nel 1252 e trasferito nel 1254 a Viterbo; e Giovanni De Alferis, grazie al quale fu salvato il prezioso manoscritto Gli arcani historici, dello zio Niccolò Alunno, gran consigliere del re Ladislao.
Nel periodo rinascimentale sono da ricordare: Sebastiano Pighi, vescovo tra il 1546 e il 1547 poi nominato cardinale; il letterato Antonio Agustín da Saragozza, inviato in Inghilterra come nunzio di papa Giulio III per le nozze di Filippo II di Spagna con Maria Tudor e Giacomo Gilberto de Nogueras, cappellano della regina di Boemia e dell’arciduca Ferdinando, che fu fra i più attivi partecipanti al concilio di Trento.

In questo periodo la città di Alife visse un periodo di declino tanto che il vescovo de Nogueras si trasferì a Piedimonte d'Alife (oggi Piedimonte Matese), residenza mantenuta da molti dei suoi successori.
Il 10 giugno 1651 Pietro Paolo de Medici fondò il Seminario diocesano a Castello d'Alife (oggi Castello del Matese), successivamente Giuseppe de Lazzara lo trasferì nell'attuale sede di Piedimonte Matese.
Il 27 giugno 1818 papa Pio VII soppresse la diocesi di Alife con la bolla De utiliori dominicae e solo il 14 dicembre 1820 il vescovo Emilio Gentile riuscì a farla ripristinare con la bolla Adorandi dello stesso papa con l'unione alla diocesi di Telese.

Il 6 luglio 1852 la diocesi fu scissa da Telese, e Gennaro Di Giacomo, discussa figura di vescovo risorgimentale, optò per Alife.

Nel corso del XX secolo si distinse la figura del vescovo Luigi Novello all'epoca dell'occupazione tedesca; seguito da Virginio Dondeo, esperto annunziatore della Parola di Dio, poi vescovo di Todi e Orvieto e Raffaele Pellecchia, divenuto in seguito arcivescovo di Sorrento e Castellammare di Stabia, che partecipò al Concilio Vaticano II.

Storia della diocesi di Caiazzo

Secondo un'antica leggenda popolare, l'evangelizzazione della città di Caiazzo sarebbe stata opera dell'apostolo Pietro o di San Prisco, uno dei settantadue discepoli di Gesù, che ne sarebbe stato anche il primo vescovo. La leggenda si collegherebbe al viaggio che fece San Pietro da Napoli per raggiungere Roma e si appoggia sui resti di un antico tempio sotterraneo ritrovati sotto la settecentesca chiesa parrocchiale di San Pietro del Franco.

Secondo altre tradizioni il primo vescovo caiatino risale all'anno 70 ed era un tale Arrigo o Argizio Seniore. Il primo vescovo certo risale al 966, si tratta di Orso.
Il vescovo più rappresentativo di questo periodo medioevale è Santo Stefano Minicillo che a partire dal 979 fu vescovo per 44 anni, da ricordare anche San Ferdinando d'Aragona di origine spagnola fu vescovo dal 1070 al 1082.

Altri vescovi che si ricordano tra duecento e trecento sono Almondo, Nicola e Andrea, dei quali sono conservati nell'archivio vescovile molti atti e bolle.
Nei successivi due secoli, alcuni vescovi e amministratori apostolioci di Caiazzo furono cardinali, fra i quali Oliviero Carafa, successivamente arcivescovo di Napoli; Antonio Maria Ciocchi del Monte; Ascanio Parisani, di Tolentino, poi trasferito a Rimini.
In quel periodo buona parte dei vescovi appartennero a nobili famiglie caiatine. Da ricordare Fabio Mirto Frangipani presentato da San Carlo Borromeo, che fu segretario del concilio di Trento e fondò il seminario diocesano, successivamente per le sue doti diplomatiche, fu nominato arcivescovo titolare di Nazareth.

Anche Ottavio Mirto Frangipani dopo essere stato vescovo di Caiazzo fece una discreta carriera, abate di San Benedetto di Capua, fu poi nominato da papa Sisto V governatore di Bologna, quindi nunzio apostolico a Colonia e infine arcivescovo di Taranto.

Nel corso del XVII secolo è da ricordare il vescovo Filippo Benedetto sia per le sue doti di pastore che per aver fatto costruire a sue spese le mura cittadine.

La diocesi di Caiazzo fu soppressa da papa Pio VII in applicazione del concordato tra il Regno delle Due Sicilie e la Santa Sede, con la bolla De utiliori Dominicae vineae del 5 luglio 1818 e il suo territorio fu incorporato all'arcidiocesi di Capua. L'arcivescovo di Capua, cardinal Francesco Serra-Cassano, cercò di ripristinare l'antica sede; il 16 gennaio 1850, con la bolla Si semper optandum, papa Pio IX ristabilì la diocesi di Caiazzo, dichiarandola suffraganea della sede metropolitana di Capua. Il nuovo vescovo Gabriele Ventriglia d'Alife venne trasferito dalla diocesi di Crotone il 15 marzo 1852[2].

In tempi recenti la figura Nicola Maria Di Girolamo, vescovo dal 1922 al 1963, ebbe un grande impatto nella diocesi di Caiazzo, il suo episcopato coprì il difficile periodo della Seconda guerra mondiale; fece celebrare due sinodi e due congressi eucaristici, l'ultimo dei quali nel 1935 coincise con il millenario della nascita di Santo Stefano.

Prima di morire Di Girolamo partecipò anche alle prime sessioni del Concilio Vaticano II.

Cronotassi dei vescovi

Vescovi di Alife

Vescovi di Caiazzo

Vescovi di Alife-Caiazzo

Statistiche

Note
  1. L'altra parte appartiene alla Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.
  2. Gaetano Moroni, "Francesco Serra-Cassano". In: Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia : Tipografia Emiliana, 1840, Vol. LXIV, pp. 188-9 (on-line)
  3. Giacomo de Luciis di Sutri (Sutri ? - Caiazzo 1494 o il 5 dicembre 1506), dottore in diritto canonico e civile, viene riportato da alcuni studiosi come il Tiraboschi con il nome di Jacopo Lucio, da altri come Jacopo o Giacomo Luzi o de Lutiis (in latino Jacobus de Luciis, Jacobus de Lutiis, Jacobus de Luziis). Fu nominato vescovo di Caiazzo il 16 giugno 1480. La data della nomina vescovile è riportata nell'edizione curata da Enrico Celani del Liber Notarum (Cfr. a cura di Enrico Celani, Johann Burchard, Liber notarum, ab anno MCCCCLXXXIII usque ad annum MDVI, Casa editrice S. Lapi, Città di Castello 1913, Volume 1, pag. 443). Le fonti riportano invece due date distanti per la morte: il 1494 e il 5 dicembre 1506 (Cfr. Aa.Vv., La diocesi di Caiazzo: storia in età tardo medievale e moderna, arte,. Cronotassi vescovile e bibliografia di riferimento PDF. Tuttavia il 23 ottobre 1503 è presente a Roma, come attesta Garampi e conferma Eubel)
Fonti


fonti Diocesi di Alife
fonti Diocesi di Caiazzo
Collegamenti esterni