Diocesi di Pinerolo

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Diocesi di Pinerolo
Dioecesis Pineroliensis
Chiesa latina

IMG 7105 - Pinerolo - Duomo - Foto Giovanni Dall'Orto 17-Mar-2007.jpg
vescovo Derio Olivero
Sede Pinerolo

sede vacante
Pinerolo

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Suffraganea dell'arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
Provincia italiana di Torino
Collocazione geografica della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
{{{suffraganee}}}
coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Piergiorgio Debernardi
Parrocchie 62
Sacerdoti

99 di cui 69 secolari e 30 regolari
808 battezzati per sacerdote

36 religiosi 258 religiose 13 diaconi
100.00 abitanti in 1.440 km²
80.000 battezzati (80,0% del totale)
Eretta 23 dicembre 1748
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Via Vescovado 1, 10064 Pinerolo [Torino], Italia
tel. 0121.39.39.32 fax. 0121.79.45.28 @

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

La diocesi di Pinerolo (in latino: Dioecesis Pineroliensis) è una diocesi della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2004 contava 80.000 battezzati su 100.250 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Derio Olivero.

Territorio

La diocesi comprende la porzione sud-occidentale della provincia di Torinoda.

Sede vescovile è la città di Pinerolo, dove si trova la cattedrale di san Donato.

Il territorio è suddiviso in 62 parrocchie.

Storia

La diocesi fu eretta il 23 dicembre 1748 da papa Benedetto XIV con la bolla In sacrosancta, ricavandone il territorio dall'abbazia territoriale cistercense di Santa Maria di Abbadia Alpina, fondata dalla contessa Adelaide nel 1064.

Il 3 agosto 1772 cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Susa, ma la cessione divenne effettiva solo alla morte del vescovo di Pinerolo, nel 1797.

Molto dovette patire Pinerolo sotto la dominazione francese. Gli antifrancesi e antirepubblicani furono sopraffatti dalle milizie valdesi. Nel 1802 furono sciolte le corporazioni religiose ed incamerati i loro beni: agostiniani, francescani, cappuccini, domenicani, carmelitani, fogliesi e clarisse. Il vescovo scelse una linea molto prudente, fino a far cantare il Te Deum per Napoleone e a lodarne la religiosità, proprio mentre si adottavano misure restrittive come l'imposizione di tasse che non risparmiarono il pastorale del vescovo e la riduzione del numero dei giorni festivi.

Nel 1805 la diocesi fu soppressa e il suo territorio aggregato a quello della diocesi di Saluzzo. Fu ristabilita il 17 luglio 1817.

Durante il periodo risorgimentale il vescovo Renaldi mantenne un atteggiamento liberale, spesso in contrasto alla linea dei metropoliti torinesi. Si schierò decisamente a favore dell'emancipazione dei valdesi voluta da re Carlo Alberto, che appoggiò nelle sue prediche contro l'intolleranza. Accolse nella sua diocesi i chierici di simpatie liberali rifiutati dall'arcivescovo di Torino e al Concilio Vaticano I fu uno strenuo oppositore del dogma dell'infallibilità papale.

L'anticlericalismo massonico e liberale osteggerà il vescovo Vassarotti, succeduto a Renaldi. Per alcuni mesi non poté risiedere in vescovado per la mancanza del placet governativo alla sua elezione. Le autorità non presenziavano al suo ingresso in diocesi e più tardi dovette rinunciare al progetto di restauro della cattedrale, per l'ostilità dell'amministrazione comunale. Il suo episcopato fu tutto all'insegna della devozione: triplicò gli alunni iscritti al seminario e nella visita pastorale combatté gli abusi morali quali l'inosservanza delle feste religiose, le bestemmie, le intemperanze.

Infine il progetto del restauro della cattedrale fu uno dei successi del vescovo Sardi.

Il vescovo Giovanni Battista Rossi difese i fedeli dai pericoli della predicazione valdese, a suo giudizio opera del demonio (in particolare insistette sul culto dei santi e della Vergine) e dalla diffusione dell'ideologia socialista.

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 100.000 persone contava 80.000 battezzati, corrispondenti al 80,0% del totale.

Fonti
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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